venerdì 6 dicembre 2013

mercoledì 4 dicembre 2013

Fabrizio De Andrè, Un blasfemo




(Dietro Ogni Blasfemo C'è Un Giardino Incantato) 


Mai più mi chinai e nemmeno su un fiore, 

più non arrossii nel rubare l'amore 
dal momento che Inverno mi convinse che Dio 
non sarebbe arrossito rubandomi il mio. 

Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino, 
non avevano leggi per punire un blasfemo, 
non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte, 
mi cercarono l'anima a forza di botte. 

Perché dissi che Dio imbrogliò il primo uomo, 
lo costrinse a viaggiare una vita da scemo, 
nel giardino incantato lo costrinse a sognare, 
a ignorare che al mondo c'e' il bene e c'è il male. 

Quando vide che l'uomo allungava le dita 
a rubargli il mistero di una mela proibita 
per paura che ormai non avesse padroni 
lo fermò con la morte, inventò le stagioni. 

... mi cercarono l'anima a forza di botte... 

E se furon due guardie a fermarmi la vita, 
è proprio qui sulla terra la mela proibita, 
e non Dio, ma qualcuno che per noi l'ha inventato, 
ci costringe a sognare in un giardino incantato, 
ci costringe a sognare in un giardino incantato 
ci costringe a sognare in un giardino incantato.


Fabrizio De Andrè,  Un blasfemo

Fabrizio De Andrè, dal discorso sulla Buona novella


Gesù di Nazareth secondo me è stato ed è rimasto il più grande rivoluzionario di tutti i tempi. 

Fabrizio De Andrè, dal discorso sulla Buona novella


☮ ☼ ✫☾❧


La verità fa male, è difficile da accettare, ma aiuta a crescere. Continuando a vivere nell'ipocrisia nascondendo la verità si può solo regredire. 


Vittorio Zanini

Gesù di Nazareth †, Vangelo apocrifo di Tommaso


Siate viandanti!

Gesù di Nazareth †, Vangelo apocrifo di Tommaso


Gesù di Nazareth †, Vangelo apocrifo di Tommaso


Gli uomini certamente credono che io sia venuto a portare la pace nel mondo, ed essi non sanno che io sono venuto a portare sulla terra le discordie, il fuoco, la spada, la guerra. Infatti saranno cinque in una casa e si schiereranno tre contro due e due contro tre, padre contro figlio e figlio contro padre, e si leveranno come solitari.

Gesù di Nazareth †, Vangelo apocrifo di Tommaso


Gesù di Nazareth †, Vangelo apocrifo di Tommaso


Colui che cerca non desista dal cercare fino a quando non avrà trovato; quando avrà trovato si stupirà. Quando si sarà stupito, si turberà e dominerà su tutto.

Gesù di Nazareth †, Vangelo apocrifo di Tommaso


Gesù di Nazareth †, Vangelo apocrifo di Tommaso


Il regno di Dio è dentro di te, è intorno a te. Non in templi di legno e pietra. Spacca un pezzo di legno e io ci sarò. Solleva un pietra e mi troverai.

Gesù di Nazareth †, Vangelo apocrifo di Tommaso


martedì 3 dicembre 2013

Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio


Riuscire a staccarsi dalle cose del mondo vuol dire diventare indifferenti? O vuol dire solo non esserne schiavi?

Tiziano Terzani,  La fine è il mio inizio


Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra


Ormai nessuno ha più tempo per nulla. Neppure di meravigliarsi, inorridirsi, commuoversi, innamorarsi, stare con se stessi. Le scuse per non fermarci a chiedere se questo correre ci rende felici sono migliaia, e se non ci sono, siamo bravissimi a inventarle. 

Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra 


Tiziano Terzani


Oggi l'economia è fatta per costringere tanta gente a lavorare a ritmi spaventosi per produrre delle cose perlopiù inutili, che altri lavorano a ritmi spaventosi per poter comprare, perché questo è ciò che da soldi alle società multinazionali, alle grandi aziende, ma non dà felicità alla gente. 

Tiziano Terzani 


Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio


Libertà. Non ce n’è più. Io lo continuo a ripetere: non siamo mai stati così poco liberi, pur nulla apparente enorme libertà di comprare, di scopare, di scegliere fra i vari dentifrici, fra le quarantamila automobili, fra i telefonini che fanno anche la fotografia. Non c’è più la libertà di essere chi sei. Perché tutto è già previsto, tutto è già incanalato e uscirne non è facile, crea conflitti. Quanta gente viene rigettata dal sistema, viene emarginata perché non rientra nel modello? Facesse invece delle altre cose! Ma non c’è altro, c’è solo una spinta verso il mercato.
E san Francesco? E tutti quegli altri? Tutti matti perché non andavano a fare quello che bisognava fare a quei tempi? No, no, diversi! Persone che con la loro diversità hanno indicato anche un modo diverso di essere. Pensa, san Francesco, sarà stato simpatico?!
È questa benedetta storia della libertà! Noi oggi ce la siamo ridotta immensamente, tanto che finiamo per vivere solo ai margini della nostra libertà a causa di tutto ciò che è automatico nel nostro modo di pensare, di reagire, di fare le cose. Questa è la grande tragedia. E quando ne esci sei condizionato. Ripeti dei modelli prestabiliti. Non è che molto facilmente ti inventi qualcosa.
L’uomo ormai è succube dell’economia. Tutta la sua vita è determinata dall’economia. Questa, secondo me, sarà la grande battaglia del futuro: la battaglia contro l’economia che domina le nostre vite, la battaglia per il ritorno a una forma di spiritualità – che puoi chiamare anche religiosità – a cui la gente possa ricorrere. Perché è una costante della storia umana, questo voler sapere cosa ci sei a fare al mondo.
Occorrono nuovi modelli di sviluppo. Non solo crescita, ma parsimonia. Vedi, Folco, io dico che bisogna liberarsi dei desideri. Ma proprio per il perverso sistema del consumismo la nostra vita è tutta centrata su giochi, sport, mangiare, piaceri. Il problema è uscire da questo circolo vizioso: una cosa dopo l’altra dopo l’altra. Porca miseria, questo ti impone dei comportamenti che sono assolutamente assurdi. Tu non vuoi certe cose ma il sistema del consumismo ti convince, ti seduce a volerle. Tutta la tua vita dipende da quel meccanismo. Se invece cominci a non parteciparvi resistendo, digiunando, allora è come se usassi la non violenza contro la violenza. La violenza che ci fa alla fine? Mica te la possono cacciare in gola, la roba!

Occorre perciò un grande sforzo spirituale, un grande ripensamento, un grande risveglio. Che poi ha a che fare con la verità, di cui nessuno più si occupa. Lì Gandhi è di nuovo stupendo. Cercare la verità, quello che è dietro a tutto. “Prima credevo che Dio fosse la verità. Ora direi che la verità è Dio”.

Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio


sabato 30 novembre 2013

Ernesto Guevara de la Serna


L'unica passione che mi guida è quella per la verità. Qualunque cosa io la considero da questo punto di vista.

Ernesto Guevara de la Serna



Ernesto Guevara de la Serna


O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza.

Ernesto Guevara de la Serna


Ernesto Guevara de la Serna



È possibile avere nostalgia di un mondo che non hai mai conosciuto? È possibile che una civiltà capace di costruire tutto questo, venga distrutta per costruire... questo?

Ernesto Guevara de la Serna , I diari della motocicletta


Pierangelo Bertoli, A muso duro





E adesso che farò, non so che dire 
e ho freddo come quando stavo solo 
ho sempre scritto i versi con la penna 
non ordini precisi di lavoro. 
Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani 
e quelli che rubavano un salario 
i falsi che si fanno una carriera 
con certe prestazioni fuori orario 
Canterò le mie canzoni per la strada 
ed affronterò la vita a muso duro 
un guerriero senza patria e senza spada 
con un piede nel passato 
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro. 
Ho speso quattro secoli di vita 
e ho fatto mille viaggi nei deserti 
perchè volevo dire ciò che penso 
volevo andare avanti ad occhi aperti 
adesso dovrei fare le canzoni 
con i dosaggi esatti degli esperti 
magari poi vestirmi come un fesso 
per fare il deficiente nei concerti. 
Canterò le mie canzoni per la strada 
ed affronterò la vita a muso duro 
un guerriero senza patria e senza spada 
con un piede nel passato 
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro. 
Non so se sono stato mai poeta 
e non mi importa niente di saperlo 
riempirò i bicchieri del mio vino 
non so com'è però vi invito a berlo 
e le masturbazioni celebrali 
le lascio a chi è maturo al punto giusto 
le mie canzoni voglio raccontarle 
a chi sa masturbarsi per il gusto. 
Canterò le mie canzoni per la strada 
ed affronterò la vita a muso duro 
un guerriero senza patria e senza spada 
con un piede nel passato 
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro. 
E non so se avrò gli amici a farmi il coro 
o se avrò soltanto volti sconosciuti 
canterò le mie canzoni a tutti loro 
e alla fine della strada 
potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.

F.Urzino - P.A.Bertoli



venerdì 29 novembre 2013

La fedeltà



Che cos'è la fedelltà? Perchè le diamo tanta importanza? Della parola fedeltà se ne abusa e gli si da un significato sbagliato considerandolo un valore. A chi bisogna essere fedeli? Ad una donna che non si ama più o a un uomo che ci schiavizza e ci picchia? Ad un gruppo politico del quale non si condividono più le idee? Ad una società che si disprezza? Ad una religione falsa e ipocrita? Ad un paese, una contrada, o una regione che amavamo, ma che adesso disprezziamo, solo perchè siamo nati li? A una squadra di calcio sostenendo che poteva vincere anche quando perde miseramente? Bisogna restare fedeli ad amici che ci voltano le spalle nel momento del bisogno? Che cosa significa fedeltà? La fedeltà è ipocrisia, rassegnazione, falsità, sottomissione, rinuncia a sostenere le proprie idee, la fedeltà è rinunciare a crescere e ad aspirare ad una vita migliore e felice, la fedeltà è omertà, è nascondere la verità, è falsità e involuzione. La fedeltà è rinunciare alla propria libertà. Non è un valore la fedeltà, è nata dalla debolezza umana, è un non valore nato per mascherare le ipocrisie e le debolezze umane. Io non sono mai stato fedele a niente e nessuno e mai lo sarò. 
Ma saro' sempre leale con tutti.
Le uniche cose alle quali bisogna restare fedeli sono: la verità, l'intelligenza, la propria coscienza, la giustizia,  la libertà.  


Vittorio Zanini

Tiziano Terzani


Facciamo più quello che è giusto, invece di quello che ci conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi.

Tiziano Terzani

Italiani "brava" gente


Un'altra caratteristica degli Italiani è la codardia. Mi succedeva sempre anche da ragazzino: quando qualcuno era in difficoltà io andavo sempre in suo aiuto, mi sembrava giusto mettermi dalla parte dei più deboli e di lottare contro le ingiustizie, perchè grazie a Dio ho avuto genitori che mi hanno insegnato questi importanti valori. Ma la maggior parte dei miei coetanei di allora avevano genitori senza valori che gli insegnavano solo a fare i furbetti e a schierarsi sempre con i più forti, a prescindere da chi avesse ragione o torto. E quando in difficoltà ci stavo io scomparivano subito tutti e restavo sempre solo. 


Vittorio Zanini

La verità sulla storia


Che cos'è la storia? Favolette per indottrinare, falsità per far amare e odiare un popolo o l'altro, per difendere interessi e privilegi acquisiti. Spesso la storia diventa un dogma, come nelle religioni, una "verità assoluta" che non si può confutare con prove, logica e intelligenza, se non andando incontro a punizioni severe. La storia la scrivono i vincitori delle guerre, i potenti, le lobby, cambia a seconda del paese, dell'ideologia politica, del credo religioso, degli interessi economici. Quello che c'è scritto sui libri di storia è quasi tutta una montagna di merda, un'insieme di bugie, compromessi studiati a tavolino, resoconti perlopiù falsi di sovrani egoisti e cialtroni. Bisogna cercare molto e scavare a fondo per trovare la verità, quando ci si arriva vicino si va spesso incontro ad un sacco di problemi e ancora di più quando si cerca di divulgarla. 

Vittorio Zanini


venerdì 22 novembre 2013

Open your mind


In realtà gli italiani non odiano la casta, questa oligarchia che sta distruggendo il nostro meraviglioso paese non la vogliono eliminare, ne vorrebbero solo fare parte. Ognuno appartiene ad una casta in Italia, un gruppo di potere piccolo o grande che blocca le riforme necessarie e ci impedisce di progredire. Difendono tutti solo il proprio interesse senza pensare al bene comune. E i politici non si azzardano a promettere di fare le riforme che bisognerebbe fare perchè nessuno gli darebbe il loro voto.

Vittorio Zanini


Open your mind


A questa oligarchia di egoisti incapaci preferisco una monarchia. Un principe che studia tutta la vita per governare bene il suo popolo è da preferire a questi avvoltoi incompetenti. Per quanto possa vivere nel lusso, in una monarchia la famiglia reale è solo una, mentre qui stiamo mantenendo molte "famiglie reali".


Vittorio Zanini

Open your mind


La malattia italiana del posto fisso, questa aspirazione a sedersi su una comoda poltroncina e non fare più un cazzo per tutta la vita, o fare il meno possibile, vivendo di rendita, la si ritrova un po dappertutto, in tutte le classi sociali, non solo in politica. 

Vittorio Zanini


Open your mind


Questa odierna oligarchia italiana sembra voglia emulare l'antica nobiltà dell'epoca feudale. Ma per quanto io disprezzi quel periodo storico di sfruttamento dei più deboli, devo riconoscere una certa classe e preparazione di una parte della nobiltà di fatto dell'epoca nel governare il popolo e nell'amministrazione dello stato. Questi che abbiamo adesso al governo sono tutti furbetti incapaci, pidocchi che si sono arricchiti con la truffa ed il favore di amicizie influenti, parassiti, sanguisughe, zecche infette, fastidiose pulci. Li vedrei meglio a sbadilare della merda, in fonderia o all'angolo di una strada a truffare i passanti col gioco delle tre carte che a dirigere una grande azienda o a governare l'Italia.

Vittorio Zanini


giovedì 21 novembre 2013

Rino Gaetano, Io scriverò




Io scriverò se vuoi perché cerco un mondo diverso 

con stelle al neon e un poco d'universo 
mi sento un eroe a tempo perso 
io scriverò se vuoi perché non ho incontrato mai 
veri mattatori e veri ombrellai 
ma gente capace di chiederti solo come stai 
io scriverò se vuoi perché ho amato tutti i sessi 
ma posso garantirvi che io 
non ho mai dato troppo peso al sesso mio 
ma con chiunque sappia divertirsi mi salverò 
che viva la vita senza troppo arricchirsi mi salverò 
che sappia amare che conosca Dio come le sue tasche 
io scriverò perché ho vissuto anche di espedienti 
perché a volte ho mostrato anche i denti 
perché non potevo vivere altrimenti 
io scriverò sul mondo e sulle sue brutture 
sulla mia immagine pubblica e sulle camere oscure 
sul mio passato e sulle mie paure


Rino Gaetano, Io scriverò





Charles Bukowski, Che te ne fai di un titolo?


Non ce la fanno, 
i belli muoiono tra le fiamme: 
sonniferi, veleno per i topi, corda, 
qualunque cosa, 
si strappano le braccia, 
si buttano dalla finestra, 
si cavano gli occhi dalle orbite, 
respingono l'amore 
respingono l'odio 
respingono, respingono. 
non ce la fanno 
i belli non resistono, 
sono le farfalle 
sono le colombe 
sono i passeri, 
non ce la fanno. 
una lunga fiammata 
mentra i vecchi giocano a dama nel parco 
una fiammata, una bella fiammata 
mentre i vecchi giocano a dama nel parco 
al sole 
i belli si trovano all'angolo di una stanza 
accartocciati tra ragni e siringhe, nel silenzio, 
e non sapremo mai perchè se ne sono andati, 
erano tanto 
belli. 
non ce la fanno 
i belli muoiono giovani 
e lasciano i brutti alla loro brutta vita. 
amabili e vivaci: vita e suicidio e morte 
mentre i vecchi giocano a dama sotto il sole 
nel parco.

Charles Bukowski, Che te ne fai di un titolo?
 


mercoledì 20 novembre 2013

Open your mind


L'uomo non vuole essere libero, perchè se lo fosse dovrebbe essere responsabile. Ha bisogno di essere governato da un potere al quale attribuire tutte le colpe della propria infelicità.

Vittorio Zanini

Open your mind


Siamo come dei deboli e ipocriti drogati che sostengono di poter smettere quando vogliono per poter continuare a fare quel cazzo che gli pare, quando in realtà sappiamo benissimo che solo le persone più forti e intelligenti riescono a gestire le droghe di modo da non intossicarsi e a smettere quando vogliono.


Vittorio Zanini

Open your mind


Come non si può liberare un feroce leone affamato in una città abitata perchè sbranerebbe tutti quelli che non riescono a scappare, allo stesso modo non si può dare la libertà agli esseri umani, perchè da soli non la sanno gestire, sono troppo egoisti. Il leone, quando ha mangiato abbastanza e si sente sazio, smette di cacciare, si ferma e si addormenta, fino a quando non ha di nuovo la necessità di nutrirsi. Gli esseri umani no, i più forti continuano ad approfittarsi dei più deboli all'infinito, sempre di più, la loro avidità non ha un limite, anzi, più sono ricchi e potenti, più feroci e voraci diventano, non si accontentano mai. Per comportarsi "umanamente" l'uomo ha bisogno di leggi che gli dicano che cosa fare e di andare incontro punizioni molto severe se trasgredisce queste leggi. Purtroppo solo in questo modo gli uomini sono stimolati a comportarsi bene. E molte volte neanche questo è sufficiente.

Vittorio Zanini


☮ ☼ ✫☾❧


L'anno scorso, la vigilia di natale, un tizio che abita nel mio paesello mi chiese: "Che regalo vorresti trovare quest'anno sotto l'albero?" Ed io gli ho risposto: "Vorrei che spariste tutti! Svegliarmi e non vedere più le vostre ipocrite facce di merda."

Vittorio Zanini


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Questa notte ho fatto un bellissimo sogno: ero solo in mezzo al deserto, attorno a me non c'erano altri esseri umani, solo meravigliosi animali di tutti i tipi, e alcuni felini poltrivano assieme a me su una duna di sabbia. Mi sentivo molto bene, ero tranquillo, felice. Quando mi sono svegliato avevo 3 gatti sul mio letto, uno accucciato sul mio petto mi stava leccando l'orecchio e altri due, raggomitolati assieme per scaldarsi, stavano dormendo appoggiati al mio fianco. Il sogno si era in parte realizzato. 


Vittorio Zanini


domenica 17 novembre 2013

José "Pepe" Mujica - Non sono povero, poveri sono coloro che credono che io sia povero



Non sono povero, poveri sono coloro che credono che io sia povero. Ho poche cose, sì, il minimo, ma solo per essere ricco.

José "Pepe" Mujica

José "Pepe" Mujica - Ci vendono di tutto, tranne quello che ci serve: la felicità


Come governanti, esprimiamo la sincera volontà di accompagnare tutti gli accordi che questa nostra povera umanità possa sottoscrivere. Tuttavia, ci venga concesso di porci qualche domanda a voce alta. Per tutto il pomeriggio si è parlato di “sviluppo sostenibile”, per togliere masse immense dalla povertà. A cosa ci riferiamo? Il modello di sviluppo e di consumo che abbiamo in mente è quello attuale delle società ricche? Un’altra domanda: cosa succederebbe, a questo pianeta, se gli indiani avessero la stessa proporzione di auto per famiglia che hanno i tedeschi? Quanto ossigeno ci rimarrebbe per respirare? In altre parole: il mondo possiede oggi gli elementi materiali per fare in modo che 7-8.000 milioni di persone possano avere lo stesso livello di consumo e di spreco delle più ricche società occidentali? Sarà possibile, o dovremmo forse mettere la discussione su un altro piano?


Perché abbiamo creato una civilità, quella in cui viviamo, figlia del mercato e della concorrenza, che ci ha portato un progresso materiale portentoso ed esplosivo. Ma ciò che è nato come “economia di mercato” è diventato “società di mercato”. E ci ha portato questa globalizzazione, che significa doversi occupare di tutto il pianeta. La stiamo governando, la globalizzazione, o è la globalizzazione a governare noi? E’ possibile parlare di solidarietà e dire che siamo tutti uniti, in una economia basata sulla competizione spietata? Fino a che punto arriva la nostra fraternità? La sfida che abbiamo davanti è di una dimensione epocale. E la grande crisi non è ecologica: è politica. L’uomo, oggi, non governa le forze che ha creato; sono queste ultime a governare l’uomo e la nostra vita.


Non veniamo al mondo per “svilupparci” in termini generici; veniamo al mondo con il proposito di essere felici. Perché la vita è breve e ci sfugge tra le mani. E nessun bene vale quanto la vita, questo è elementare. Ma se la vita finisce per sfuggirmi, lavorando e lavorando per consumare un di più, la società del consumo è il motore di tutto questo. In definitiva, se si paralizza o si rallenta il consumo, si rallenta l’economia; e se rallenta l’economia, è il fantasma della stagnazione per ciascuno di noi. Ma è proprio l’iperconsumo che sta aggredendo il pianeta. Ed è proprio l’iperconsumo a generare cose che durano poco, perché bisogna vendere molto. Una lampadina elettrica non può durare più di mille ore. Ci sono lampadine che possono durare centomila, duecentomila ore, ma non possono essere fabbricate, perché il problema è il mercato, perché dobbiamo lavorare e dobbiamo avere una civiltà usa e getta.

Siamo in un circolo vizioso: questi sono problemi di carattere politico, che ci portano a comprendere la necessità di lottare per un’altra cultura. Non si tratta di tornare all’uomo delle caverne, né di fare un monumento al regresso. E’ che non possiamo continuare indefinitamente ad essere governati dal mercato: dobbiamo governarlo noi, il mercato. Per questo, nel mio umile modo di vedere, dico che il problema è di tipo politico. I vecchi pensatori – Epicuro, Seneca, gli Aymara – dicevano: povero non è colui che ha poco, ma chi ha indefinitamente bisogno di molto – e desidera e desidera, sempre di più. Questa è una chiave di carattere culturale. Dobbiamo renderci conto che la crisi dell’acqua e la crisi dell’aggressione all’ambiente non sono una causa: la causa è il modello di civiltà che abbiamo costruito. E ciò che dobbiamo rivedere è il nostro modo di vivere.

Appartengo a un piccolo paese, ricco di risorse naturali per vivere. Il mio paese ha poco più di tre milioni di abitanti, ma ci sono 13 milioni di vacche tra le migliori al mondo. Abbiamo 10 milioni di pecore stupende. Il mio paese esporta cibo, latticini, carne. E’ un territorio pianeggiante, utilizzabile quasi al 90%. I miei compagni lavoratori hanno lottato molto per le 8 ore di lavoro, e adesso stanno ottenendo le 6 ore. Ma chi lavora solo 6 ore si trova un altro lavoro, e quindi lavora più di prima. Perché? Perché deve pagare una serie di rate, la bella moto, la bella macchina. E paga e paga, alla fine è un vecchio reumatico come me, e la sua vita gli è sfuggita. Domando: è questo il destino della vita umana? Queste cose sono elementari. Lo sviluppo non può andare contro la felicità: dev’essere a favore della felicità umana, dell’amore sulla Terra, delle relazioni umane, della cura dei figli, dell’avere amici, del non privarsi dell’indispensabile. Proprio perché questo è il tesoro più prezioso che abbiamo, ricordiamocelo; quando lottiamo per l’ambiente, il primo elemento dell’ambiente si chiama: felicità umana.

Jose Mujica, presidente dell’Uruguay; estratti del discorso pronunciato alla conferenza mondiale “Rio+20” il 21 giugno 2012 a Rio de Janeiro