16/10/21

Hermann Hesse, Il lupo della steppa

 

Oh, è difficile trovare la traccia divina in mezzo alla vita che facciamo, in questo tempo così soddisfatto, così borghese, così privo di spirito, alla vista di queste architetture, di questi negozi, di questa politica, di questi uomini! Come potrei non essere un lupo della steppa, un sordido anacoreta in un mondo del quale non condivido alcuna mèta, delle cui gioie non vi è alcuna che mi arrida? Non resisto a lungo né in un teatro né in un cinema, non riesco quasi a leggere il giornale, leggo raramente un libro moderno, non capisco quale piacere vadano a cercare gli uomini nelle ferrovie affollate e negli alberghi, nei caffè zeppi dove si suonano musiche asfissianti e invadenti, nei bar e nei teatri di varietà delle eleganti città di lusso, nelle esposizioni mondiali, alle conferenze pei desiderosi di cultura, nei grandi campi sportivi: non posso condividere, non posso comprendere queste gioie che potrei avere a portata di mano e che mille altri si sforzano di raggiungere. Ciò che invece mi accade nelle rare ore di gioia, ciò che per me è delizia, estasi ed elevazione, il mondo lo conosce e cerca e ama tutt'al più nella poesia: nella vita gli sembrano pazzie. Infatti se il mondo ha ragione, se hanno ragione le musiche nei caffè, i divertimenti in massa, la gente americana che si contenta di così poco, vuol dire che ho torto io, che sono io il pazzo, il vero lupo della steppa, come mi chiamai più volte, l'animale sperduto in un mondo a lui estraneo e incomprensibile, che non trova più la patria, l'aria, il nutrimento.


Hermann Hesse, Il lupo della steppa

09/09/21

Ghee, il burro chiarificato considerato un elisir di vita dalla medicina ayurvedica

Scoprite tutto su questo burro chiarificato indiano, altamente digeribile e ricco di antiossidanti capaci di prevenire la formazione di radicali liberi.
Il ghee è un burro chiarificato utilizzato da millenni in India e nei paesi asiatici in quanto considerato una sorta di elisir di salute e longevità.
Questo burro, quasi esclusivamente costituito da grassi saturi, è altamente digeribile, combatte la formazione dei radicali liberi, principali responsabili dell’invecchiamento, ed è privo di lattosio, per cui può essere consumato anche da chi è intollerante a questo zucchero.
Un limite è il suo alto contenuto calorico, fattore che si può ovviare riducendone le dosi nella preparazione delle varie pietanze.
Scoprite, allora, tutto su questo condimento, le sue caratteristiche e proprietà e anche come prepararlo in casa.
Ghee: cos’è
La parola ghee, in lingua sanscrita indiana ghi, è un burro chiarificato, privo quindi di acqua e proteine, le cui origini affondano nella medicina ayurvedica indiana.
Questo alimento fa parte della tradizione culinaria e terapeutica asiatica da oltre 6.000 anni e viene considerato come un alimento molto prezioso per le sue eccezionali proprietà antiossidanti, toniche e nutrienti.
Si tratta di un burro sottoposto ad un lento processo di riscaldamento che gli fa perdere la parte acquosa e la caseina, concentrandone il contenuto proteico.
Ghee: composizione
È costituito per il 99% da grassi, quando il burro normale ne ha circa l’82%, e il 60% di questi grassi sono saturi.Questo non deve spaventare, il corpo umano per mantenersi in perfetta salute ha bisogno anche di questi preziosi elementi, a patto ovviamente di non eccedere nel loro consumo.
I grassi saturi partecipano e rendono possibile lo svolgimento di numerose funzioni vitali, proteggono le cellule, preservano il buon funzionamento del cuore e le capacità di termoregolazione corporea.
Questo burro presenta anche un buon contenuto di antiossidanti utili per combattere i radicali liberi e di vitamina A, vitamina D, vitamina E e vitamina K.
Burro ghee: le calorie
Un cucchiaio da 8 mg di prodotto ha un apporto calorico di circa 300 kcal, un valore leggermente più alto rispetto al burro normale.
È importante non abusare di questo alimento, ma consumarlo nella giusta quantità, considerando sempre un 20% in meno rispetto alla porzione di burro che si userebbe.
Ghee e intolleranza al lattosio
Il ghee può essere consumato tranquillamente da chi è allergico al lattosio, lo zucchero contenuto nel latte, in quanto ne è totalmente privo.
Le proprietà del ghee
Da millenni utilizzato a scopo terapeutico dall’ayurveda, è un alimento che può avere notevoli effetti benefici per la salute e il benessere.
Questo burro chiarificato favorisce la buona digestione e l’assimilazione del cibo, è considerato il miglior grasso per il fegato e ha effetti benefici nel caso si soffra di ulcere gastrointestinali o colite.
Considerato un ottimo tonico, è indicato in casi di convalescenza o debilitazione, favorisce l’aumento di massa muscolare, rafforza il sistema nervoso, migliora memoria, concentrazione e vista.
Questo alimento ha inoltre ottime proprietà antiossidanti ed è in grado di prevenire la formazioni dei radicali liberi che causano l’invecchiamento di pelle e organi.
Il ghee nell’Ayurveda
Da sempre è utilizzato a scopi terapeutici nella medicina ayurvedica, considerata il più antico sistema naturale per la cura e il benessere di corpo e mente.
Secondo questa medicina, è un vero e proprio elisir di lunga vita, in quanto è considerato uno degli alimenti più efficaci per prevenire l’invecchiamento grazie alla sua capacità di rigenerare le cellule.
Il consumo è, inoltre, particolarmente consigliato agli individui che hanno una costituzione Vata o Pita, in cui prevalgono rispettivamente le energie vitali di aria ed etere o acqua e fuoco, in quanto ne favorisce i processi digestivi, le funzioni del sistema nervoso e gli stimoli intellettivi
Come si utilizza il ghee
Può essere ampiamente utilizzato in cucina in sostituzione del burro tradizionale.
Il suo punto di fumo elevato lo rende un prodotto perfetto per friggere e la sua alta digeribilità previene il tipico senso di pesantezza che si prova dopo aver consumato una frittura.
Il suo utilizzo è consigliabile anche per saltare le verdure in padella, a cui conferirà un gusto maggiormente intenso e in ogni altra situazione dove in genere si usa il burro.
Come si prepara il ghee
La preparazione è semplice, può avvenire a partire da un burro biologico e sostanzialmente differisce da quella del burro chiarificato solo per il tempo di cottura.
Se volete cimentarvi nella sua preparazione, seguite questi semplici passi:
lasciate sciogliere in un pentolino il burro biologico, mantenendo il fuoco lento, in modo che acqua e caseina evaporino
mescolate continuativamente
si forma un liquido dall’aspetto chiaro e dorato dopo circa 30 minuti di cottura
spegnete il fuoco
lasciate riposare per 10 minuti
filtrate il tutto con un colino e una garza di cotone, stando attenti a non lasciar passare la schiuma costituita dalla caseina
versate in un vasetto di vetro sterilizzato, richiudete con cura e ponetelo in frigorifero.
Come si conserva il ghee
Il prodotto realizzato in casa deve essere conservato in frigorifero, mentre quello che si compra può essere riposto in un luogo fresco e asciutto della cucina.
Questo burro ha una durata molto più lunga rispetto a quello tradizionale e, addirittura, in India è diffusa l’idea che più invecchia meglio sia.
In genere, è comunque meglio consumarlo entro 6 mesi da quando lo si è preparato o acquistato.
Dove acquistare il ghee
Il ghee può essere acquistato presso catene di supermercati particolarmente riforniti, in negozi di alimenti biologici oppure online, di diversi brand e alcuni lo propongono nella sua preparazione
di Annabella Denti
fonte: tuttogreen.it


30/07/21

Kombucha: cos'è, benefici e come prepararlo

 


Il Kombucha è una bevanda fermentata parente di birra, vino, kefir d’acqua, kvas e tepache – ma anche di tanti altri alimenti fermentati come yogurt, kefir, kimchi, crauti e tempeh – ricchissima di proprietà benefiche per il nostro organismo. Il Kombucha è infatti un importante alimento ricco di batteri “amici”, antiossidanti, polifenoli e vitamine del gruppo B. È inoltre un ottimo alleato nella depurazione di fegato e sangue e ideale per rafforzare il sistema immunitario.

La preparazione del Kombucha consiste nel far fermentare tè zuccherato con una particolare coltura di lieviti e batteri nominata SCOBY.

Questa bevanda fermentata al tè ha una lunghissima tradizione alle spalle, viene infatti bevuta da oltre duemila anni in Oriente, e oggi è diventata famosa anche in Occidente in quanto ricchissima di benefici e proprietà diventando una bevanda ricercatissima in molte nazioni.

Negli Stati Uniti il Kombucha è ormai diffusissimo e pian piano sta facendosi largo anche in Europa (Inghilterra in primis) e in Italia.

COS’È IL KOMBUCHA?

Iniziamo la nostra mini-guida spiegando cos’è il Kombucha. Si tratta una “bevanda viva” a base di tè, leggermente frizzante, con pochi zuccheri e ricca di proprietà benefiche che si ottiene dalla fermentazione di tè zuccherato attraverso lo SCOBY, una particolare coltura di batteri e lieviti nostri amici. Viene annoverato tra i cibi alleati del nostro organismo come una bevanda funzionale proprio grazie ai suoi tantissimi benefici.

Il Kombucha è infatti una ricca di batteri in grado di rafforzare la nostra flora intestinale, antibatterica, antiossidante, energizzante, depurativa e alcuni sostengono addirittura che migliori l’umore.

Attenzione a non confonderlo con il Konbucha però. In molti fanno l’errore di confondere il kombucha con il Konbucha che invece è un’alga marina – di nome Konbu – che viene spesso utilizzata come tè o in cucina.

Viene inoltre chiamata in tante maniere diverse, spesso improprie. Molti infatti utilizzano in maniera errata il termine “kambucha”, oppure “fungo di kombucha” o “fungo del tè”.

BEVANDA FERMENTATA A BASE DI TÈ CHIAMATA ELISIR DI LUNGA VITA

Noto anche come Kombucha Tea o Tè Fermentato, il Kombucha si ottiene dalla fermentazione del tè zuccherato – indistintamente dalla tipologia: può essere preparato infatti con tè verde, tè nero, tè bianco e persino con il mate o nella sua variante kombucha di caffè – attraverso una coltura di lieviti e batteri chiamata SCOBY, acronimo di Symbiotic Culture of Bacteria and Yeast (Coltura simbiotica di batteri e lieviti).

Esattamente come per birra e vino i lieviti contenuti nello SCOBY consumano lo zucchero che viene aggiunto al tè producendo anidride carbonica e alcol, in una percentuale minima, solitamente inferiore allo 1%.

I cibi fermentati e le bevande fermentate sono generalmente note per le proprie proprietà benefiche, ma perché? Il processo di fermentazione esiste da quanto esiste la vita sulla terra, si tratta dello stesso processo che l’ecosistema in cui viviamo utilizza per “digerire” – trasformare – materia organica complessa in singole molecole. Per capire quanto i cibi e le bevande fermentate come il Kombucha siano utili al nostro organismo, basta pensare a milioni di microrganismi che svolgono al posto nostro il faticoso compito di digerire, rompendo legami chimi complessi tra le molecole, in legami semplici e liberando vitamine, minerali e altri nutrienti.

CHE SAPORE HA IL KOMBUCHA?

Uno degli aspetti che maggiormente incuriosisce le persone che si avvicinano a questo mondo è di certo il sapore del kombucha. Una premessa importante da fare è che nonostante si tratti di un tè fermentato, non ha il sapore del tè, o perlomeno non è il sapore predominante.

Il kombucha ha un sapore frizzantino, leggermente acidulo, ma mai sgradevole. Nelle varianti non troppo aromatizzate ricordano il sidro di mele, ad alcuni persino il prosecco e lo champagne.

Il sapore del Kombucha cambia molto a seconda dei giorni di fermentazione, del tipo di tè utilizzato e dalle aromatizzazioni. Normalmente è una bevanda piacevole al gusto, rinfrescante che si presta anche come ingrediente di cocktail alcolici e analcolici.

UN PIZZICO DI STORIA

Quando si sente parlare di Kombucha può sembrare alla maggiorate delle persone che si tratti di una nuova bevanda super genuina comparsa chissà come e chissà da dove. Non è così.

Il Kombucha ha una storia millenaria e un po’ misteriosa composta da miti e storie che si intrecciano tra loro e che non chiariscono definitivamente dove e quando se ne sia bevuto il primo sorso. Abbiamo raccolto alcune delle testimonianze più note per fare un po’ di chiarezza a riguardo della storia e delle origini del Tè Kombucha.

La storia dell’imperatore Qin Chi Huangdi

Qin Chi Huangdi fu il primo imperatore della Cina unificata dal 247 al 221 A.C. Durante la vecchiaia Qin Chi iniziò ad essere ossessionato dal pensiero dell’immortalità al punto di affidarsi a un alchimista che preparò per lui una bevanda, nominata “elisir di lunga vita”: il kombucha. Qin Chi morì dopo diversi anni di passione per il Kombucha, dopo aver ingerito delle pillole contenenti mercurio, nella speranza che lo rendessero immortale.

Il mito del Dr. Kombu e dell’imperatore giapponese
Si racconta che durante il quinto secolo avanti Cristo, un dottore Koreano di nome Kombu-ha-chimu-kami-ki-mu, meglio noto come Dr. Kombu, fu chiamato dall’imperatore giapponese, ormai prossimo alla morte per essere guarito. Dr. Kombu preparò un elisir per l’imperatore che improvvisamente guarì. Venne così celebrata e festeggiata l’incredibile potenza del tè – in cinese “cha” – del Dott. Kombu. Da qui Kombu-Cha.

La bevanda portentosa dei Samurai Giapponesi
Si narra che il Kombucha fu utilizzato per la prima volta durante il decimo secolo avanti Cristo dai Samurai Giapponesi e che lo bevessero prima di ogni battaglia o combattimento poiché in grado di renderli più forti e astuti.

SCOBY: IL “FUNGO” DEL KOMBUCHA

Una delle imprecisioni più diffuse è legata al fungo del kombucha. In molti confondono lo SCOBY – symbiotic colture of bacteria and yeast – con un fungo che vive nel kombucha e che lo rende la bevanda che è. Chiariamolo una volta per tutte, lo SCOBY non è un fungo, ma come dice l’acronimo stesso, una coltura di batteri e lieviti che vivono tra loro in maniera simbiotica.

Lo SCOBY – quello che alcuni si ostinano a chiamare fungo miracoloso del kombucha – si presenta come un dischetto gelatinoso che galleggia sulla superficie del liquido e che viene alimentato dagli zuccheri aggiunti al tè e dai tannini che le foglie di tè contengono naturalmente.

Si tratta di un’insieme di micro-organismi vivi che sono i veri protagonisti della trasformazione del tè zuccherato in Kombucha. Lo SCOBY è quindi l’ingrediente – se così può essere definito – più importante nella preparazione del Kombucha. Va trattato con cura, coccolato e ben alimentato affinché cresca e si riproduca. Può anche essere conservato in frigo quando lo si vuole mettere a riposo.

KOMBUCHA: BENEFICI E PROPRIETÀ

Leggendo questa mini-guida avrai orami ben chiaro che esistano davvero tanti benefici e proprietà del Kombucha e che questa bevanda fermentata sia un vero e proprio alleato del nostro organismo. In questo paragrafo della nostra guida vogliamo approfondire proprio le proprietà e i benefici del kombucha. Iniziamo subito.

In una recente intervista su Wired al Professor Cavalieri, docente di Microbiologia all’Università di Firenze, è emerso come gli studi su questa bevanda, seppur non ancora tantissimi, rivelino una serie di proprietà del kombucha e benefici provati scientificamente.

Le tre principali proprietà del kombucha sono:

antiossidante, legata alle sostanze contenute nel tè, come i polifenoli
antibatterica, grazie alla presenza dei batteri che contrastano e proteggono la bevanda da patogeni esterni
antifungina
Il Dott. Cavalieri sottolinea nell’intervista come di certo non stiamo parlando di un farmaco – e questo è un concetto che anche noi teniamo a evidenziare – ma le prove scientifiche sono abbastanza robuste per affermare che i suoi effetti esistano.

Queste proprietà del kombucha vengono inoltre confermate da altri studi effettuati in vitreo e su animali che annoverano altri benefici a questa squisita bevanda a base di tè fermentato.

Aiuta fegato e apparato gastro-intestinale nel loro lavoro quotidiano
Rinforza il sistema immunitario
Ottimo per depurare l’organismo e disintossicare il fegato
Inibisce l’avanzamento delle cellule cancerose
Ideale contro i problemi cardiovascolari
Ad oggi – data il recente interesse nei confronti di questo drink – non esistono ancora studi scientifici effettuati sull’uomo, ma quelli sopracitati effettuati su animali e in vitreo lasciano ben sperare.

ALTRE PROPRIETÀ

Oltre ai benefici del kombucha già citati e comprovati da studi scientifici, esistono centinaia di articoli che elencano altre virtù di questa bevanda.

Combatte il reflusso gastrico
Ottimo contro l’Acne
Ansiolitico naturale
Buono per chi soffre di colite
Migliora l’umore ed è consigliato per chi è affetto da depressione
Aiuta a sgonfiarsi
Combatte l’hangover
Ideale contro il mal di testa
Ottimo per chi soffre di ipertensione
D’aiuto per l’ipoglicemia per chi soffre di diabete
Migliora la digestione
Alleato di tutte le donne durante la sindrome premestruale
D’aiuto contro i reumatismi


CONTROINDICAZIONI DEL KOMBUCHA E FALSI MITI

Sulle controindicazioni del Kombucha, i rischi e gli effetti nocivi in rete si trovano alcuni articoli che non citano alcuna fonte scientifica e che spesso si contraddicono tra loro. Di recente ad esempio ne sono comparsi alcuni sulla tossicità del kombucha e pericoli vari.

Abbiamo ripreso l’intervento del Dott. Cavalieri a Wired del giugno 2018 per sfatare alcuni miti sulla pericolosità del tè kombucha e le controindicazioni. Cavalieri dice che per quanto concerne gli effetti avversi nella letteratura scientifica esistono solo un paio di casi trattati in pubblicazioni su riviste non particolarmente autorevoli. A suo avviso

“questi studi non sono sufficienti a dimostrare una specifica pericolosità, perché si parla di effetti collaterali che possono avere una serie di concause e non è detto siano correlati al consumo di kombucha. … Sulla base di quel che è stato documentato, non si può certo affermare che la kombucha sia pericolosa, proprio come non sono pericolosi il vino, la birra o i vaccini”.

Dott. Duccio Cavalieri, professore di microbiologia all’università di Firenze – Intervista a Wired

KOMBUCHA E ZUCCHERO

In molti – e tra queste anche testate giornalistiche abbastanza note – sostengono che il quantitativo di zucchero nel kombucha sia troppo elevato e quindi nocivo per la nostra salute. Questa affermazione è decisamente imprecisa. È vero che il kombucha contiene zucchero, ma in piccole quantità (ad esempio i nostri kombucha contengono solo 4 gr per 100 ml di prodotto). Non più del 90% dei soft drink che spesso si è abituati a consumare.

Inoltre è possibile abbattere ulteriormente la quantità di zucchero nel kombucha, lasciandolo fermentare più a lungo. I batteri consumeranno durante la fermentazione lo zucchero, trasformandolo in acido acetico.

KOMBUCHA E ALCOOL

Un’altra affermazione imprecisa su questa bevanda è relativa al rapporto tra kombucha e alcool. Questo tè fermentato è infatti una bevanda analcolica: ossia contiene meno dell’1,2% di alcool. Si tratta quindi di una quantità minima che non ha effetti collaterali sul nostro organismo. Avendo il kombucha alcool – anche se in minima parte – se ne sconsiglia il consumo per donne incinta.

EFFETTI COLLATERALI DEL KOMBUCHA

Ad oggi non sembrano esistere effetti collaterali nel kombucha. Trattandosi però spesso di una bevanda fermentata in casa, è sempre bene attenersi a tutte le buone pratiche igieniche e di conservazione atte al produrre un prodotto con standard qualitativi alti e soprattutto non pericoloso per la nostra salute. Così come fareste per la preparazione casalinga di qualsiasi ricetta o cibo.

PREPARAZIONE DEL KOMBUCHA E RICETTA

La mini-guida sul Kombucha Tea arriva finalmente a parlare della preparazione del Kombucha e della ricetta per prepararne uno in casa senza particolari problemi. Abbiamo così voluto rispondere alle tante persone che ci scrivono con domande tipo “come si prepara il kombucha?“, “come si conserva?” o addirittura “come coltivare kombucha”

I kombucha brewer definiscono la produzione di kombucha BATCH. Da ora in avanti troverai spesso questo termine.

Sei pronto/a a diventare un kombucha brewer?

INGREDIENTI

Per la preparazione dei nostri kombucha è sempre importante usare solo ingredienti di grande qualità quali:

Acqua
Tè in foglia
Cristalli di zucchero di canna
SCOBY di qualità, vivi e ben attivi
Kombucha Starter – ossia del kombucha proveniente da un’altra fermentazione
Spezie e botaniche per l’aromatizzazione
preparazione-kombucha-fervere

MISURAZIONE DEGLI INGREDIENTI

Per una corretta produzione di Kombucha è fondamentale misurare per bene gli ingredienti ad ogni Batch (“lotto di produzione”).

QUANTITÀ

8/10 gr di foglie di tè per litro di acqua
80/100 gr di zucchero per litro di acqua
1 SCOBY da circa 100gr per litro di acqua
50/100 ml di starter kombucha per litro
Spezie, frutta secca o erbe per aromatizzarlo quando necessario

RISCALDIAMO L’ACQUA

Come prima cosa per la nostra produzione portiamo ad ebollizione l’acqua. In questa maniera abbattiamo la carica batterica e siamo pronti all’infusione dei nostri ingredienti.

METTIAMO IN INFUSIONE IL TÈ

A seconda del tipo di kombucha che stiamo preparando cambia la varietà di tè. Generalmente i Kombucha vengono preparati con i tè neri. Noi utilizziamo tè neri provenienti dal Nepal, tè verdi Cinesi e Tè Oolong provenienti dalla Cina.

Oltre ai tè, per aromatizzare i nostri kombucha, usiamo infondere spezie e botaniche. Tra queste la yerba mate, boccioli di rosa, zenzero disidratato, moringa e tante altre erbe e spezie si prestano perfettamente all’aromatizzazione del kombucha.

Ogni tè ed ingrediente ha una sua temperatura di infusione adatta al fine di estrarne al meglio sapore e tannini. Generalmente a chi ci chiede come preparare kombucha di qualità suggeriamo di attenersi a questo semplice schema.

Foglie di Tè nero: 8 minuti di infusione
Foglie di Tè verde: 5 minuti di infusione
Spezie, erbe e tisane: 10 / 15 minuti di infusione
I più appassionati di tè avranno di certo notato che l’infusione delle foglie (sia di tè verde che di tè nero) è maggiore rispetto ai tempi medi di infusione di tè in foglia di buona qualità. Questo per fare si che i tannini vengano estratti in quantità maggiore e aiutino la trasformazione in Kombucha.

ZUCCHERIAMO L’INFUSO

Filtriamo il liquido eliminando le foglie di tè e le eventuali spezie o erbe utilizzate per aromatizzare il liquido. Dopo di che aggiungiamo lo zucchero di canna secondo le quantità prestabilite e mescoliamo finchè non si scioglie completamente.

Lo zucchero costituirà il nutrimento per i batteri contenuti nello SCOBY e permetterà loro di avviare il processo di fermentazione che darà origine al nostro Kombucha. È importante ricordarsi che lo zuccherò verrà quindi trasformato e se ne perderà la maggior parte nel risultato finale.

AGGIUNGIAMO LO STARTER

Lasciamo raffreddare il liquido ottenuto fino a raggiungere una temperatura che sia inferiore ai 30°. Aggiungiamo poi la giusta quantità di starter Kombucha. Lo starter è uno degli ingredienti base per la preparazione del kombucha. Si tratta infatti di una rimanenza del precedente batch di kombucha che aiuterà la nuova produzione a trasformarsi in tè kombucha e ad abbassare il PH della soluzione attivando lieviti e batteri e al fine da proteggere la bevanda da batteri patogeni.

È IL MOMENTO DELLO SCOBY

Finalmente è giunta l’ora in cui immergiamo i nostri SCOBY a bagno nella soluzione finora ottenuta. Lo SCOBY – che sta per Symbiotic Culture Of Bacteria and Yeast, ossia coltura simbiotica di batteri e lieviti – è il vero protagonista della preparazione del kombucha.

Come dice il nome, si tratta di una coltura di batteri e lieviti che vivono simbiosi tra loro, in un perfetto equilibrio. Gli SCOBY sono gelatinosi e danno vita alla fermentazione che trasformerà il tè zuccherato in Kombucha.

PRIMA FERMENTAZIONE

Una volta coperto il nostro contenitore con una pezzuola in cotone leggero e traspirante, inizia la fermentazione, il processo che rende famosa questa bevanda e a cui sono dovute le tante proprietà.

Il processo di fermentazione del kombucha è fortemente influenzato dalle condizioni esterne. La fermentazione ad esempio avviene a temperatura ambiente e la differenza di temperatura implica tempi più o meno brevi per la fermentazione.

Solitamente questo processo di trasformazione dura dai 7 ai 15 giorni, ma in estate può scendere persino a 5 soli giorni.

IMBOTTIGLIAMO E TAPPIAMO LE BOTTIGLIE

Al termine della prima fermentazione, quando abbiamo raggiunto un gusto equilibrato, possiamo eliminare gli SCOBY e metterli a riposare negli SCOBY hotel, oppure utilizzarli immediatamente per una nuova produzione.

Filtriamo il kombucha ottenuto e imbottigliamo in bottiglie precedentemente sterilizzate. Suggeriamo di utilizzare bottiglie con tappo meccanico.

Ora è possibile consumarlo oppure conservarlo in frigo, oppure iniziare la seconda fermentazione.

Se invece non ti senti ancora pronto per la produzione, dai un’occhiata ai nostri kombucha in vendita online.

SECONDA FERMENTAZIONE DEL KOMBUCHA

Il Kombucha può essere sottoposto ad una seconda fermentazione lasciando le bottiglie sigillate a temperatura ambiente per un periodo compreso tra le 12 e le 48 ore a seconda delle temperature. In questo arco di tempo batteri e lieviti si nutriranno dello zucchero presente nelle bottiglie sigillate ermeticamente, consumando l’ossigeno e producendo anidride carbonica.
Questo renderà il kombucha frizzante.

In questa fase potremo aggiungere anche succhi, estratti, frutta a pezzi e spezie per aromatizzare ulteriormente la nostra batch.

Effettuata la seconda fermentazione a temperatura ambiente è il momento di riporre in frigo le nostre bottiglie.

LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO

È super importante ricordare che poichè la seconda fermentazione genera co2, la pressione nelle bottiglie aumenterà.

FAI QUINDI MOLTA ATTENZIONE! Potrebbero esplodere.

Per essere più sicuri ecco tre cose da fare:

usa bottiglie con chiusura meccanica che permettono di “sfiatare” la co2 quando la pressione è eccessiva
ogni giorno, almeno un paio di volte, apri la bottiglia per qualche secondo, al fine di valutare la pressione al suo interno. Se vedi molta schiuma, è giunto il momento di metterle in frigo
per sicurezza riponi sulle bottiglie un paio di stracci o una tovaglia. Nel caso dovessero esplodere eviterebbero che i pezzi di vetro schizzino chissà dove

CONSERVAZIONE DEL KOMBUCHA

È molto importante sapersi prendere cura del Kombucha anche una volta terminata la seconda fermentazione. Consigliamo caldamente a tutti di conservare le bottiglie di kombucha SEMPRE in frigorifero ad una temperatura tra 0° e 4°.

A queste temperature infatti i batteri e i lieviti presenti nel Kombucha vengono messi a riposo e sospendono i processi di fermentazione. Altrimenti – essendo il kombucha una bevanda viva – continuerebbe a trasformarsi e a mutare, perdendo il gusto piacevole e trasformandosi in una bevanda fortemente acetic
a. Fonte:fervere.it

Lo ripetiamo: Conservate SEMPRE le bottiglie di Kombucha in frigorifero ad una temperatura tra 0° e 4°.

fonte: fervere.it 

Mostra meno

30/06/21

Erich Fromm, L'arte di amare - Le persone da evitare

 

Dovrei a questo punto aggiungere che così come è importante evitare conversazioni banali, è necessario evitare cattive compagnie. Per cattive compagnie non mi riferisco solo a gente cattiva, viziosa o distruttiva; di quelle si dovrebbe evitare la compagnia perché la loro influenza è velenosa e deprimente. Mi riferisco soprattutto alla compagnia di persone amorfe, di gente la cui anima è morta, sebbene il corpo sia vivo; di gente i cui pensieri e la cui conversazione sono banali; che chiacchiera anziché parlare, e che esprime opinioni a cliché invece di pensare.

Erich Fromm, L'arte di amare

22/05/21

Antonio Gramsci, La città futura - Odio gli indifferenti

 


Odio gli indifferenti. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.

Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente.

Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Antonio Gramsci, La città futura - Odio gli indifferenti 

12/03/21

Walt Whitman, Vivere con gli animali - da Foglie d'erba

 


Credo che potrei andarmene a vivere con gli animali,
così placidi sono e dignitosi.
lo mi soffermo e li guardo a lungo e ancora li guardo.
Non sudano né lamentano la loro condizione,
non giacciono svegli nell'ombra a piangere i loro peccati,
non mi fanno venire la nausea discutendo dei loro doveri,
nessuno è insoddisfatto, nessuno impazzisce per la mania
di possedere le cose,
nessuno s'inginocchia dinanzi al suo simile,
né a coloro che vissero mille anni or sono,
nessuno di essi è rispettabile o infelice su tutta la terra.

Walt Whitman, Vivere con gli animali





25/02/21

Friedrich Nietzsche, Frammenti Postumi

Tutti parlano, tutto viene dilaniato dalle parole; e quanto oggi ancora sembra troppo duro per le zanne del tempo, domani, escoriato e scorticato, penderà da mille fauci.
Tutti parlano, tutto passa inascoltato; quand'anche uno annunci la propria saggezza con un concerto di campane, i bottegai ne copriranno il suono col tintinnio dei loro spiccioli.
Tutti parlano, nessuno che voglia ascoltare. Tutte le acque si precipitano scroscianti al mare, ma il ruscello sente solo il proprio scroscio.
Tutti parlano, nessuno che voglia capire. Tutto finisce in fumo, nulla che vada a finire in una sorgente profonda. [...]
Tutti parlano, nulla riesce bene, tutti a fare coccodè, ma nessuno che voglia deporre un uovo.
O fratelli miei! Perché non imparate da me il silenzio! E la solitudine!
Tutti parlano, nessuno che sappia dire. Tutti corrono, nessuno più che impari a camminare.
Tutti parlano, nessuno mi sente cantare: Oh, che riusciate a imparare il silenzio da me!

Friedrich Nietzsche, Frammenti Postumi