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mercoledì 27 aprile 2016

Hermann Hesse, Storie di vagabondaggio - Voglia di viaggiare


Ah, la vera voglia di viaggiare non è altro che quella voglia pericolosa di pensare senza timori di sorta, di affrontare di petto il mondo e di voler avere delle risposte da tutte le cose, gli uomini, gli avvenimenti. Una voglia che non può essere placata con progetti e dai libri, che esige sempre di più e costa sempre di più, in cui bisogna mettere il cuore e il sangue. 
Davanti alla mia finestra il dolce, tiepido vento d'occidente fruga nel lago nero, senza nessuno scopo, infuriando nella sua passione e consumandosi, selvaggio, insaziabile. 
Così selvaggia e insaziabile è la vera voglia di viaggiare , lo stimolo di conoscere e di sperimentare cose nuove, che nessuna conoscenza e nessuna esperienza riescono a saziare. Uno stimolo che è più forte di noi e di tutte le catene, che vuole sempre più sacrifici da chi ne è dominato. 
Non ci sono forse uomini che vanno a caccia di denaro, e del favore delle donne e di principi in maniera selvaggia e oltre ogni limite, fino alla rovina? Ecco così andiamo a caccia noi, noi patiti di viaggi, di ciò che si può prendere dalla madre terra, con il desiderio di essere un tutt'uno con lei, possederla e abbandonarsi a lei, in una misura che non si può ottenere, ma solo sognare, desiderare, agognare. 
E forse questa nostra caccia, questa passione non è niente di diverso e di migliore di quella del giocatore, dello speculatore, del dongiovanni, dell'arrivista. 
Ma a questo punto della vita la nostra passione mi sembra migliore e più degna di tante altre. 
Quando la terra ci chiama, quando a noi vagabondi giunge il richiamo del ritorno e per noi irrequieti si delinea il luogo del riposo, allora alla fine non sarà un congedo, una timida resa, ma piuttosto un assaporare, grati e assetati, la più profonda delle esperienze. Siamo curiosi di conoscere il Sudamerica, le insenature inesplorate dei mari del sud, i poli della terra, il segreto dei venti, delle correnti, dei lampi, delle valanghe - ma ancor più infinitamente curiosi siamo di conoscere la morte, l'ultima e più ardita esperienza di questo nostro essere sulla terra. Poiché crediamo di sapere che di tutte le cognizioni ed esperienze, possono essere ben meritate e soddisfacenti solo quelle a cui dedichiamo di buon grado la nostra vita.