mercoledì 3 febbraio 2016

Enzo Soresi: le emozioni sono alla base del nostro benessere


Intervista con il professore autore de 'Il cervello anarchico': con la nascita si è influenzati da condizionamenti che portano a essere quello che ognuno è 


Illustre pneumologo, anatomopatologo, oncologo, studioso di neuroscienze, ricercatore scientifico, il prof. Enzo Soresi è autore di diversi libri di successo tra cui "Il cervello anarchico", in cui descrive quanto il cervello umano abbia il potere di attivare o disattivare i meccanismi che generano le malattie o le guarigioni, definite più semplicemente come malattie psicosomatiche. Nel libro viene anche descritto come un atteggiamento positivo nei confronti della malattia sia in grado di aiutare il corpo a guarire anche dove la scienza non sa darsi una spiegazione. A parlare della sua tesi il Prof. Enzo Soresi.

Vuol parlare delle ultime novità in campo biologico riguardanti le neuroscienze?

Il cervello si costruisce nella fase gravidica e la sua costruzione è totalmente interattiva con l'ambiente materno e con l'ambiente esterno alla madre. Alla nascita tutti gli organi si sono definiti ad esclusione del cervello che si costruisce invece in progress, cioè mentre si è al mondo, è per questo motivo che i primi anni di vita sono fondamentali nel costruire le fondamenta del cervello, perché il programma genetico è interattivo con l'ambiente che accoglie il bambino.

Lei ha scritto un libro dal titolo "Il cervello anarchico" tradotto anche in lingua inglese, vuol spiegare il perché a questo titolo?

Perché quando noi veniamo al mondo, se veramente il cervello rimanesse coerente con l'organismo senza interferenza dagli eventi negativi, quindi rimanesse anarchico all'ambiente, sarebbe perfetto biologicamente, e questo porterebbe ad avere quel psicostato di perfezione biologica.

Invece cosa succede?

Con la nascita si è influenzati da tutta una serie di condizionamenti che portano nel bene e nel male a essere quello che ognuno è, con le sue caratteristiche.

Quindi lo scompenso psicosomatico può determinare anche le malattie?

Le emozioni hanno una valenza funzionale rispetto alla malattia e alla salute.

A suo parere cos'è il corpo?

Tutto il corpo è un'entità olistica e tutto parla con tutto, tanto è vero che nel mio libro c'è questa frase di Antifonte in cui si dice che è la mente che dirige il corpo verso la salute, la malattia, come tutto il resto.

Quindi nel suo libro lei dimostra che quello che Antifonte disse in realtà è vero e dimostrabile?

Sì perché ci sono tutti i presupposti biologici per dimostrare che tutto parla con tutto nell'organismo. Il libro è un voler dimostrare cosa è la PNEI, cioè la psiconeuroendocrinoimmunologia.

Vuol spiegare da cosa è costruita la PNEI?

È costruita dal sistema neuroendocrino, cioè è un sistema ubiquitario presente ovunque nell'organismo. Si tratta di cellule che hanno un potenziale di produzione ormonale o di neurotrasmettitori, cioè sostanze che parlano con le membrane cellulari attraverso questi recettori.

Vuol fare un esempio che chiarisca meglio di cosa si tratta?

Un esempio può essere fatto con le endorfine e i recettori degli oppiacei. Questi due sistemi si parlano perché le endorfine sono delle proteine che se ben prodotte dai neuroni vanno a parlare con i recettori di membrana. Si è allegri se il sistema funziona bene, se funziona male si è depressi, se funziona troppo si potrebbe avere un soggetto ipereccitato.

Il libro di cosa tratta?

Il libro sviluppa il tema della PNEI cioè del rapporto fra sistema immunitario, sistema neuroendocrino e strutture emozionali del cervello, cioè strutture limbiche e della comunicazione che avviene fra questi tre sistemi attraverso i neurotrasmettitori. Racconta su queste basi alcuni casi clinici ed affronta il tema dell'effetto placebo e dell'effetto nocebo.

Vuol fare un esempio sull'effetto placebo?

Se a cento persone affette da mal di testa, diamo alla metà una compressa antidolorifica e all'altra metà una pillola di zucchero, a chi ha preso l'analgesico il mal di testa scomparirà al 70% mentre a chi avremo dato la pillola di zucchero al 40%. A conferma che l'aspettativa di un evento terapeutico può essere sufficiente ad innescare una risposta biologica di auto guarigione in una certa quantità di pazienti.

Questo spiega l'importanza della mente nei processi di guarigione?

Poiché il nostro organismo è un'entità olistica l'importanza dell'assetto psichico e del buon controllo delle emozioni è assoluta per il nostro benessere o malessere anche se di fronte ad una malattia è bene seguire la strada della medicina basata sulla evidenza, cioè la medicina scientifica che, come dice il prof. Edoardo Boncinelli va considerata una scienza in progress.

Che cosa suggerisce dal punto di vista preventivo per evitare di ammalarci?

Il controllo delle emozioni è alla base del nostro benessere e in particolare il controllo dello stress causa di tanti danni. Da qualche anno suggerisco ad alcuni miei pazienti di imparare la tecnica della mindfullness o meditazione consapevole che ci mette in condizioni di ridurre i danni da stress. Un altro ottimo presidio per difenderci dalle malattie, è sviluppare un fitness moderato che consiste in trenta minuti di camminata veloce, circa 5 km all'ora almeno quattro volte alla settimana e naturalmente seguire una dieta il più vicino possibile alla dieta mediterranea con l'accorgimento di stare lontano dagli zuccheri e dai cibi raffinati.
Si evince quindi che il cervello è in grado di attivare tutti quei meccanismi che generano in un soggetto la malattia o guarigione. Ciò che viene affermato dal prof. Enzo Soresi, viene dimostrato dai casi in cui la stessa scienza delle volte non è in grado di darsi una spiegazione.

di Desiré Sara Serventi 

fonte: globalist.it

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