25/02/21

Friedrich Nietzsche, Frammenti Postumi

Tutti parlano, tutto viene dilaniato dalle parole; e quanto oggi ancora sembra troppo duro per le zanne del tempo, domani, escoriato e scorticato, penderà da mille fauci.
Tutti parlano, tutto passa inascoltato; quand'anche uno annunci la propria saggezza con un concerto di campane, i bottegai ne copriranno il suono col tintinnio dei loro spiccioli.
Tutti parlano, nessuno che voglia ascoltare. Tutte le acque si precipitano scroscianti al mare, ma il ruscello sente solo il proprio scroscio.
Tutti parlano, nessuno che voglia capire. Tutto finisce in fumo, nulla che vada a finire in una sorgente profonda. [...]
Tutti parlano, nulla riesce bene, tutti a fare coccodè, ma nessuno che voglia deporre un uovo.
O fratelli miei! Perché non imparate da me il silenzio! E la solitudine!
Tutti parlano, nessuno che sappia dire. Tutti corrono, nessuno più che impari a camminare.
Tutti parlano, nessuno mi sente cantare: Oh, che riusciate a imparare il silenzio da me!

Friedrich Nietzsche, Frammenti Postumi


SOBERANA: il vaccino del popolo!

 

Cuba produce l’unico vaccino anticovid pubblico, ovvero finanziato, sviluppato e prodotto interamente dallo stato, diventando l’unica nazione autonoma da questo punto di vista in tutto il mondo.
Inoltre si prepara a distribuire entro sei mesi cento milioni di dosi ai paesi che non hanno le risorse per procurarselo, avviando la più colossale campagna di solidarietà internazionale della storia dell’umanità.
Bizzarro che proprio un “paese comunista”, con tutti i limiti e le contraddizioni da superare, sia lo stato più evoluto del mondo.
di Gino Strada

23/01/21

Dicono che noi rivoluzionari siamo romantici. Ernesto Guevara de la Serna

 


Dicono che noi rivoluzionari siamo romantici. Sì, è vero, ma lo siamo in modo diverso, siamo di quelli disposti a dare la vita per quello in cui crediamo.

Ernesto Guevara de la Serna

Ernesto Che Guevara: Discorso alle Nazioni Unite, 11 dicembre 1964 - Video

 



Signor Presidente, signori delegati. I rappresentanti di Cuba davanti quest'assemblea si compiacciono di compiere, come prima cosa, il piacevole dovere di salutare l'incorporazione di tre nuove nazioni all'importante numero di quelle che qui discutono i problemi del mondo. Salutiamo allora nella persona del loro presidente e primo ministro i popoli di Zambia, Malawi e Malta e desideriamo che questi paesi si incorporino dal primo momento al gruppo delle nazioni non allineate che lottano contro l'imperialismo il colonialismo e il neo colonialismo. In alcuni casi si tratta di una cecità provocata dall'odio delle classi dominanti dei paesi latinoamericani contro la nostra rivoluzione in altri ancora più tristi è il prodotto dei bagliori risplendenti di Mammon. Come sanno tutti dopo il tremendo shock chiamato crisi dei caraibi gli Stati Uniti contrattarono con l'Unione Sovietica determinati compromessi che culminarono con la ritirata di un certo tipo di arma che le continue aggressioni di quel paese, come l'attacco mercenario di playa Giron o le minacce di invadere la nostra patria, ci obbligarono a installare a Cuba come atto di legittima e irrinunciabile difesa. I nordamericani pretesero inoltre che le Nazioni Unite ispezionassero il nostro territorio cosa a cui ci siamo negati enfaticamente visto che Cuba non riconosce il diritto degli Stati Uniti né di nessuno al mondo a determinare che tipo di armi possa avere dentro le proprie frontiere; in questo senso solo accetteremmo accordi multilaterali con uguali obblighi per tutte le parti come ha detto Fidel Castro: finché il concetto di sovranità esista come prerogativa delle nazioni e dei popoli indipendenti e come diritto di tutti i popoli noi non accetteremo l'esclusione del nostro popolo da questo diritto, mentre il mondo viene guidato da questi principi, mentre il mondo decide che questi concetti abbiano valenza universale perché sono universalmente accettati e consacrati dai popoli, noi non accetteremo di essere privati di nessuno di questi diritti, noi non rinunceremo a nessuno di questi diritti. Il signor segretario generale delle nazioni unite U Thant ha capito le nostre ragioni, tuttavia gli Stati Uniti pretesero stabilire una nuova prerogativa arbitraria e illegale, quella di violare lo spazio aereo di qualsiasi paese piccolo. Cosi hanno sorvolato l'aria della nostra patria aerei U2 o altri tipi di apparati spia che senza impunità navigano nel nostro spazio aereo. Abbiamo dato tutti gli avvertimenti necessari affinché cessino le violazioni aeree cosi come le provocazioni che i marine yankee fanno contro i nostri posti di vigilanza nella zona di Guantanamo, i voli radenti di aerei su navi nostre o di altre nazionalità in acque internazionali, gli attacchi pirati a barche di diverse bandiere e l'infiltrazione di spie sabotatori e armi nella nostra isola. Noi vogliamo costruire il socialismo. Ci siamo dichiarati sostenitori di quelli che lottano per la pace, ci siamo dichiarati dentro il gruppo dei paesi non allineati nonostante siamo marxisti-leninisti, perché i non allineati come noi lottano contro l'imperialismo. Vogliamo pace. Questa disposizione nuova di un Continente d'America è plasmata e riassunta nel grido che giorno dopo giorno le nostre masse proclamano come espressione incontestabile della propria decisione di lotta paralizzando la mano armata dell'invasore. Proclama che conta con la comprensione e l'appoggio di tutti i popoli del mondo e specialmente del campo socialista capeggiato dall'Unione Sovietica. Questo proclama è Patria o Morte.

Ernesto Che Guevara: Discorso alle Nazioni Unite, 11 dicembre 1964

02/01/21

Sigmund Freud, Psicologia delle masse e analisi dell'Io

 


La massa è un gregge docile che non può vivere senza un padrone. È talmente assetata di obbedienza da sottomettersi istintivamente a chiunque se ne proclami padrone. La massa è impulsiva, mutevole e irritabile. È governata quasi per intero dall'inconscio. A seconda delle circostanze gli impulsi cui la massa obbedisce possono essere nobili o crudeli, eroici o pusillanimi; essi sono però comunque imperiosi al punto da non lasciar sussistere l'interesse personale, neanche quello dell'autoconservazione.

Sigmund Freud, Psicologia delle masse e analisi dell'Io

29/12/20

Robert Kennedy e il suo discorso sul Pil- Video

 



Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.

Robert Kennedy – Università del Kansas – 1968

Robert Kennedy venne ucciso tre mesi dopo questo discorso, e prima di essere eletto Presidente degli Stati Uniti.

14/12/20

L’Onu ha riconosciuto le proprietà terapeutiche della cannabis. Cosa accade ora?

 


Dopo 60 anni la cannabis esce dalla tabella Onu degli stupefacenti.

Va in fumo l’ultimo pregiudizio sulla sostanza più discussa di sempre. Sono state riconosciute le proprietà mediche della cannabis che ora non fa più parte delle sostanze ritenute pericolose. La Commissione delle Nazioni Unite sugli Stupefacenti si è riunita per votare una serie di misure proposte dall'Organizzazione mondiale della sanità sulla riforma internazionale della cannabis. In particolare è stata decisa la declassificazione della sostanza dalla tabella nella quale si trovano sostanze come eroina e cocaina riconoscendone il valore terapeutico. L'Unione europea ha votato compatta.

Cosa è accaduto.

Era da 59 anni che non venivano prese decisioni di questa portata sulla tossicità delle sostanze. Sono state cambiate le quattro tabelle che dal 1961 classificano piante e derivati psicoattivi a seconda della loro pericolosità. Secondo gran parte della comunità scientifica la cannabis a scopo terapeutico ha molteplici benefici sul sistema nervoso e viene oggi usata per il trattamento di diverse malattie, come il Parkinson, la sclerosi, l'epilessia, il dolore cronico e i tumori. Ricordiamo che da una decina di anni nel nostro Paese è consentito il ricorso alla cannabis terapeutica se in possesso di regolare prescrizione medica. La decisione sicuramente spingerà .Secondo il report Estimated World Requirements of Narcotic Drugs 2020 dell'International Narcotics Control Board, l'Italia avrrebbe un fabbisogno di 1.950 kg all'anno di cannabis medica. Solo una piccola parte di questo fabbisogno è soddisfatto da produzione nazionale, il resto viene importato principalmente dall’Olanda.

Cosa accadrà.

La notizia era nell’aria. Già ieri il Marijuana Index, l’indice che raccoglie le società Usa attive in questo business era in deciso rialzo. Tuttavia, ad oggi, nella maggior parte del mondo, possedere e consumare marijuana è illegale. Le legislazioni, però, sono diverse da Paese a Paese. In generale, i Paesi asiatici e quelli europei sono i meno tolleranti. Il primo Paese al mondo ad aver legalizzato la cannabis è stato l'Uruguay dal dicembre del 2013. Negli Stati Uniti, invece, Colorado e California hanno scelto con modalità diverse la strada della legalizzazione. In Europa la marijuana è illegale (con depenalizzazioni variabili sul possesso) in Germania, Francia, Italia, Regno Unito, Irlanda, Grecia e Finlandia. La pena su possesso, vendita, trasporto e coltivazione è stata revocata solo in Olanda. In Spagna, invece, è possibile coltivare o consumare cannabis, ma solo nelle mura domestiche. Insomma, difficilmente il voto all’Onu non avrà un impatto immediato. I Governi possono decidere come classificare la cannabis e quindi nel breve al massimo assisteremo alla ripresa di un dibattito che dura da decenni. La decisione tuttavia è positiva perché riconosce finalmente gli effetti positivi della sostanza sui pazienti e a incentivare la ricerca medica.

3 dicembre 2020

di L.Tre.

fonte: ilsole24ore