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18/05/20

Noam Chomsky: il futuro che ci aspetta


Quali lezioni positive possiamo ricavare dalla pandemia?

La prima lezione è che siamo di fronte a un altro errore colossale del capitalismo neoliberista. Se non capiamo questo, la prossima volta che ci succederà qualcosa di simile andrà ancora peggio. È ovvio dopo quello che successe in seguito all’epidemia della SARS nel 2003. Gli scienziati sapevano che sarebbero arrivate altre pandemie, forse del tipo del coronavirus. In quel momento sarebbe stato possibile prepararsi e trattarlo come si fa con l’influenza, ma non è stato fatto.

Le aziende farmaceutiche hanno le risorse e sono ricchissime, ma non lo fanno perché i mercati dicono che non ci sono benefici nel prepararsi a una catastrofe dietro l’angolo. Poi arriva la batosta neoliberista. I governi non possono fare nulla. Continuano a essere il problema e non la soluzione. Gli Stati Uniti sono una catastrofe per il gioco che portano avanti a Washington. Sanno come incolpare tutti eccetto se stessi, nonostante siano responsabili. Adesso siamo l’epicentro, in un paese talmente disfunzionale che non riesce nemmeno a fornire informazioni sul contagio all’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS).

Che cosa pensa della gestione dell’amministrazione Trump?

Il modo in cui è stata gestita la pandemia è surreale. A febbraio stava già imperversando; tutti lo riconoscevano negli Stati Uniti. Proprio a febbraio, Trump ha presentato dei bilanci che vale la pena di analizzare. Tagli al Centro di Prevenzione e Controllo delle Malattie e in altri campi relazionati con la sanità. Tagli nel bel mezzo di una pandemia, aumentando invece il finanziamento alle industrie di energia fossile, alle spese militari, al famoso muro…

Tutto ciò la dice lunga sull’indole dei buffoni psicopatici che guidano il governo e che sono la causa del malessere del paese. Adesso cercano disperatamente di incolpare qualcuno. Incolpano la Cina, l’OMS… e tutto ciò che hanno fatto all’OMS è un vero crimine. Cosa vuol dire sospendere i finanziamenti? L’OMS lavora in tutto il mondo, principalmente nei paesi poveri e si trova davanti a problemi come la diarrea, la maternità… e quindi come si giustificano? “Bene, uccidiamo un mucchio di gente del sud perché forse questo ci aiuterà in vista della campagna elettorale”. Questo è un mondo di psicopatici.

Trump ha cominciato negando la crisi, ha persino detto che si trattava di una bufala dei democratici. Questa potrebbe essere la prima volta in cui Trump è stato superato dai fatti?

Bisogna riconoscere un merito a Trump… è probabilmente l’uomo più sicuro di sé che sia mai esistito. È capace di reggere con una mano uno striscione con su scritto “Vi amo, sono il vostro salvatore, abbiate fiducia in me perché lavoro giorno e notto per voi” e con l’altra mano pugnalarti alle spalle. È questo il modo con cui si rivolge ai suoi elettori, che lo adorano indipendentemente da ciò che fa. E viene aiutato dal fenomeno mediatico costituito da Fox News, Rush Limbaugh, Breitbart… ossia gli unici media che guardano i repubblicani.

Se un giorno Trump dice “è solo un’influenza, dimenticatela”, loro lo confermeranno, diranno che è solo un’influenza e che bisogna dimenticarsene. Se il giorno dopo dice che è una pandemia terribile e che è stato il primo a rendersene conto, lo grideranno tutti insieme e diranno che è la persona migliore della storia. Allo stesso modo, lui guarda Fox News ogni mattina e decide cosa gli conviene dire. È una cosa impressionante. Rupert Murdoch, Limbaugh e gli psicopatici della Casa Bianca stanno portando il paese alla rovina.

Questa pandemia può cambiare il modo in cui ci relazioniamo alla natura?


Questo dipende dai giovani. Dipende dalla reazione della popolazione mondiale. Potrebbe portarci a Stati autoritari e repressivi, che accentuino ancora di più il modello neoliberista. Bisogna ricordarselo: il capitalismo non cede. Pretendono più finanziamenti per i combustibili fossili, distruggono i regolamenti che offrono una certa protezione… Nel bel mezzo della pandemia negli USA sono state eliminate norme che limitavano l’emissione di mercurio e di altre sostanze nocive… Questo significa uccidere più bambini statunitensi possibile e distruggere l’ambiente. Non si fermano. E se nessuno si oppone, questo è il mondo che ci resterà.

In termini geopolitici come sarà suddivisa la mappa del potere dopo la pandemia?

Quello che sta accadendo a livello internazionale è piuttosto scioccante. C’è questa cosa che chiamano Unione Europea. Sentiamo la parola ‘unione’. Ok, guardate la Germania, che sta gestendo molto bene la crisi… In Italia la crisi è acuta… Stanno ricevendo aiuto dalla Germania? Fortunatamente ricevono aiuto, ma da una “superpotenza” come Cuba, che invia medici. O dalla Cina, che sta inviando materiale e aiuti. Ma non ricevono assistenza dai paesi ricchi dell’Unione Europea. Questo la dice lunga…

L’unica nazione che ha dimostrato un autentico internazionalismo è Cuba, sottoposta da sempre allo strangolamento economico degli Stati Uniti e che per qualche miracolo è riuscita a sopravvivere per continuare a mostrare al mondo cos’è l’internazionalismo. Questo però non si può dire negli Stati Uniti, perché quello che si deve fare è incolpare i cubani per le violazioni dei diritti umani. In realtà le peggiori violazioni dei diritti umani si verificano nel sud-est di Cuba, in un luogo chiamato Guantánamo, che gli Stati Uniti si sono presi con la forza e si rifiutano di restituire. Una persona istruita e obbediente dovrebbe dare la colpa alla Cina, invocare il “pericolo giallo” e dire che i cinesi stanno venendo a distruggerci; siamo meravigliosi. C’è un appello all’internazionalismo progressista con la coalizione avviata da Bernie Sanders negli Stati Uniti o da Yanis Varoufakis in Europa. Portano elementi progressisti per contrastare il movimento reazionario che è stato forgiato dalla Casa Bianca (…) per mano di Stati brutali in Medio Oriente, Israele (…) o con persone come Orban o Salvini, il cui massimo godimento nella vita è quello di assicurarsi che le persone che fuggono disperatamente dall’Africa anneghino nel Mediterraneo. Con tutto questo movimento reazionario internazionale bisogna chiedersi: qualcuno li contrasterà? E tutto ciò che vedo è la speranza in ciò che Bernie Sanders ha costruito.

Però Bernie Sanders ha perso…

Molti ritengono che la campagna di Sanders sia stata un fallimento, ma questo è un errore madornale. È stato un grande successo. Sanders è riuscito a cambiare la portata della discussione e della politica e temi molto importanti che un paio di anni fa non si potevano menzionare ora sono al centro della discussione, come il Green New Deal, che è essenziale per la sopravvivenza.

Non è stato finanziato dai ricchi, non ha avuto il sostegno dei media… L’apparato del Partito Democratico ha dovuto manipolare le primarie per evitare che vincesse la nomination. Proprio come nel Regno Unito l’ala destra del Partito Laburista ha distrutto Jeremy Corbyn, che stava democratizzando il partito in un modo che loro non potevano sopportare. Erano disposti perfino a perdere le elezioni (pur di eliminarlo). Ne abbiamo viste tante negli Stati Uniti, ma il movimento rimane. E’ popolare. Sta crescendo. E’ qualcosa di nuovo … Ci sono movimenti simili in Europa e possono fare la differenza.

Cosa pensa che succederà con la globalizzazione così come la conosciamo?

Non c’è niente di sbagliato nella globalizzazione in sé. È bello fare un viaggio in Spagna, per esempio. La domanda è: quale forma di globalizzazione? Quella che si è sviluppata è stata sotto il segno del neoliberismo. È quello che hanno progettato. Ha arricchito le persone più ricche e messo un enorme potere nelle mani di corporazioni e monopoli. Ha anche portato a una forma di economia molto fragile, basata su un modello di business di efficienza, facendo le cose al minor costo possibile. Questa logica porta per esempio al fatto che gli ospedali non abbiano certe cose perché non sono efficienti.

Ora questo sistema fragile sta crollando perché non può affrontare qualcosa che è andato storto. Quando si progetta un sistema fragile e si centralizza la produzione e la produzione solo in un luogo come la Cina… Guardate Apple. Realizza enormi profitti, pochi dei quali rimangono in Cina o a Taiwan. La maggior parte della sua attività si svolge in un luogo dove probabilmente hanno messo un ufficio grande come il mio studio, in Irlanda, per pagare poche tasse in un paradiso fiscale. Come possono nascondere il denaro nei paradisi fiscali? Fa parte della legge della natura? No. In realtà, in America, fino a Reagan, era illegale. Così come la compravendita di azioni. (…) Erano necessari? Reagan li ha legalizzati. Tutto è stato progettato, sono decisioni che hanno conseguenze che abbiamo visto nel corso degli anni e uno dei motivi della crescita di quello che è stato erroneamente chiamato ‘populismo’. Molte persone erano arrabbiate, risentite e odiavano il governo in modo giustificato. Questo è stato un terreno fertile per i demagoghi che hanno potuto dire: io sono il vostro salvatore e gli immigrati e questo e quello…

Pensa che dopo la pandemia gli Stati Uniti saranno più vicini all’assistenza sanitaria gratuita e universale?

È molto interessante vedere questa discussione. Il programma di Sanders, per esempio, prevede l’assistenza sanitaria universale, le tasse universitarie gratuite… Lo criticano su tutto lo spettro ideologico. La critica più interessante viene da sinistra. I giornalisti più liberali del New York Times, della CNN eccetera dicono che sono buone idee, ma non per gli americani. L’assistenza sanitaria universale esiste ovunque. In tutta Europa, in una forma o nell’altra. In paesi poveri come il Brasile, il Messico… E l’istruzione universitaria gratuita? Ovunque… Finlandia, Germania, Messico… ovunque. Quindi quello che i critici di sinistra dicono è che l’America è una società così arretrata da non riuscire a mettersi in pari con il resto del mondo. E questo la dice lunga sulla natura, la cultura e la società.

Intervista al filosofo e linguista statunitense Noam Chomsky, sull’emergenza che stiamo vivendo. A cura di Cristina Magdaleno di Efe. Traduzione a cura di Francesca Crisci

Fonte: www.beppegrillo.it 

29/06/18

Tao



Tao in carattere cinese
Il Tao (, Dào, Tao; letteralmente la Via o il Sentiero) è uno dei principali concetti della storia del pensiero cinese. Si tratta di un termine di difficile traduzione, inizialmente concepito come una potenza inesauribile che sfugge a qualunque tentativo di definizione. Il carattere cinese  (la cui parte inferiore è il radicale cinese "piede") esprime innanzitutto il concetto di movimento, di flusso: dunque si può tentare di definire il Tao come l'eterna, essenziale e fondamentale forza che scorre perennemente attraverso tutta la materia dell'Universo.
In ambito occidentale, viene talvolta tradotto come il Principio[1]. Nella filosofia taoista tradizionale cinese, il Tao è l'Universo stesso: quell'eterno, inesauribile "divenire", in costante movimento[1]. Tenendo presenti questi riferimenti, volendolo definire con una parola, il Tao "è".
Nel contesto della storia del pensiero cinese, il concetto di Tao acquisisce grande importanza in seno alla tradizione taoista, salvo poi estendere la sua influenza a tutto il panorama filosofico e speculativo cinese, fino ad essere integrato, riassorbito e reinterpretato da una molteplicità di scuole di pensiero, ivi inclusa quella confuciana. Nel corso dei secoli questa influenza si estenderà a molte altre delle cosiddette filosofie e scuole di pensiero orientali.

Struttura del Tao in origine

Il filosofo Lao-tzu, mitico fondatore del taoismo, mette in chiaro che prima di tutto vi era un non-essere trascendente e indifferenziato (che tuttavia non è il "nulla"), "la Via" (detta anche "origine", la "Madre", la "femmina oscura", ecc.), il Tao appunto, che diede origine all'essere (detto "la madre dei viventi"), ciò che esiste e da cui nacque il mondo[1]; anch'esso, tuttavia, è parte del Tao stesso, poiché della sua stessa natura, ma ha dei confini. Si tratta quindi di una filosofia del mutamento, in cui il Tao iniziale è però immutabile (e non può essere "detto", ma può essere mostrato[1]), eppure muta (e in questa forma "non è una via costante", dice Lao-tzu), una sorta di panenteismo (posizione che coniuga trascendenza e immanenza, in maniera monista), simile al brahman induista (per fare un paragone con la filosofia occidentale, invece, il Tao è paragonabile principalmente all'ápeiron di Anassimandro[1], all'Essere immutabile e perfetto di Parmenide[2], al Logos di Eraclito, degli stoici e di Giovanni evangelista, all'Uno del platonismo, al Noumeno di Kante dell'idealismo, e allo slancio vitale di Bergson; la sua differenziazione mutevole è paragonabile allo scorrere nel divenire, alle idee platoniche che forgiano le forme sensibili).[1]
Il Tao all'inizio del tempo - nello stato di non-essere - era in uno stato chiamato wu ji (无极 = assenza di differenziazioni/assenza di polarità). A un certo punto - nell'essere - si formarono due polarità di segno diverso che rappresentano i principi fondamentali dell'universo, presenti nella natura[1]:
  • Yin, il principio negativo, freddo, luna, femminile ecc. rappresentano il nero.
  • Yang, il principio positivo, caldo, sole, maschile, ecc. rappresentano il bianco.
Lo scopo del taoista è comprendere questa evoluzione e le successive, e tornare, tramite la meditazione e la retta pratica di vita, ad avvicinarsi all'unità iniziale del Tao: l'obiettivo finale è portare il discepolo, il praticante e lo studente, ad un completo stato di unificazione con l'universo, con il Tao quindi. Tutta la vita emerge dal Wuji, inconsapevolmente. Attraverso le pratiche taoiste è quindi possibile raggiungere l'immortalità (detta xian) e ritornare allo stato di Wuji, energia pura, dissolvendosi nell'Uno, quindi nel Tao.[1]

Evoluzione

Yin e Yang
Da essi deriva tutto il mondo visibile e invisibile della cosmologia taoista.
I due principi, il divino individuo immaginario maschile e il divino immaginario femminile, iniziarono subito a interagire, dando origine alla suprema polarità o T'ai Chi o Taiji (Pronuncia Wu-ci). Il simbolo da tutti conosciuto come Taijitu è il più famoso di molti simboli che rappresentano questa suprema polarità e che sono chiamati T'ai Chi T'u. È importante evidenziare che nella filosofia Taoista Yin e Yang non hanno alcun significato morale, come buono o cattivo, e sono considerati elementi di differenziazione complementari.
Da essi deriva il qi (detto anche ki o chi) l'energia che scorre nel mondo fisico, nell'orizzonte naturalista del taoismo, rappresentato dai cinque elementi (acqua, legno, fuoco, metallo, terra), che si combinano a loro volta nelle otto forze.

Descrizione

Essendo il Tao ineffabile, cioè indescrivibile, per comprenderlo si può ricorrere alla seguente analogia, tratta da Lao-tzu[1]: immagina una persona che cammina su una strada, portando sulle spalle un fusto di bambù. Alle due estremità del bambù, sono appesi due secchi. I due secchi rappresentano lo yin e lo yang. Il bambù rappresenta il Tai Chi, l'entità che collega lo yin e lo yang. La strada è il Tao.
Ordine di scrittura
Il Tao può essere interpretato come una "risonanza" che risiede nello spazio vuoto lasciato dagli oggetti solidi. Allo stesso tempo, esso scorre attraverso gli oggetti dando loro le caratteristiche. Nel Tao Te Ching si dice che il Tao nutra tutte le cose, che crea una trama nel caos. La caratteristica propria di questa trama è una condizione di inappagabile desiderio, per cui i filosofi taoisti associano il Tao al cambiamento; le rappresentazioni artistiche che tentano di rappresentare il Tao sono caratterizzate da flussi.
Se per il confucianesimo il Tao rappresenta un principio etico, una norma di comportamento sociale, per il taoismo esso non è altro che il processo di mutamento e divenire di tutte le cose. Nel Libro dei mutamenti si legge: "Una volta yin, una volta yang, ecco il tao". Questa definizione del Tao come risultato dell'alternanza di yin (principio femminile) e yang (principio maschile) sintetizza nel modo più appropriato l'idea di perenne divenire implicita nel Tao, che è costantemente incostante, comprensivo di ogni cosa e del suo opposto, di essere e non-essere, di vivere e morire, di conoscere e non-conoscere.
Dunque, ogni qualità è potenzialmente presente nel Tao e si sviluppa in maniera spontanea, dando così origine e inserendosi in un universo concepito in termini non statici ma dinamici, il cui "ordine naturale" esclude però l'intervento finalizzato umano (secondo la concezione del wu wei, "non agire") in quanto nocivo al libero gioco delle alternanze.[3]

Note

Girolamo Mancuso, note a Il Libro del Tao - Tao-Teh-Ching, Newton & Compton, 1995

  1. ^ si veda anche la riproposizione di Martin Heidegger
  2. ^ Enciclopedia Europea, Volume XI, Milano, Garzanti, 1981

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