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05/07/20
Happy Guru Purnima
Guru Purnima (Poornima) è una tradizione spiriturale dedicata agli insegnanti spirituali che hanno compiuto un percorso di evoluzione o possono essere considerati uomini illuminati, pronti a condividere la loro saggezza con poco o quasi nessun ritorno economico, basandosi sul Karma Yoga. Viene celebrato come una festa in Nepal, ma anche da coloro che sono di religione induista, buddista e giainista per reverire i loro insegnanti e/o capi spirituali ed esprimere loro gratitudine. La festa si celebra nel giorno di luna piena del mese induista di Ashadha (Giugno-Luglio) del calendario induista indiano e nepalese.
Wikipedia
Portami dall'oscurità alla Luce.
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È questo quello che fa un Guru. È la persona in grado di dissipare il buio dell'ignoranza per portarci verso la luce della conoscenza e della consapevolezza.
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La prima luna piena di Luglio è il momento in cui si onora il Guru, Guru Purnima.
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Il Guru non per forza è una persona che di mestiere insegna. Un guru è una persona che ci apre gli occhi, che fa vedere al di là dell'oscurità.
~
Oggi è il giorno per dire grazie a queste persone.
La Scimmia Yoga
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13/11/19
Vittorio Zanini, Mettere al mondo un figlio è un atto egoistico
Che mettere al mondo un figlio sia un atto d'amore mi ha sempre fatto pensare. Un atto d'amore per chi? Per il figlio, per i genitori o per il mondo? Escludiamo per il mondo, ormai siamo quasi 8 miliardi, non mi sembra un atto responsabile aumentare ancora la popolazione. Per il 99% delle persone ritengo di poter affermare che non lo è neanche per i figli, dato che non si è in grado di garantirgli una vita agiata che spesso non si avvicina neanche ad essere minimamente dignitosa. Ai genitori, ecco, questo si che mi torna, mettere al mondo un figlio è un atto d'amore verso se stessi, un'assicurazione per la vecchiaia, qualcosa che rivitalizzi un matrimonio già finito, una presenza che riempa il vuoto che avete dentro. Troppo spesso vedo ragazzi privi di sogni perchè hanno abbracciato quelli dei genitori. Mettere al mondo un figlio è quasi sempre un atto egoistico, ma sono tanti anche quelli nati per colpa di un preservativo bucato.
Vittorio Zanini
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09/11/19
Vittorio Zanini, Sulle religioni
Studiare le religioni del mondo mi è servito a capire quanto l'essere umano sia dominato da egoismo, debolezza, ipocrisia, cattiveria e stupidità. Quelli che frequentano chiese, sinagoghe e moschee sono i peggiori, credendo che Dio sia misericordioso e perdona tutto compiono le più ignobili luride nefandezze. Avete paura della morte anche se dite di credere nell'aldilà, ma ci sono persone con le palle che non ne hanno paura pur sapendo che dopo la vita non c'è niente.
Vittorio Zanini
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04/09/19
Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano
Chi anche solo in una certa misura è giunto alla libertà della ragione, non può poi sentirsi sulla terra nient’altro che un viandante – per quanto non un viaggiatore diretto a una meta finale: perché questa non esiste.
Ben vorrà invece guardare e tener gli occhi ben aperti, per rendersi conto di come veramente procedano tutte le cose nel mondo; perciò non potrà legare il suo cuore troppo saldamente ad alcuna cosa particolare; deve esserci in lui stesso qualcosa di errante, che trovi la sua gioia nel mutamento e nella transitorietà.
Certo, per un tal uomo verranno cattive nottate, in cui sarà stanco e troverà chiusa la porta della città che doveva offrirgli riposo; forse, ancora, come in oriente, il deserto arriverà fino alla porta, e gli animali da preda ululeranno ora da lungi ora da presso, e si leverà un forte vento, e i predoni gli porteranno via gli animali da tiro.
Allora la terribile notte calerà veramente per lui come un secondo deserto sul deserto, e il suo cuore sarà stanco di errare.
Ma quando poi sorgerà per lui il sole del mattino, rutilante come una divinità della collera, quando la città si aprirà, vedrà sulle facce dei suoi abitanti forse ancora più deserto, sozzura, inganno e incertezza che fuori le porte – e il giorno sarà quasi peggiore della morte.
Così potrà ben accadere un giorno al viandante; ma poi verranno, come ricompensa, i deliziosi mattini di altre contrade e di altre giornate, in cui, già nel grigiore della luce, si vedrà passare accanto danzando nella nebbia dei monti i cori delle Muse; in cui poi, quando silenziosamente, nell’equilibrio dell’anima mattinale, egli passeggerà sotto gli alberi, gli cadranno intorno dalle cime e dai recessi del fogliame solo cose buone e chiare, i doni di tutti quegli spiriti liberi che abitano sul monte, nel bosco e nella solitudine e che, simili a lui, nella loro maniera ora gioiosa e ora meditabonda sono viandanti e filosofi.
Nati dai misteri del mattino, essi meditano come mai il giorno, fra il decimo e il dodicesimo rintocco di campana, possa avere un volto così puro, così luminoso, così trasfiguratamente sereno: essi cercano la filosofia del mattino.
Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano
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08/08/19
Luigi Pirandello, Arte e Scienza
"Perché?" - "Perché dico sempre la verità." - "Anche quando non ce n’è bisogno?" - "Sempre. È una malattia.
Come se avessi un cane nella pancia che si mettesse ad abbaiare con la mia bocca. Ognuno mi detesta per quel che gli dico in faccia e ognuno mi vuol bene per quel che dico in faccia agli altri. E cosí, un poco amata, un poco detestata secondo i momenti, non ho mai trovato chi mi voglia bene due giorni di seguito."
Luigi Pirandello, Arte e Scienza
Come se avessi un cane nella pancia che si mettesse ad abbaiare con la mia bocca. Ognuno mi detesta per quel che gli dico in faccia e ognuno mi vuol bene per quel che dico in faccia agli altri. E cosí, un poco amata, un poco detestata secondo i momenti, non ho mai trovato chi mi voglia bene due giorni di seguito."
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29/07/19
Marijuana o Pranayama? Gli stupefacenti effetti del respiro
RESPIRO E PRANAYAMA
La nostra vita è legata al sottilissimo filo del respiro. La sua potenza è attestata addirittura dalla Bibbia ove si dice che Dio diede vita all’uomo insufflando nelle sue narici un alito di vita ed è così che attraverso il respiro la divinità vive dentro di noi . Gli Yogi ed i Maestri zen che conoscevano la sua fondamentale importanza , tradizionalmente iniziavano i loro insegnamenti facendo portare l’attenzione degli allievi sul proprio respiro!
La maggior parte di noi tutti purtroppo respira in maniera abbastanza superficiale, quasi al limite della sopravvivenza. Una persona normale in stato di riposo esegue circa 12-18 respiri al minuto, non si crea una riserva di ossigeno e sia l’inspirazione che l’espirazione sono molto superficiali. Imparare a respirare in modo corretto è di fondamentale importanza per la nostra salute e le tecniche di respirazione yogica, in special modo, garantiscono un maggiorato apporto di ossigeno e questo risulta in un migliore nutrimento dei tessuti, degli organi, del cervello e di tutte le cellule, il corpo si rilassa , mentre la mente diventa più calma e concentrata.
COSA ACCADE QUANDO INIZIAMO A PRATICARE IL PRANAYAMA ?
Il Pranayama non rappresenta solo il grossolano scambio tra anidride carbonica e ossigeno, ma è una tecnica superiore alla semplice respirazione profonda , una scienza a tutti gli effetti che ci mette in grado di incamerare, grazie a particolari ritmiche del respiro, l’essenza esoterica del respiro stesso, chiamata Prana. Ayam, significa controllare e allo stesso tempo espandere Pran, il prana e quindi anche la Coscienza. Il principio base del Pranayama è che mente e respiro sono strettamente collegati tra di loro, ed entrambi sono strettamente legati alla nostra sfera emozionale. Il respiro è sottoposto a sottili cambiamenti a secondo di come ci sentiamo e ciò influenza gli aspetti fisici, mentali, psichici e pranici del cervello umano. Ed è proprio Patanjali che ci parla di ciò nei suoi Yoga Sutra .
Pracchardana-vidharanabhya
“L’acquietarsi della mente si può raggiungere con il pranayama”.
Ciò vuol dire che il controllo del respiro porta la mente ad acquietarsi, e quando la mente è quieta anche il respiro lo diventa.
IL RESPIRO E LE NEUROSCIENZE
Sembra che solo ora finalmente le neuroscienze stiano indagando per comprendere la connessione tra respiro e cervello. Infatti recenti ricerche mediche hanno confermato quello che gli yogi dicevano già da millenni. Ma scientificamente come si spiega che un certo tipo di respirazione possa modificare gli stati mentali ? Il cervello umano è il sistema in assoluto più complesso in natura, e la scienza riconosce e codifica cinque ritmi principali in ambito neurologico (gamma, beta, alfa, thetha, delta) ai quali sono correlati altrettanti stati coscienziali. Le ricerche scientifiche sull’influenza della pratica di yoga, pranayama , rilassamento e meditazione sulle frequenze cerebrali vanno avanti già dagli anni ’60: utilizzando monaci buddhisti e swami indiani come cavie e sottoponendoli a brain scannering per monitorare la loro attività cerebrale, si è rilevato come lo stesso cervello si riorganizza durante i diversi stati di coscienza, in particolare durante la meditazione, riuscendo non solo ridurre gli ormoni dello stress e produrre endorfine, ma anche attuando, in maniera straordinaria, significative modificazioni strutturali in specifiche aree cerebrali come la corteccia , (che gioca un ruolo importante nelle funzioni di memoria, attenzione e pensiero) con relativo rafforzamento ed ispessimento della stessa: la meditazione, ad esempio, diventa così una ginnastica per il cervello il quale mostra una notevole plasticità e in alcuni casi addirittura anche un’incremento della sua materia grigia, operando straordinariamente nuove connessioni neuronali!
Recentemente gli esperimenti delle neuroscienze si stanno focalizzando proprio su come il respiro e il suo ritmo influenzi l’attività elettrica del cervello. Tra le centinaia di ricerche riportiamo una su tutte quella della Northwestern University School of Medicine dell’Illinois, US : per mezzo di elettrodi impiantati chirurgicamente dentro il cranio della cavia umana in modo da registrarne tutti i dati, questi scienziati hanno scoperto cose veramente interessanti (ma niente che i nostri cari Yogi non sapessero già!). I neurofisiologi hanno scoperto la stretta correlazione tra respirazione e tre specifiche aree del nostro cervello: l’ippocampo, l’amigdala e la corteccia piriforme , cioè le parti che compongono il sistema limbico e che sono responsabili per le nostre emozioni , passioni ed istinti basilari quali la paura, la fame, il desiderio sessuale etc, inoltre hanno notato che proprio la respirazione dal naso, ma non dalla bocca, stimolerebbe la memoria, collegata all’ippocampo . Per sintetizzare i risultati di questa complessa ricerca gli scienziati hanno rilevato che una migliore respirazione nasale migliora la nostra memoria e concentrazione, collegate all’attività dell’ippocampo, ci aiuta a gestire meglio le nostre reazioni emotive e le nostre paure, collegate alle funzioni dell’amigdala e di conseguenza a sviluppare calma e controllo emozionale.
LA GANJA: VIA VERSO L’ILLUMINAZIONE O SCORCIATOIA PERICOLOSA?
L’uomo moderno manifesta sempre più la necessità di reperire fonti esterne che gli possano fornire energia per essere più produttivo e competitivo: caffè e sigarette per riuscire a svegliarsi , sonniferi per riuscire a riposare, possedere vari oggetti per sentirsi felici, stimolanti per arrivare a fine giornata e alcool e droghe per sentirsi appagati ed allentare tensioni ed inibizioni. Forse, il bisogno di usare droghe nasconde un più profondo desiderio di perdere se stessi, la propria individualità ed i propri confini fisici per entrare a fare parte di una dimensione cosmica: sta di fatto che usare una fonte esterna come una droga può mascherare la nostra capacità di cercare veramente dentro noi stessi, creando un’illusione: propro Maya che lo yogi vuole disvelare e distruggere. L’uso di stupefacenti è oggigiorno spesso decontestualizzato dalla dimensione sacra e collettiva, avulso dalla dimensione spirituale, per diventare semplicemente un atto di consumismo che soddisfa il nostro bisogno di trovare rapido sollievo alle nostre sofferenze interiori. Il suo calmare la mente è in realtà è solo un’ anestetizzarla. Sotto l’uso di sostanze la nostra mente sfugge al nostro controllo, a lungo andare non solo la intossica ma può causare depressione e dipendenza e non condurrà certo all’illuminazione. Il Samadhi non può venire dal fumare o dall’usare sostanze ad effetto psichedelico, ma da una disciplina, impegno e chiarezza mentale: l’antica scienza dello Yoga ci dà tutti gli strumenti per vivere una condizione permanente di gioia ed euforia interiore senza creare dipendenze, basta provare!
EFFETTI PSICHEDELICI DELL’IPERVENTILAZIONE: COME SBALLARSI RESPIRANDO
In generale qualsiasi processo che cambia la percezione ordinaria modifica le onde cerebrali, quindi lo stato di coscienza. Alcuni stati non ordinari di coscienza possono essere spontanei (forti stati emotivi come innamoramento, sesso e orgasmo, ispirazione artistica e creativa, estasi religiose etc.) o indotti con varie tecniche, orientali (quali yoga, respirazione e meditazione) e non (l’ipnosi), con macchinari (ad esempio il biofeedback) o con l’assunzione di sostanze psico-attive.
Per quanto riguarda le tecniche respiratorie, nell’iperventilazione, definita come respirazione rapida, il respiro aumenta fortemente il suo ritmo e questo accade di solito e spontaneamente quando facciamo esercizi aerobici, in quanto il corpo ha bisogno di incamerare più ossigeno ed espellere più anidride carbonica o quando camminiamo in alta montagna. Il ph del sangue diventa più alcalino e progressivamente scende nel sangue il livello di anidride carbonica.
In ambito terapeutico, anche la psicoterapia utilizza tutt’oggi tecniche consimili all’iperventilazione, come la respirazione olotropica del dottor Stanislav Grof e il rebirthing, per far emergere emozioni represse e traumi antichi seppelliti nell’inconscio, alcuni risalenti addirittura a prima della nascita. La leggera deprivazione di ossigeno simile appunto a quella che si prova in alta montagna, caratteristica di queste tecniche, rende possibile, sempre guidati da un terapeuta esperto e con modi sicuri ed efficaci, di riprodurre questi stati alterati di coscienza, stimolando l’inconscio ed il subconscio ad affrontare ed eventualmente anche guarire da eventi traumatici del passato ma anche a risvegliare intuito e creatività.
TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SUL PRANAYAMA MA NON AVETE MAI OSATO CHIEDERE
Riguardo alle pratiche di iperventilazione e di ritenzione del respiro tipiche del pranayama classico possiamo leggere che gli effetti più diversi e strabilianti di tali respirazioni ritmiche e controllate vanno dal trattamento del raffreddore, asma bronchiale, costipazione, regolarizzazione della pressione sanguigna , migliore digestione ed ottimale funzionalità degli organi interni, per arrivare a stati non ordinari di coscienza, euforia e visioni mistiche, provocati dall’alterazione delle onde cerebrali, sino al più famoso e conosciuto risveglio della Kundalini.
Kapalabhati e Bastrika Pranayama ormai fanno parte dei pranayama classici che ogni praticante di yoga esperto dovrebbe conoscere e praticare in maniera corretta.
Ma analizziamo più dettagliatamente Bastrika e Kapalabhati: con essi facciamo circa 40-50 respirazioni al minuto, contro le 12-18 di una respirazione naturale, e questo fa sì che il volume di aria incamerata sia notevolmente maggiore. Infatti in Bastrika il volume di aria passa a 120 litri, contro i 7-10 litri per una persona che respira normalmente, gli effetti si avvertono subito e vanno da calore e sudore , (segno che il metabolismo si è accellerato) ad una certa vertigine, (segno di iperventilazione). Naturalmente anche Bastrika e Kapalabhati potrebbero avere degli effetti collaterali se eseguiti scorrettamente: tradizionalmente le tecniche di pranayama vanno iniziate solo dopo anni di pratica di asana e shatkarma, sotto la guida di un insegnante qualificato che ci può mettere in guardia da errori grossolani.
Dice il Saggio: Respirate, gente, respirate….(e meditate!!)
di Lorena Arcidiacono
fonte: ilgiornaledelloyoga.it
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13/07/19
New life, Vittorio Zanini
Sto eliminando tante cose nella mia vita. È un processo lento ma inesorabile. Con alcune ho fatto fatica inizialmente, pensavo fossero indispensabili, appena me ne sono liberato mi sono reso conto che non lo erano mai state. Il vecchio lascia posto al nuovo che voleva entrare già da tempo ma trovava sempre la porta chiusa.
Vittorio Zanini
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18/05/19
I benefici dello Yoga risultano evidenti fin dalle prime lezioni
Spesso chi si avvicina alla pratica è alla ricerca di maggior relax e in questo caso le ricerche confermano la riduzione dei livelli di stress come uno dei principali benefici dello Yoga, probabilmente anche per merito delle tecniche di rilassamento e di respirazione che possono accompagnare le asana.
Ecco alcune delle numerose trasformazioni positive a cui potrebbe andare incontro nel corso del tempo chi decidesse di avvicinarsi allo Yoga e di portare avanti una pratica regolare e costante per godere pienamente dei suoi benefici.
DALLE PRIME LEZIONI
1) Miglioramento delle funzioni cerebrali
Dopo 20 minuti di pratica di Hatha Yoga – basata soprattutto sulle asana – si può riscontrare un miglioramento delle funzioni cognitive, un aumento dell'attenzione e della memoria sul lavoro, come ha dimostrato uno studio dell'Università dell'Illinois in cui i partecipanti che avevano praticato Yoga avevano ottenuto risultati migliori nei test sul funzionamento del cervello rispetto ad un altro gruppo di persone che si era dedicato a 20 minuti di aerobica.
2) Riduzione dei livelli di stress
Lo Yoga aiuta ad alleviare lo stress. Questo potere deriva probabilmente dalla sua capacità di ridurre l'attività delle proteine note per avere un ruolo nel processo infiammatorio, secondo uno studio pubblicato dai ricercatori dell'Università della California.
3) Alterare l'espressione dei geni
Un piccolo studio condotto in Norvegia ha suggerito che molti benefici per la salute dello Yoga potrebbero essere correlati alla sua capacità di modificare l'espressione dei geni delle cellule immunitarie.
4) Maggiore flessibilità
Uno studio condotto di recente presso la Colorado State University ha scoperto che il Bikram Yoga – con riferimento specifico all'esecuzione di 26 posizioni in 90 minuti all'interno di una stanza riscaldata – aiuta ad aumentare la flessibilità delle spalle, della schiena e delle ginocchia. Secondo la stessa ricerca, contribuisce inoltre a sviluppare una maggiore resistenza e a ridurre il grasso corporeo.
5) Nuove buone abitudini
Decidere di praticare Yoga ogni giorno, o comunque con cadenza regolare, aiuta a stabilire nuove abitudini che possono riguardare sia la cura di sé sia altri ambiti della propria vita. Lo Yoga stimola la forza di volontà e il desiderio di migliorarsi con un impegno costante, insegna a non essere troppo rigidi con se stessi ma allo stesso tempo a non lasciarsi andare alla pigrizia, a riconoscere i propri limiti e a capire come superarli nel caso in cui sia necessario.
DOPO POCHI MESI
1) Abbassa la pressione sanguigna
Le persone con ipertensione lieve o moderata potrebbero beneficiare della pratica dello Yoga, come sottolinea uno studio dell'Università della Pennsylvania. I ricercatori hanno scoperto che le persone che praticavano Yoga, rispetto a coloro che avevano partecipato ad un programma nutrizionale, potevano godere di una riduzione maggiore della pressione arteriosa.
2) Migliora la capacità polmonare
Un piccolo studio condotto presso la Ball State University ha scoperto che praticare Hatha Yoga per 15 settimane potrebbe aumentare in modo significativo la capacità polmonare vitale, che è la massima quantità di aria espirata dopo aver fatto un respiro profondo.
3) Migliora la vita sessuale
Uno studio condotto ad Harvard nel 2009 ha dimostrato che lo Yoga può aiutare ad aumentare sia il desiderio che la soddisfazione sessuale, con particolare riferimento alle donne, anche perché le aiuterebbe ad avere più familiarità con il proprio corpo.
4) Riduce i dolori al collo
Uno studio tedesco pubblicato su The Journal of Pain ha mostrato che quattro settimane di pratica di Yoga Iyengar (una tipologia di Yoga che sottolinea l'importanza dell'allineamento delle diverse parti del corpo nelle asana e che utilizza dei supporti, come cinghie e mattoncini) è efficace nel ridurre l'intensità del dolore nei soggetti adulti affetti da dolore cronico al collo.
5) Allevia l'ansia
Uno studio condotto nel 2010 dai ricercatori della Boston University ha dimostrato che 12 settimane di pratica dello Yoga potrebbero contribuire a ridurre l'ansia e ad aumentare i livelli di acido gamma-aminobutirrico nel cervello. Bassi livelli di questa sostanza sono correlati a disturbi come ansia e depressione.
6) Stabilizza la glicemia
Aggiungere lo Yoga ai consigli da seguire per la gestione del diabete può aiutare a rendere più costanti i livelli di zuccheri nel sangue, secondo uno studio pubblicato su Diabetes Care nel 2011. Inoltre soli tre mesi di pratica porterebbero ad una diminuzione dell'indice di massa corporea, fattore che aiuterebbe a ridurre i livelli di zuccheri nel sangue. Gli esperti ricordano che lo Yoga dovrebbe accompagnare altre forme di attività fisica regolare – e non sostituirle – in particolare nei pazienti affetti sia da diabete di tipo 2 che da obesità.
7) Migliora l'equilibrio
Secondo uno studio condotto nel 2008 presso la Temple University, seguire un programma di Yoga Iyengar progettato per gli anziani può essere d'aiuto per migliorare l'equilibrio e oper aiutare a prevenire le cadute nelle donne al di sopra dei 65 anni.
DOPO ANNI DI PRATICA
1) Ossa più forti
Uno studio pilota condotto nel 2009 da Loren Fishman ha dimostrato che praticare Yoga può migliorare la densità ossea, con particolare riferimento alle persone più anziane. Un gruppo di anziani è stato monitorato per quanto riguarda la densità ossea prima e dopo la pratica di un ciclo di lezioni di Yoga della durata di due anni. E' stato rilevato un aumento della densità ossea in chi aveva praticato, mentre nel gruppo di controllo, che non si era dedicato allo Yoga, è stata riscontrata una riduzione, proprio come ci si aspetterebbe comunemente nelle persone anziane con il passare degli anni.
2) Riduzione del peso corporeo
I ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle hanno trovato un'associazione tra una pratica regolare dello Yoga e la riduzione del peso corporeo – o il mantenimento di un peso sano e stabile – tra più di 15 mila persone sane di mezza età.
3) Riduzione del rischio di malattie cardiache
Come parte integrante di uno stile di vita sano, lo Yoga può aiutare a ridurre i fattori di rischio cardiovascolare, come pressione alta, colesterolo alto e livelli di zuccheri nel sangue. Secondo gli esperti di Harvard, lo Yoga farebbe bene al cuore e alla salute cardiovascolare come altre attività fisiche, tra cui il ciclismo.
di Marta Albè
fonte: greenme.it
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04/11/18
Gli eterni infelici, Vittorio Zanini
Ci sono persone che restano eternamente infelici perché non si accontentano mai di quello che hanno. Non vivono il presente ma nel futuro e nel passato, pensando a quello che hanno perduto o a quello che potrebbero avere: si comprano una macchina nuova ma ne vorrebbero una più grossa, acquistano l'ultimo modello di smartphone e sono tristi perché è già uscito il modello successivo, mettono assieme un po di soldi ma pensano a quello che potrebbero fare se ne avessero di più, si mettono insieme a qualcuno e intanto ne sognano un'altro o rimpiangono chi hanno perduto. Sono viziati da questa società malata. Io sono sempre contento per quello che ho o per quello che non ho e questo non vuol dire non avere sogni o non fare progetti. Vivo il momento, sono soddisfatto di quello che sono riuscito ad ottenere e me lo godo. Faccio progetti, ma se naufragano non mi dispero, vado avanti, ne faccio altri migliori di quelli andati male. Se ho soldi li spendo ma se non ne ho sono felice uguale, a volte anche più di quando ne ho. Se perdo qualcuno non sono triste, penso a quello che posso trovare non avendo più quel peso. E se mi rubano un oggetto, anche costoso, non mi dispero, sicuramente chi me lo ha preso ne aveva più bisogno di me. Non ho nessun rimpianto, sono soddisfatto per quello che ho realizzato, mantengo la mente aperta sul futuro e mi vivo serenamente il presente.
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26/10/18
L'essenziale sta in poco posto, Vittorio Zanini
Il viaggio ti fa capire che tutto quello di cui hai bisogno per vivere sta in una valigia.
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25/10/18
Le persone uniche, Vittorio Zanini
Mi piacciono le persone che non si possono catalogare e incasellare in nessun gruppo. Quelle che non seguono le mode e non assomigliano a nessun altro, perché hanno sempre seguito solo il loro cuore. Chi, coraggiosamente, cadendo e rialzandosi più volte, è andato contro tutto e tutti, senza mai abbandonare la sua strada. Amo chi ha fatto della propria vita un capolavoro.
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16/09/18
La potatura: come ritrovare il tempo di vita
“Un uomo è ricco in proporzione al numero di cose delle quali può fare a meno” Henry David Thoreau
Grazie al progresso scientifico viviamo le nostre vite con ritmi sempre più sostenuti, incuranti del fatto che i nostri corpi umani abbiano limiti ben precisi, mentre la tecnologia, con i suoi passi da gigante, questi limiti li ha da tempo oltrepassati.
Di fatto, perciò, non siamo noi a controllare e dirigere la nostra tecnologia, dettando modi e tempi, ma piuttosto è lei a imporceli. È evidente che siamo finiti per essere schiavizzati (come tra l’altro era facile prevedere in epoche non sospette), più o meno consapevolmente, dalla nostra stessa fame di progresso.
La tecnologia avanzata non ci ha donato del tempo, liberandolo dal lavoro, per il semplice motivo che nel suo normale sviluppo ha contribuito a creare tutta una serie di bisogni accessori che prima non esistevano affatto. Bisogni che col tempo si accumulano sempre di più e che sempre meno hanno a che fare con la nostra felicità e il nostro benessere, con ciò che in ultima analisi dovrebbe (sottolineando il condizionale) essere ciò che davvero conta.
Inoltre, la crescita della società materialista ha svuotato le nostre vite dagli aspetti spirituali, che in epoca preindustriale erano considerati fondamentali. Questo svuotamento, di senso e di coscienza, dell’essere umano, divenuto anch’esso macchina, lo ha indotto a riempire quei pochi spazi di vita rimasti, al netto delle ore dedicate al lavoro (ore mai diminuite, casomai aumentate), con attività consumistiche di ogni tipo (incluse relazioni e affetti).
Perciò, il nostro tempo lo dobbiamo (in realtà nessuno ci obbliga) farcire di corsi, shopping, palestre, centri di bellezza, spa, viaggi (più lontani possibile), aperitivi, feste, cene, insomma di tutto il necessario per sentirci davvero attivi, vivi, partecipi di un delirio insensato.
Uscire del tutto dalla megamacchina infuriata e divoratrice di vita è praticamente impossibile, ma qualcosa per provare almeno un po’ di sollievo lo possiamo fare.
Un’opera, azzarderei eroica, che possiamo intraprendere è quella della potatura.
Siamo degli alberi con troppi rami, lunghi e intricati, che ci impediscono di germogliare, di far mostra dei nostri fiori e di creare dei frutti. Quello che occorre è una sana e saggia potatura. Una potatura deve essere prudente, ben ponderata e selettiva. Fuor di metafora, dobbiamo iniziare a rimuovere tutto quello che nella nostra vita è solo di fastidio, di mero ingombro, di apparenza, tutto quello che è dovuto a qualcuno o qualcosa, a tutto, tranne che a noi.
Certo, non si può capitozzare, non si può cominciare a tagliare tutto insieme, il processo, come tutte le cose sagge e durevoli, come la natura stessa insegna, necessita del suo giusto tempo. Vero è che già dai primi rami potati cominceremo a percepire un discreto sollievo, che aumenterà mano a mano che progrediamo nell’abbattimento di ciò che è superfluo, fino a che non scopriremo finalmente e nuovamente ciò che davvero conta: il tempo di vita, nostro, non indotto ma scelto, non prefabbricato ma creato con le nostre mani, non scarso ma abbondante.
La potatura è oggi più che mai necessaria, la sua arte è difficile da imparare, ma conviene in ogni caso cominciare a sperimentarla cercando di migliorare, prima che sia troppo tardi, prima che la megamacchina infernale abbia inghiottito tutto e tutti.
Di Luca Madiai
fonte: decrescita.com
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02/09/18
Cazzeggiare è produttivo, Vittorio Zanini
Fare tutte le cose all'ultimo momento è una vocazione, e se ce l'hai lo scopri subito a scuola: se cazzeggiavi tutto l'anno e poi recuperavi studiando l'ultimo mese o facendo due anni in uno, fai parte di questa categoria. E poi te la porti dietro per sempre come stile di vita. Penso che cazzeggiare sia molto produttivo.
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Alleggerirsi, Vittorio Zanini
Ogni tanto bisogna alleggerire la barca, abbandonando tutto quello che rischia di farci affondare, cose e persone che siano.
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30/08/18
Non sopporto le persone fedeli, Vittorio Zanini
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08/03/18
In piedi Signori, davanti a una Donna! - William Shakespeare
Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subìto, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l'ignoranza in cui l'avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna!
William Shakespeare
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03/03/18
Bisognerebbe essere un po più grati e un po meno esigenti. Vittorio Zanini
Tutte le mattine quando mi sveglio io ringrazio, per essere ancora vivo e per avere il privilegio di vivere un altro giorno. Ho vissuto intensamente senza risparmiarmi per anni rischiando la vita molte volte. Ho sempre pensato di morire non oltre i 30 anni, ne ho già raggiunti 49 senza mai fermarmi e sto anche abbastanza bene. Ritengo di avere molte cose di cui ringraziare e lo faccio. Non pregando o rivolgendomi ad un Dio, è un sentimento che provo dentro di me, una breve riflessione interiore su quanto sia stato fortunato, di riconoscenza nei confronti della vita per tutto quello che mi ha dato. Probabilmente tutti quelli che hanno sempre fatto una vita di merda ritengono di non avere niente per cui ringraziare e non fanno che lamentarsi e maledire tutto e tutti. Bisognerebbe essere un po più grati e un po meno esigenti.
Vittorio Zanini
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Vittorio Zanini
Ubicazione: Bologna
40036 Rioveggio BO, Italia
26/02/18
Bisognerebbe sempre avere qualcosa da fare per la prima volta. Vittorio Zanini
Mi piace vivere tutte le cose solo una volta. La prima volta è magica. Bisognerebbe sempre avere qualcosa da fare per la prima volta.
Vittorio Zanini
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25/02/18
Quando imbocchi una strada, non è che devi per forza arrivare fino alla fine. Vittorio Zanini
Quando imbocchi una strada, non è che devi per forza arrivare fino alla fine. Se ti rendi conto che non porta a quello che cercavi, anche se hai già percorso tanti chilometri, devi ritornare indietro. Ho sempre alcuni luoghi in in testa in cui mi piacerebbe andare, ma è solo un canovaccio suscettibile di cambiamenti. Se lungo la strada ne incontro un'altro che mi piace mi ci fermo anche se non lo avevo programmato. A volte capita che quando arrivo in un luogo che avevo pensato di visitare mi delude e invece un po più avanti, su una stretta stradina secondaria, un posto nascosto e apparentemente insignificante, nemmeno segnato sulle carte, che non avevo preso in considerazione, diventa una rivelazione.
Vittorio Zanini
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Vittorio Zanini
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24/02/18
Se sommi tanti piccoli sogni non ne fai uno grande. Vittorio Zanini
Se sommi tanti piccoli sogni non ne fai uno grande. Tante piccole emozioni non ne eguagliano una travolgente. Tante singole settimane di vacanza non ti arricchiscono come un unico lungo viaggio.
Vittorio Zanini
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