Gorge: Lo sai? Una volta questo era proprio un gran bel paese... e non riesco a capire quello che gli è successo.
Billy: Beh, è che tutti hanno paura, ecco cos'è successo. Noi non possiamo neanche andare in uno di quegli alberghetti da due soldi, voglio dire propri di quelli da due soldi, capisci?Credono che si vada a scannarli o qualcosa, hanno paura.
George: Si ma non hanno paura di voi, hanno paura di quello che voi rappresentate.
Billy: Ma quando, per loro noi siamo solo della gente che ha bisogno di tagliarsi i capelli.
George: Ah no, quello che voi rappresentate per loro è la libertà.
Billy: Che c'è di male nella libertà? La libertà è tutto.
George: Ah si, è vero, la libertà è tutto, d'accordo, ma... parlare di libertà ed essere liberi sono due cose diverse. Voglio dire che è difficile essere liberi quando ti comprano e ti vendono al mercato... e bada non dire mai a nessuno che non è libero, perché allora quello si darà un gran daffare a uccidere, a massacrare per dimostrarti che lo è. Ah certo, ti parlano e ti parlano e ti riparlano di questa famosa libertà individuale, ma quando vedono un individuo veramente libero, allora hanno paura.
Tra vent'anni sarai più infastidito dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. Perciò molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento gonfi le tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.
Stefano, Antonella e la figlia Daniela non ne potevano più della vita in città Così hanno mollato tutto: “Non è tanto difficile: bastano mille euro al mese”
"Molti mi chiedono come ho fatto a mollare tutto. E io penso: e voi come fate ad andare a lavorare ogni giorno? Dove la trovate la forza?". Stefano Sola, bolognese di 52 anni, lo ha fatto per davvero. Sei mesi fa ha venduto l’automobile e la casa, a Calderino, per trasferirsi a vivere in una barca a vela da dodici metri e mezzo insieme alla moglie Antonella e la figlia minore Daniela. Lui rappresentante con la passione per la fotografia, lei maestra con la passione della scrittura, stanno insieme da una vita. Stefano si è licenziato, Antonella ha preso un anno di aspettativa dalla scuola e poi si vedrà. Dal giorno in cui sono partiti, a luglio, hanno aperto il blogcautha16.wordpress.com in cui raccontano il loro viaggio. L’hanno chiamato come la loro barca, Cautha, al tempo stesso un invito alla cautela nella navigazione e un omaggio alle origini etrusche di Bologna: "E’ il nome di un’antica divinità, la dea del sole che nasce dalle acque dell’oceano ed è propiziatoria degli inizi, delle partenze". Stefano assicura che chiunque può seguirli, basta volerlo. "Per stare tranquilli abbiamo calcolato un budget di mille euro al mese, e non è che viviamo come eremiti".
Tutto grazie a un benzinaio. Sulla barca Stefano ha installato dei pannelli fotovoltaici e una pala eolica. "Una volta azzerate le spese fisse, automobile, riscaldamento, elettricità, il costo della vita crolla drasticamente". E poi: "Quando avremo finito i soldi cercheremo dei lavoretti. Io penso che una persona collegata con il mondo possa trovare lavoro ovunque vada". Tutto è cominciato grazie al loro benzinaio di fiducia: "Una mattina mi disse che stava pensando di mollare tutto e andare in Sudamerica — racconta Stefano —. Solo che lo fece in maniera molto pratica: mi spiegò nel dettaglio come pensava di vendere la casa, i mobili, l’automobile. Per la prima volta cambiare vita mi è parsa una possibilità concreta".
"Se ce l'ha fatta mia figlia...". Talmente concreta che hanno deciso di realizzarla: hanno comprato la prima barca cinque anni fa, vendendo il camper, e a luglio hanno salpato l’ancora da Marina di Ravenna. "Da quando avevo sedici anni ho sempre fatto uno o due lavori — spiega Stefano —, ero arrivato a un punto in cui il rodimento di fegato era maggiore del godimento". Poi c’era l’esempio della figlia maggiore, Silvia, 23enne, che da quando ha finito il liceo gira per il mondo. "Ho pensato: se ce la fa una ragazzina che si perde in piazza Maggiore, non ce la posso fare io?". Silvia in piazza Maggiore si perse per davvero, ma "quando fa le cose in grande se la cava benissimo"; ora ha scritto un libro e un ebook, ed è appena ripartita per l’Olanda. Mamma e papà sono partiti insieme alla più piccola, Daniela, che quest’anno fa la maturità. "Saremmo dovuti partire tra un anno — continua Stefano — ma Daniela ha insistito per venire con noi, e allora abbiamo anticipato. Le ha fatto molto bene". La sua nuova classe, a Trapani, ha organizzato una festa in onore della nuova compagna galleggiante e sono venuti a trovarla sulla barca. "Ora a scuola va benissimo, è meno stressata, e non è che il programma sia più facile che a Bologna".
Un tramonto al giorno dal porto di Trapani. È la loro qualità di vita ad essere migliorata. "Prima eravamo legati a tante cose superflue. Mollare tutto è più facile di quanto si creda, basta cogliere le occasioni giuste". Dalla barca hanno cambiato prospettiva: "Qui viviamo con ritmi completamente diversi, l’impatto con la natura è piuttosto violento, molto appagante. Non è che ti vengono quelle finte voglie, come il cellulare, i vestiti...". Piuttosto, hanno rivalutato l’importanza dei tramonti, uno al giorno: "Il sole nel porto di Trapani cala all’incrocio tra il mar Mediterraneo e il mar Tirreno". I ricordi li hanno infilati in tasca insieme al passaporto, viaggiano leggeri. "Si parte dal non sapere quale maglione lasciare a casa e si finisce per non portarne neppure uno, tanto farà caldo — scrive Antonella nel blog —. Per i ricordi è un po’ più dura, ma ce n’è sempre uno che può stare in tasca". La prossima meta non l’hanno ancora stabilita, partiranno dopo la maturità di Daniela. Forse la Spagna, o la Turchia, o l’America, "ci vogliono una ventina di giorni dalla Spagna». O magari la Tunisia. «Abbiamo l’invito di un capitano a Monastir...". Oppure chissà. Tanto, più della meta «è importante il viaggio».
Dai funghi psichedelici alle sostanze più moderne, da sempre l'uomo ha fatto uso di droghe. Quali sono state le ragioni che ci hanno spinto a farne uso nonostante i rischi che comportano siano abbastanza noti?
Che cosa si nasconde dietro alla ossessiva, incessante e terrificante guerra alla droga? La realtà che si nasconde sotto la proibizione di questa pianta è qualcosa di assolutamente impressionante e sconvolgente, con una portata storica che condiziona in modo determinante la vita quotidiana di tutti noi. Compreso coloro che non hanno mai nemmeno visto uno spinello da vicino. Conosciuta fin dall'antichità come pianta miracolosa, come sorella dell'uomo, come dono divino, la pianta di cannabis ha sempre rappresentato per l'uomo una preziosa fonte per la produzione di tessuti, di carta, di cibo e di materiale combustibile, oltre a fornire una vastissima gamma di rimedi medicinali. Ma da un giorno all'altro questa pianta miracolosa è diventata il frutto proibito, la radice di ogni male, la fonte di peccato, perversione e immoralità che poteva facilmente portare alla follia. Che cosa c'era dietro a questa improvvisa demonizzazione della marijuana? Chi era Harry Anslinger, l'uomo che fece proibire la marijuana in tutto il mondo, e chi lo finanziava nell'oscurità? Come è cambiata la nostra storia, da quando la cannabis è stata proibita? E' vero che la marijuana porta all'uso di droghe più pesanti, come eroina o cocaina? Che cosa hanno rivelato, le decine e decine di ricerche governative sull'uso della cannabis? Se la marijuana è proibita, perchè certe case farmaceutiche possono produrla nei loro capannoni segreti, lontano dagli occhi di tutti? A chi giova davvero questa ossessiva, incessante e terrificante guerra alla marijuana? E che cosa sta perdendo l'umanità, nel mantenere questa proibizione? LISTA CAPITOLI: 1 – INTRODUZIONE La rivoluzione della California Coltivazione casalinga La guerra dei federali 2 - IL PUBBLICO DIBATTITO Legalizzare, decriminalizzare o continuare a vietare? 3 - LA CANNABIS INDUSTRIALE L’uso della cannabis nella storia. Cibo, tessuti, combustibile, medicine 4 - IL PROIBIZIONISMO La rivoluzione industriale La demonizzazione mediatica La vittoria dell’industria petrolchimica La proibizione globale 5 - DAGLI ANNI ’60 AD OGGI Da simbolo degli hippie a droga dei borghesi Le prime ricerche scientifiche Nixon e la DEA Terrore e repressione La sorpresa di Bill Clinton Europa e decriminalizzazione 6 - LA CANNABIS MEDICA Uso medico della cannabis nella storia 7 - GLI ENDOCANNABINOIDI La scoperta rivoluzionaria 8 - I CANNABINOIDI I più potenti alleati dell’uomo La sclerosi multipla 9 - MARIJUANA E CANCRO Rick Simpson, il pioniere dell’olio contro il cancro Le conferme scientifiche 10 - L’INDUSTRIA FARMACEUTICA Il caso del Rimonabant, la “pillola per dimagrire” Le coltivazioni segrete delle case farmaceutiche Alla ricerca del “Sacro Graal” L’ignoranza intenzionale La vera storia della Marijuana, di Massimo Mazzucco
Su, su, svelti, veloci, piano, con calma, non vi affrettate.
Non scrivete subito poesie d’amore che sono le più difficili, aspettate almeno un’ottantina di anni.
Scrivete su un altro argomento, che ne so… sul mare, vento, un termosifone, un tram in ritardo.
Non esiste una cosa più poetica di un’altra. La poesia non è fuori, è dentro.
Cos’è la poesia? Non chiedermelo più, guardati allo specchio, la poesia sei tu. Vestitele bene le poesie.
Cercate bene le parole, dovete sceglierle.
A volte ci vogliono otto mesi per trovare una parola.
Scegliete, perchè la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere, da Adamo ed Eva. Lo sapete quanto c’ha messo Eva prima di scegliere la foglia di fico giusta? Ha sfogliato tutti i fichi del paradiso terrestre.
Innamoratevi.
Se non vi innamorate è tutto morto.
Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si muove tutto.
Dilapidate la gioia, sperperate l’allegria.
Siate tristi e taciturni con l’esuberanza.
Fate soffiare in faccia alla gente la felicità.
Per trasmettere la felicità, bisogna essere felici e per trasmettere il dolore bisogna essere felici.
Siate felici.
Dovete patire, stare male, soffrire.
Non abbiate paura a soffrire. Tutto il mondo soffre.
E se non vi riesce, non avete i mezzi, non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto.
E non cercate la novità. La novità è la cosa più vecchia che ci sia.
E se il verso non vi viene da questa posizione, da questa, da così, buttatevi in terra, mettetevi così.
E’ da distesi che si vede il cielo. Guarda che bellezza, perchè non mi ci sono messo prima?!
Cosa guardate? I poeti non guardano, vedono.
Fatevi obbedire dalle parole.
Se la parola è “muro” e “muro” non vi dà retta, non usatela più per otto anni, così impara!
Questa è la bellezza come quei versi là che voglio che rimangano scritti lì per sempre..