18/06/18

14 paesi africani costretti a pagare tassa coloniale francese


Sapevate che molti paesi africani continuano a pagare una tassa coloniale alla Francia dalla loro indipendenza fino ad oggi?

Quando Sékou Touré della Guinea decise nel 1958 di uscire dall’impero coloniale francese, e optò per l’indipendenza del paese, l’elite coloniale francese a Parigi andò su tutte le furie e, con uno storico gesto, l’amministrazione francese della Guinea distrusse qualsiasi cosa che nel paese rappresentasse quelli che definivano i vantaggi della colonizzazione francese.

Tremila francesi lasciarono il paese, prendendo tutte le proprietà e distruggendo qualsiasi cosa che non si muovesse: scuole, ambulatori, immobili dell’amministrazione pubblica furono distrutti; macchine, libri, strumenti degli istituti di ricerca, trattori furono sabotati; i cavalli e le mucche nelle fattorie furono uccisi, e le derrate alimentari nei magazzini furono bruciate o avvelenate.

L’obiettivo di questo gesto indegno era quello di mandare un messaggio chiaro a tutte le altre colonie che il costo di rigettare la Francia sarebbe stato molto alto.

Lentamente la paura serpeggiò tra le elite africane e nessuno dopo gli eventi della Guinea trovò mai il coraggio di seguire l’esempio di Sékou Touré, il cui slogan fu “Preferiamo la libertà in povertà all’opulenza nella schiavitù.”

Sylvanus Olympio, il primo presidente della Repubblica del Togo, un piccolo paese in Africa occidentale, trovò una soluzione a metà strada con i francesi. Non voleva che il suo paese continuasse ad essere un dominio francese, perciò rifiutò di siglare il patto di continuazione della colonizzazione proposto da De Gaule, tuttavia si accordò per pagare un debito annuale alla Francia per i cosiddetti benefici ottenuti dal Togo grazie alla colonizzazione francese. Era l’unica condizione affinché i francesi non distruggessero prima di lasciare.Tuttavia, l’ammontare chiesto dalla Francia era talmente elevato che il rimborso del cosiddetto “debito coloniale” si aggirava al 40% del debito del paese nel 1963. La situazione finanziaria del neo indipendente Togo era veramente instabile, così per risolvere la situazione, Olympio decise di uscire dalla moneta coloniale francese FCFA (il franco delle colonie africane francesi), e coniò la moneta del suo paese. Il 13 gennaio 1963, tre giorni dopo aver iniziato a stampare la moneta del suo paese, uno squadrone di soldati analfabeti appoggiati dalla Francia uccise il primo presidente eletto della neo indipendente Africa. Olympio fu ucciso da un ex sergente della Legione Straniera di nome Etienne Gnassingbeche si suppone ricevette un compenso di $612 dalla locale ambasciata francese per il lavoro di assassino. Il sogno di Olympio era quello di costruire un paese indipendente e autosufficiente. Tuttavia ai francesi non piaceva l’idea. Il 30 giugno 1962, Modiba Keita , il primo presidente della Repubblica del Mali, decise di uscire dalla moneta coloniale francese FCFA imposta a 12 neo indipendenti paesi africani. Per il presidente maliano, che era più incline ad un’economia socialista, era chiaro che il patto di continuazione della colonizzazione con la Francia era una trappola, un fardello per lo sviluppo del paese. Il 19 novembre 1968, proprio come Olympio, Keita fu vittima di un colpo di stato guidato da un altro ex soldato della Legione Straniera francese, il luogotenente Moussa TraoréInfatti durante quel turbolento periodo in cui gli africani lottavano per liberarsi dalla colonizzazione europea, la Francia usò ripetutamente molti ex legionari stranieri per guidare colpi di stato contro i presidente eletti:


– Il 1 gennaio 1966, Jean-Bédel Bokassa, un ex soldato francese della legione straniera, guidò un colpo di stato contro David Dacko, il primo presidente della Repubblica Centrafricana.

– Il 3 gennaio 1966, Maurice Yaméogo, il primo presidente della Repubblica dell’Alto Volta, oggi Burkina Faso, fu vittima di un colpo di stato condotto da Aboubacar Sangoulé Lamizana, un ex legionario francese che combatté con i francesi in Indonesia e Algeria contro le indipendenze di quei paesi.

– il 26 ottobre 1972, Mathieu Kérékou che era una guardia del corpo del presidente Hubert Maga, il primo presidente della Repubblica del Benin, guidò un colpo di stato contro il presidente, dopo aver frequentato le scuole militari francesi dal 1968 al 1970.

Negli ultimi 50 anni un totale di 67 colpi di stato si sono susseguiti in 26 paesi africani, 16 di quest’ultimi sono ex colonie francesi, il che significa che il 61% dei colpi di stato si sono verificati nell’Africa francofona.

di Mawuna Remarque Koutonin

FONTE: globalist.it

17/06/18

Non mi piace competere, se non con me stesso. Vittorio Zanini

Non mi piace competere, se non con me stesso. Quando nella vita mi capita di incontrare persone molto competitive che vogliono sempre gareggiare con tutti per arrivare "primi", io mi fermo e cambio strada. Li lascio andare "avanti" e me li dimentico. Seguo il mio cammino con il mio ritmo, sempre in solitaria. Ma a distanza di anni, io, pur essendo apparentemente restato indietro, col mio passo lento, ho percorso migliaia di chilometri, tagliato tanti traguardi e raggiunto i miei obiettivi, mentre loro sono sempre nel punto in cui li ho lasciati.
Vittorio Zanini

08/03/18

In piedi Signori, davanti a una Donna! - William Shakespeare


Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subìto, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l'ignoranza in cui l'avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna!

William Shakespeare


03/03/18

Bisognerebbe essere un po più grati e un po meno esigenti. Vittorio Zanini


Tutte le mattine quando mi sveglio io ringrazio, per essere ancora vivo e per avere il privilegio di vivere un altro giorno. Ho vissuto intensamente senza risparmiarmi per anni rischiando la vita molte volte. Ho sempre pensato di morire non oltre i 30 anni, ne ho già raggiunti 49 senza mai fermarmi e sto anche abbastanza bene. Ritengo di avere molte cose di cui ringraziare e lo faccio. Non pregando o rivolgendomi ad un Dio, è un sentimento che provo dentro di me, una breve riflessione interiore su quanto sia stato fortunato, di riconoscenza nei confronti della vita per tutto quello che mi ha dato. Probabilmente tutti quelli che hanno sempre fatto una vita di merda ritengono di non avere niente per cui ringraziare e non fanno che lamentarsi e maledire tutto e tutti. Bisognerebbe essere un po più grati e un po meno esigenti.

Vittorio Zanini

26/02/18

Bisognerebbe sempre avere qualcosa da fare per la prima volta. Vittorio Zanini


Mi piace vivere tutte le cose solo una volta. La prima volta è magica. Bisognerebbe sempre avere qualcosa da fare per la prima volta.

Vittorio Zanini

25/02/18

Quando imbocchi una strada, non è che devi per forza arrivare fino alla fine. Vittorio Zanini

Quando imbocchi una strada, non è che devi per forza arrivare fino alla fine. Se ti rendi conto che non porta a quello che cercavi, anche se hai già percorso tanti chilometri, devi ritornare indietro. Ho sempre alcuni luoghi in in testa in cui mi piacerebbe andare, ma è solo un canovaccio suscettibile di cambiamenti. Se lungo la strada ne incontro un'altro che mi piace mi ci fermo anche se non lo avevo programmato. A volte capita che quando arrivo in un luogo che avevo pensato di visitare mi delude e invece un po più avanti, su una stretta stradina secondaria, un posto nascosto e apparentemente insignificante, nemmeno segnato sulle carte, che non avevo preso in considerazione, diventa una rivelazione.
Vittorio Zanini

24/02/18

Se sommi tanti piccoli sogni non ne fai uno grande. Vittorio Zanini


Se sommi tanti piccoli sogni non ne fai uno grande. Tante piccole emozioni non ne eguagliano una travolgente. Tante singole settimane di vacanza non ti arricchiscono come un unico lungo viaggio.

Vittorio Zanini