14/11/12

L’uomo e il mare, Charles Baudelaire





Uomo libero, sempre tu amerai il mare! Il mare è il tuo specchio; tu miri,
nello svolgersi infinito delle sue onde, la tua anima.
Il tuo spirito non è abisso meno amaro.
Ti compiaci a tuffarti entro la tua propria immagine; tu l'abbracci con gli occhi e con le braccia, e il tuo cuore si distrae alle volte dal suo battito
al rumore di questo lamento indomabile e selvaggio.

Siete entrambi a un tempo tenebrosi e discreti: uomo, nessuno ha mai misurato la profondità dei tuoi abissi; mare, nessuno conosce le tue ricchezze segrete,
tanto siete gelosi di conservare il vostro mistero.

E tuttavia sono innumerevoli secoli che vi combattete senza pietà né rimorsi,
talmente amate la carneficina e la morte, eterni lottatori, fratelli.


L’uomo e il mare, Charles Baudelaire 


Home in Italiano - Completo



Viviamo un periodo determinante. Gli scienziati ci dicono che abbiamo 10 anni per cambiare i nostri stili di vita, per evitare d' esaurire le risorse naturali ed impedire un'evoluzione catastrofica del clima della terra. Il progetto Home 2009 è firmato dal fotografo Yann Arthus-Bertran e realizzato per la ricorrenza dell’Earth Day 2009 in collaborazione con Luc Besson. Il lungometraggio Home vuole essere una fotografia dello stato di salute del pianeta e dei problemi cui l'umanità deve fare fronte.

❀ Sahara ღ❤ Mahmoudan Hawad, scrittore e pittore tuareg



Io vago errante, io sono folle, nudo,
elegante, faccio smorfie, sorridente
dietro la polvere della carovana
che risale dal deserto verso l’oasi
dove sgorgano le sorgenti dell’Unità.
O mie cavalcature
nate il mio stesso giorno,
io ho lasciato le provviste per il viaggio
a quelli che non sanno fare a meno
del latte della loro madre.
La mia ombra si moltiplica
nello specchio dei miraggi.
Sete.
Mi sfiora il volteggio
delle aquile dell’ultimo respiro.
Il sole calante arrossa
i miei orizzonti.
Sangue.
Io non ho paura della morte,
non ammiro affatto la vita.
Niente mi turba, tranne queste piccole farfalle
svanite sulla loro rosa d’amore.
Non c’è per me altro punto d’arrivo
che la stella della mia follia.
Quando il velo della fatica mi avvolgerà
io cadrò sulla sabbia,
granello tra i granelli.
Come guanciale
la mia mano che rivela
i sogni di prima ch’io esistessi.
Come compagno
il silenzio in cui trova riparo
il respiro di ogni creatura.
Di scritti e di parole
io non conosco l’ombra,
perché mia madre non m’ha insegnato altro
che interpretare l’incresparsi della sabbia
dove scompaiono la tracce di ogni vita.
Un tetto io non ce l’ho
per poterlo rimpiangere.
La tenda della realtà
si trova oltre il bivacco delle stelle
che corrono verso altre vie lattee.
Il giorno in cui tremerà la terra
chi si trova abbandonato al suolo
si rialzerà.
Quando il mio corpo cadrà sfinito
seppellitelo laggiù, sotto la duna,
il midollo farà da humus.
La mia anima partirà gridando come un cammello
verso gli oceani
di cui nessuno custodisce gli accessi.

Mahmoudan Hawad, scrittore e pittore tuareg