27/08/18

Sahara occidentale, Boujdour, Fotografie di Vittorio Zanini


Boujdour (dal francese; in spagnoloBojador; in araboبو جدور‎; in berberoⴱⵓⵊⴷⵓⵔBujdur) è una città del Sahara Occidentale situata nei pressi dell'omonimo Capo Bojador.
La città è anche conosciuta come Bu JaydurBujdur e Cabo Bojador.

        Sahara occidentale 2008 - Fotografie di Vittorio Zanini

                                                Boujdour









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Boujdour
comune
بو جدور
ⴱⵓⵊⴷⵓⵔ
Boujdour – Veduta
Localizzazione
StatoMarocco Marocco
   Sahara Occidentale Sahara Occidentale
RegioneLaâyoune-Sakia El Hamra
ProvinciaBoujdour
Territorio
Coordinate26°07′59″N 14°28′01″W
Altitudinem s.l.m.
Abitanti36 843 (2004)
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+0
Cartografia
Mappa di localizzazione: Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi
Boujdour
Boujdour

La localizzazione

È a circa 180 chilometri a sud ovest di Laayoune sulla costa atlantica[1] lungo la strada nazionale 1 che collega il Marocco alla Mauritania in un percorso spesso costiero. Si può definire come la città di frontiera fra le regioni principali del Sahara Occidentale, non appartenendo ne al Río de Oro ne a Saguia el Hamra (Canele Rosso).
Ha come coordinate 26° 07' 37" di latitudine nord e 14° 29' 03″di longitudine ovest[2] ed è a livello del mare[3].

Demografia recente

Boujdour ha 41.178 abitanti (stima 2006)[4].
Tabella abitanti:
AnnoAbitanti
1994 (censimento)15.167
1999 (stima)25.000
2004 (censimento)36.843
2006 (stima)41.178

La sua storia

La sua storia come città è recente. Prima del 1976[5] era un villaggio di pescatori costruito intorno al faro del pericoloso Capo Bojador. Pertanto, come città non ha legami con la colonizzazione spagnola.
È nata durante la fase di decolonizzazione ed è cresciuta nella fase della occupazione marocchina. La città è praticamente emersa dal deserto, ed è cresciuta intorno al nuovo porto.
Nel 1976, l'aridità della zona suggerì di costruire un impianto di desalinizzazione per procedere all'inurbamento, successivamente intorno alla città sono state trovate acque sotterranee utilizzabili per far crescere ulteriormente la città.
Aumentata di abitanti è diventata capoluogo della sua provincia.
La crescita, sia demografica sia economica, è stata programmata con due progetti: Al Aouda e Al Wahda.

Economia

Una delle attività importanti della città è l'economia legata alla pesca, in una zona pescosissima si sono insediati numerosi pescatori che praticano localmente l'attività in concorrenza e completamento con i pescherecci stranieri, prevalentemente europei che godono delle concessioni di pesca. Su questo punto c'è una forte critica ed opposizione da parte della Repubblica Democratica Araba dei Sahraui, che ritiene illegali gli accordi con la Comunità Europea stretti dal Marocco.

Monumenti e luoghi d'interesse

Particolarmente suggestiva è la strada costiera, la corniche, che viene considerata una delle più belle zone panoramiche della costa atlantica di questo territorio.

I campi per rifugiati a Tindouf

Una Daira della Wilaya di Dakhla porta il nome di Bojador. Dakhla è uno dei quattro campi per rifugiati Saharawi a sud est di Tindouf.

I gemellaggi[

Note

Altri progetti

Marocco, Tarfaia, Fotografie di Vittorio Zanini


Tarfaya (in araboطرفاية‎, Ṭarfāya; in berberoⵟⴰⵔⴼⴰⵢⴰ) è una città, in precedenza chiamata Villa Bens durante la dominazione spagnola, capoluogo della provincia omonima, nella regione di Laâyoune-Sakia El Hamra al sud-ovest del Marocco.[1] Si tratta di una città portuale sulla costa atlantica, nei pressi di Capo Juby, sita a 890 km sud-ovest di Rabat. Secondo il censimento del 2004, Tarfaya ha una popolazione di 5.615 abitanti, la più bassa di tutte le municipalità della regione, ma è l'unica al di fuori del disputato Sahara occidentale.[2]
Negli anni 1920, la compagnia aerea francese Aéropostale vi costruì un aeroporto. Oggi in quel luogo è stato elevato un piccolo monumento in onore della società, dei suoi piloti e dell'aviatore francese Antoine de Saint-Exupéry in particolare. Questi era stato direttore dell'aeroporto e prima pilota della compagnia postale.

                   Marocco 2008 - Fotografie di Vittorio Zanini

                                                 Tarfaia



















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Tarfaya
comune
طرفاية
ⵟⴰⵔⴼⴰⵢⴰ
Tarfaya – Veduta
Tarfaya vista dalle dune.
Localizzazione
StatoMarocco Marocco
RegioneLaâyoune-Sakia El Hamra
ProvinciaTarfaya
Territorio
Coordinate27°56′22″N 12°55′34″W
Altitudinem s.l.m.
Abitanti5 615 (2004)
Altre informazioni
Cod. postale70050
Fuso orarioUTC+0
Cartografia
Mappa di localizzazione: Marocco
Tarfaya
Tarfaya
Sito istituzionale

Storia

Tarfaya venne occupata dai britannici nel 1882, quando costruirono la Casa del Mar.[3] L'edificio è oggi in stato di completo abbandono. Le tribù Sahrawi sollecitarono l'intervento del Sultano Hasan I che nel 1885 acquistò l'edificio. Nel 1912, il territorio di Tarfaya, al tempo chiamato Capo Juby, venne occupato dagli spagnoli come appartenente al Sahara spagnolo. La grande regione di Capo Juby e Tarfaya vennero poi annessi al Marocco nel 1958.

Naufragio della Assalama

Agli inizi del 2008, venne istituito un collegamento marittimo fra Tarfaya e Puerto del Rosario. il traghetto Assalama, gestito dalla compagnia Naviera Armas, effettuava il collegamento con cadenza trisettimanale. Era il primo servizio che collegava le isole Canariealla costa africana.
Il collegamento venne poi interrotto, a seguito di un incidente accaduto il 30 aprile 2008, durante una manovra nel porto. Il traghetto colpì un banco di sabbia e poi si arenò in acque poco profonde vicino a Tarfaya.[4]
La nave era a circa otto chilometri dalla costa, quando alte ondate si riversarono sul suo ponte e spinsero il natante verso riva. I passeggeri e l'equipaggio furono evacuati con successo dai pescatori di Tarfaya[5][6][7] dato che il traghetto aveva solo due scialuppe obsolete per 113 passeggeri. Circa 80.000 litri di olio combustibile sparso dalla nave, arrecarono notevoli danni all'industria della pesca locale.

Aéropostale

Il collegamento aereo postale di Tarfaya tramite la compagnia Aéropostale iniziò nel 1927. Il corriere aereo, con base a Tolosa, fu fondato dall'industriale francese Pierre-Georges Latécoère, che decise di realizzare un collegamento fra la Francia e le sue colonie in Africa. Latécoère credeva fermamente nel futuro dell'aviazione come mezzo di trasporto e comunicazione fra i popoli.
Il vicino aeroporto di Capo Juby fu un'importante base di rifornimento e sosta per Aéropostale. L'aviatore Antoine de Saint-Exupéry venne nominato direttore dell'aeroporto nel 1927. Vi rimase per 18 mesi, durante i quali dovette negoziare il rilascio di suoi piloti fatti prigionieri dalle tribù Moors, come scrisse nel suo primo romanzo Southern Mail.
Il 28 settembre 2004 è stato aperto un museo in memoria di Aéropostale, Saint-Exupéry ed i suoi piloti, con il supporto della città di Tolosa e del costruttore aeronautico francese Airbus. Il museo è stato inaugurato dal giornalista Bernard Chabbert, il cui padre fece anche parte della storia di Aéropostale.

Servizi aerei

La città dispone ancora di un aeroporto il cui codice IATA è TFY.

Galleria d'immagini

Note

  1. ^ World Gazetteer website Archiviato il 13 maggio 2012 in Internet Archive.
  2. ^ Da hcp.ma
  3. ^ (FRBreve storia di Tarfaya Archiviato il 2 aprile 2012 in Internet Archive.
  4. ^ Maritime Industry News: Assalama (Panama), in Lloyd's List Daily Commercial News, Informa Australia Pty Ltd, 29 maggio 2008, pp. 23.
  5. ^ Da oekosozial.org Archiviato il 6 novembre 2013 in Internet Archive.
  6. ^ Da funkoffizier.wordpress.com
  7. ^ Da canarias7.es

Bibliografia

Altri progetti