05/12/17

☼ Viaggiare ✫☾❧ Raimon Panikkar



Ogni cultura è un mondo, ogni cultura è un universo e non solo un modo di vedere e vivere la realtà: è un'altra realtà. E questa realtà io non la vedo. E' l'altro che me la fa vedere, che me la rivela quando ascolto. E io lo amo solo quando lo conosco. Tutto è connesso. 


Raimon Panikkar

Viaggiare allunga la vita: ecco perché


Se siete in dubbio se partire o meno, se farvi o meno quel viaggio, se siete in dubbio perché volevate risparmiare o ‘ora non so se è il momento giusto’, rompete ogni indugio e andate! La vostra salute vi ringrazierà e vivrete più a lungo. No, non è tanto per dire e non è nemmeno una bufala da web, ma è il risultato di diverse indagine scientifiche e psicologiche che sono giunte tutte alla medesima conclusione: viaggiare allunga la vita. Ecco le conclusioni di diversi studi pubblicati su siviaggia.it

Le sette ragioni per cui viaggiare fa bene alla salute:

Riduce lo stress – I viaggi fanno aumentare la felicità, di conseguenza fanno diminuire la depressione e l’ansia. La sensazione positiva di un viaggio dura settimane dopo il rientro.  

Migliora le difese immunitarie – Quando stiamo bene si innalzano le nostre difese immunitarie. Inoltre durante i viaggi veniamo spesso a contatto con batteri e virus nuovi che non fanno altro che far lavorare e migliorare il nostro sistema immunitario.

Migliora la salute del cervello –  Chi viaggia ha una mente più libera e creativa. Stando a il Journal of Personality and Social Psychology chi viaggia all’estero è più aperto mentalmente ed emotivamente più stabili. Inoltre ci rende più curiosi e mentalmente molto attivi.

Riduce il rischio di malattie cardiovascolari – Se viaggiare fa diminuire lo stress consequenzialmente fa stare meglio e in salute il nostro cuore. Il Framingham Heart Study ha rivelato infatti che le persone che viaggiano ogni anno sono meno soggetti a un attacco di cuore o a sviluppare malattie cardiache.

Migliora lo stato di forma fisica generale – Viaggiando siamo costretti a muoverci di più. Sia per un giro in un museo o per una passeggiata sulla spiaggia. Inoltre la voglia di scoprire ci fa essere più attivi e non ci fa sentire la stanchezza.

Alcuni luoghi hanno specifici effetti curativi – Dall’aria buona di montagna ai centri termali ci sono posti in cui il nostro fisico ha la possibilità concreta di rigenerarsi.

Allunga la vita – Tutti questi aspetti portano alla conclusione che se siamo meno stressati, più felici, fisicamente in forma, mentalmente attivi avremo una vita più lunga e più soddisfacente.

Pubblicato il 7 dicembre 2015 da viagginews.com 


Camminare a piedi nudi per riconnettersi con la Madre Terra, tutti i benefici dell'earthing


Camminare senza scarpe salverà la nostra salute? Secondo un nuovo esercito di passeggiatori a piedi nudi, sostenuto da medici e scienziati con relativi studi, è proprio così. La scoperta è simile all’acqua calda, tanto semplice da rasentare il banale: chi non si sente bene dopo aver camminato sul bagnasciuga di una spiaggia o sull’erba fresca di rugiada? Il cosiddetto grounding, la pratica di radicamento a terra attraverso i piedi, è ben conosciuta nello yoga così come in altre discipline orientali quali il T'ai chi ch'uan e Qì Gōng. Ma recenti studi portati avanti da scienziati statunitensi come Gaetan Chevalier, James Oschman, Stephen Sinatra e Martin Zucker hanno portato questa piacevole sensazione a tutto un altro livello.

Il punto fondamentale è che lo scambio diretto tra la nostra pelle e gli elettroni che si accumulano sulla superficie terrestre serve a neutralizzare le molecole instabili nel nostro organismo, all’origine di molti danni fisici. Si tratta dei cosiddetti radicali liberi, il prodotto naturale ma tossico di alcuni processi metabolici del corpo umano. Un eccesso di queste molecole cariche positivamente è la causa di una serie di reazioni a cascata che provocano distruzione cellulare e invecchiamento. Non solo, possono indebolire il sistema immunitario e peggiorare ogni genere di infiammazione nel corpo.



Fino ad ora ci siamo difesi contro l’attacco dei radicali liberi soprattutto attraverso il cibo: mangiando verdure fresche e frutta di stagione in particolare. Ma la scienza dimostra oggi che esiste un altro sistema molto efficace e non dispendioso: basta infatti camminare per 30 minuti al giorno a piedi nudi per neutralizzare la carica positiva dei radicali liberi, tornare in sintonia con la componente energetica terrestre e in sostanza ricaricare il nostro sistema immunitario.


In alternativa ai “piedi nudi nel parco” è possibile anche dormire direttamente sul suolo, oppure connettersi a quest’ultimo attraverso materiali conduttori che si dipanano dal nostro letto fino al terreno più vicino o allo scarico a terra.

Uno studio pubblicato lo scorso febbraio 2013 dall’Università della California Irvine dimostra inoltre che praticare l’earthing, migliora la fluidità del sangue diminuendo così i rischi cardiovascolari come infarto e ictus. Anche altri effetti positivi sono stati osservati in laboratorio su persone equipaggiate di elettrodi e invitate a soggiornare o dormire su superfici di terriccio allestite appositamente. Nei soggetti in esame sono diminuiti disturbi del sonno, dolori muscolari e articolari di vario genere, artrite, diabete, asma e persino sintomi più gravi legati a insufficienza motoria e sclerosi multipla.


I benefici valgono anche per gli atleti professionisti, come assicura Jeffrey Spencer, ex olimpionico statunitense di ciclismo e attuale medico chiropratico della squadra nazionale di ciclisti d’oltreoceano che invita a tecniche di grounding quotidiano i suoi atleti, come altri clienti tra cui il team di ballo della cantante Celine Dion a Las Vegas.

È dalla seconda guerra mondiale che la gomma è comparsa sotto i nostri piedi isolandoci dalla crosta terrestre, spiegano gli autori del libro "Earthing a piedi nudi, curarsi con l’energia della terra". Prima di allora il contatto era assicurato dall’assenza di scarpe o da leggere protezioni in pellame, ancora in grado di condurre l’energia elettrica. Fino agli anni Cinquanta eravamo pertanto connessi con gli elettroni disponibili sulla superficie terrestre grazie a reazioni energetiche sotterranee e fulmini che scaricano la tensione sul suolo. Anche in età più antiche il riposo notturno era un tempo direttamente collegato al terreno: i primi letti rialzati in bronzo comparvero per la prima volta nell’Egitto dei Faraoni 3.000 anni fa, com’è riportato nel libro.

Per gli appassionati di earthing ogni strumento d’isolamento dalla crosta terrestre, e le scarpe in maniera particolare, sono una delle invenzioni più dannose dell’ultimo secolo. Insomma, forse è davvero una buona idea quella di fondare un club di passeggiatori a piedi nudi, il segreto è trovare il posto adatto in modo da evitare oggetti appuntiti, asfalto isolante, sporco eccessivo, batteri o escrementi di animali.

Camminare allena inoltre il sistema cardiocircolatorio, aiuta a perdere peso e, se portiamo l’attenzione al respiro in maniera costante, è una forma meditazione in movimento che ci permette di scaricare pensieri ed emozioni liberando la “memoria interna” del nostro cervello, proprio come quando svuotiamo il cestino del nostro computer. Aiuta a riconnetterci con la natura e rallentare il ritmo per rientrare in sintonia con quello terrestre quando ne abbiamo bisogno.

Già Ippocrate, il padre della medicina moderna vissuto 2.500 anni fa, aveva intuito i danni da disconnessione dalla natura. Diceva infatti “che nessuna malattia arriva all’improvviso, ma è sviluppata attraverso una serie di peccati quotidiani contro la natura. Quando ne accumuliamo un numero abbastanza grande la malattia appare”. Allo stesso modo, un adagio tradizionale dei nativi americana recita: “I Piedi sani possono ascoltare il vero cuore di Madre Terra”. L’obiettivo degli appassionati di earthing è riconnettere l’intera popolazione mondiale al pianeta. 

di Paola Richard 

Pubblicato il 6 giugno 2013

Fonte: huffingtonpost.it