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08/04/20

Salvia apiana, salvia sacra, salvia bianca


Famiglia: Labiatae

Habitat: sud ovest N. America, California

Caratteristiche: piccolo arbusto ramificato, può raggiungere 1m di altezza; presenta foglie grigio-verde e spighe di fiori bianchi.

Coltivazione: richiede un terreno ricco e ben drenato e una posizione soleggiata, non soffre la siccità e teme inverni umidi, resiste fino a -10°C, è ottima per le api.

Edibilità 3/5: il seme se lasciato a mollo da vita a un’ottima bevanda, oppure si aggiunge ai cereali; lo si può ridurre in poltiglia e mischiarlo agli impasti o tostarlo e consumarlo tritato; adatto anche come semplice spezia. Le foglie aromatizzanti si possono usare in cucina.

Valore terapeutico 3/5: le foglie in infuso sono usate come tonico per il sangue e per debellare tossi e febbre; possono essere masticate, usate nei bagni di vapore, oppure bruciate per purificare corpi e ambienti. I semi sono usati come detergenti per gli occhi: a contatto con l’umidità formano un rivestimento gelatinoso al quale qualsiasi corpo estraneo nell’occhio aderisce.

Curiosità: questa Salvia sacra è utilizzata dai nativi americani nei riti delle capanne sudatorie e per purificare gli ambienti da energie negative e/o per disinfettare una casa dopo un caso di malattia contagiosa. Ancora oggi, diverse tribù di Indiani d’America perpetuano danze, rituali e canti utilizzando questa pianta sacra: il cantore George Blueeyes la ritiene parte di quelle che definisce “Piante Persone” (sono cioè Sacre Persone) e spiega: «Dalle Piante Persone otteniamo lnaaji Azee, le medicine della Via della Vita e altre medicine. Ogni pianta va avvicinata e colta in un particolare modo che assicuri il reciproco rispetto. Da parte degli uomini il rispetto sarà mostrato recitando gli opportuni canti per la raccolta delle piante e lasciando delle offerte; in cambio le piante forniranno una medicina efficace».

Largamente usate come incenso aromatico, le foglie vengono anche sminuzzate nell’acqua e usate come shampoo e nella cura del capello. Un cataplasma delle foglie fresche può essere applicato alle ascelle o per trattare gli odori corporei.


fonte: dolcevitaonline.it

17/11/18

Mirra, Commiphora Myrrha


Mirra, oro e incenso, i tre doni che secondo la Bibbia vennero portati a Gesù dai Re Magi, era sin dall' antichità una delle sostanze profumate più preziose.
Cresce soprattutto in Arabia, ma si trova anche in India e in Africa. Questo tipo proviene dai bassopiani a sudest dell' Etiopia.
Il suo nome dall'ebraico morr, in arabo murr, la cui radice mrr significa amaro.
Impiegata dalla medicina tradizionale d'oriente e d'Occidente, il suo uso è citato da fonti millenarie.
Gli Egizi la usavano per l'imbalsamazione, per profumi e cosmetici, nella Bibbia se ne parla come olio sacro per le unzioni, i cinesi per artrite piaghe e spasmi, in Occidente per problemi respiratori e per infezioni del cavo orale. 
Oggi è usata anche per dentifrici e collettori, per inalazione balsamica in caso di tosse e raffreddore, in profumeria e come repellente per le zanzare. 
Cicatrizzante e antibatterico naturale, la mirra può essere utilizzata per curare ustioni e ferite.
Recenti studi hanno confermato la capacità dit fungere da potente analgesico. Una virtù dei sesquiterpeni, che la rendono indicata per lenire tonsilliti e dolori mestruali. Secondo la medicina ayurvedica è uno stimolante della tiroide.

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14/11/18

Beyo, Boswellia carteri o Boswellia sacra


La fragranza è caratterizzata da note di testa fresche e note di base calde e balsamiche. Proviene dalla Somalia e dallo Yemen. È una delle specie più pregiate di Boswellia. Nell'antico Egitto si usava per preparare maschere, unguenti di bellezza, profumi, mentre nella medicina tradizionale in Oriente e Occidente erano conosciute le proprietà antisettiche, antibatteriche, rilassanti. Oggi, oltre all'uso nei riti religiosi, si usa largamente in profumeria, sopratutto per le fragranze maschili.

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