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lunedì 20 aprile 2015

Emigrazione italiana: quando gli stranieri eravamo noi (Video)




Il video seleziona alcune sequenze, ritenute significative, di vari documentari sull'emigrazione italiana che descrivono una realtà molto simile a quella vissuta oggi dagli stranieri in Italia. 

Italiani clandestini, partiti su barconi di fortuna tra le malattie e senza alcuna igiene, analfabeti, poveri, considerati "negri bianchi" dagli americani, perseguitati dal Ku Klux Klan, descritti come "sudici nella persona e provenienti dalle più infime classi d'Europa", tra loro molti delinquenti, alcuni mafiosi, arrivano e si muovono a ondate, vivono in appartamenti luridi con 4 persone e due letti in una stanza, fanno 8-10-12 figli, considerati al gradino più basso della scala evolutiva e con una intelligenza nettamente inferiore ai Nord-Occidentali.

Il video vuole solamente fornire uno spunto per chiunque voglia approfondire il fenomeno dell'emigrazione italiana partendo dai filmati e dai documentari disponibili.

Nessun italiano deve sentirsi offeso dalle descrizioni contenute nei video ma tutti dovrebbero prendere coscienza delle nostre origini ed esserne orgogliosi: quegli italiani hanno reso grandi i Paesi che li hanno ospitati e hanno reso grande l'Italia. 

La conoscenza delle nostre origini dovrebbe anche aiutarci a comprendere il dramma delle nuove generazioni di migranti che oggi raggiungono le nostre coste, e, come gli italiani di allora, arrivano a cercare una vita migliore per sé e per i propri figli.

Siamo arrivati negli USA poveri, analfabeti, alcuni portando malattie, alcuni portando la piccola criminalità, altri portando la Mafia. Non ci hanno cacciato. Ci hanno trattato duramente ma ci hanno permesso di integrarci nella loro società facendoci diventare cittadini statunitensi, canadesi, argentini, australiani, ecc..
Non rinneghiamo le nostre origini, non perdiamo l'umiltà e non dimentichiamo la solidarietà che ci è mancata.



ALCUNI BRANI SULL'EMIGRAZIONE ITALIANA: QUANDO GLI STRANIERI ERAVAMO NOI

"Gli immigrati italiani vengono chiamati con termini dispregiativi come Dago e Wop, l'abbreviazione di WithOut Papers, cioè senza documenti." 

"Il documento (del Sindaco) descrive gli italiani come sudici nella persona e provenienti dalle più infime classi d'Europa."

"Si fa in tempo a vivere e a morire tra le epidemie di morbillo e di febbri virali. Nella stiva non ci sono cabine e neppure servizi igienici. Viaggiano stipati come bestie. La puzza sottocoperta è insopportabile. Sul ponte almeno si respira. Sul ponte si stendono i panni del bucato, si macellano gli animali per avere carne da mangiare, sul ponte si assiste in silenzio ai funerali in mare quando bisogna far scivolare tra le onde i corpi dei più sfortunati."

"Lo statuto del Ku Klux Klan propone l'eliminazione dei negri, degli immigrati cattolici, cioè degli italiani innanzitutto, e degli ebrei. Nella graduatoria del razzismo gli italiani sono secondi solo agli afroamericani per numero di linciaggi subiti. [...] Li chiamano negri bianchi."

"Una serie di linciaggi contro italiani avvengono in Louisiana e in altri Stati. Contro comuni lavoratori, non certo contro briganti, anche se a volte per un emigrato non c'è scelta tra la miseria più nera e la malavita."

"Negli anni dal 1850 al 1914 più di 40 milioni di italiani emigrano verso gli Stati Uniti, il Sud America e l'Australia. Il viaggio sulle carrette del mare è molto disagevole: in alcuni viaggi muoiono oltre il 20% dei passeggeri sistemati in coperta, e quindi esposti al freddo e alla pioggia, o nelle stive prive d'aria e di servizi igienici." 

"La Mafia minacciava New Orleans e il linciaggio doveva dimostrare agli italiani di tutto il Paese che una tale minaccia era presa sul serio e che non si sarebbe mai permesso alla Mafia di mettere le radici e svilupparsi come aveva fatto in Italia."

"Le condizioni di vita erano pessime per tutti. Gli appartamenti erano come vagoni ferroviari, 3 o 4 piccole stanze, 4 persone per stanza, 4 bambini perché tutte le famiglie avevano 8-10-12 figli. [...] C'entravano 2 letti con 2 fratelli in ciascun letto. Erano tempi difficili." 

"I primi risparmi che gli emigrati mandano a casa sono valuta pregiata. Più dollari arrivano, più emigranti partono."

"Speculatori e delinquenti organizzano viaggi clandestini, e quando vengono scoperti, senza alcuna pietà, si sbarazzano subito degli esseri umani che hanno a bordo, scaricandoli nelle acque dell'oceano."

"Lazzaroni sono gli armatori e i trafficanti. Senza scrupoli succhiano tutti i risparmi a gente che viaggia verso l'ignoto. Una volta a bordo i passeggeri non hanno più nessuna difesa."



giovedì 16 aprile 2015

L'artista che crea case per i senzatetto

Con semplici materiali di scarto, Greg Kloehn realizza abitazioni che dona a chi vive ai margini della società


Greg Kloehn è un artista californiano. Il modo in cui il suo talento si esprime non costituisce però un esempio classico di manifestazione artistica, quale potrebbe essere il modellare sculture o realizzare dipinti.
Greg infatti costruisce case a partire da materiali di scarto come cassonetti, pezzi di compensato o di laminato, lavorandoli in modo tale da creare abitazioni con dimensioni di poco superiori a quelle di una macchina.
La sua capacità di produrre ambienti non solo funzionali ma anche esteticamente gradevoli si è spinta a tal punto da creare quella che i critici considerano la sua opera migliore: una casa in miniatura rifinita nei minimi dettagli.
La riproduzione dell'abitazione è fedele a una tipica casa in stile vittoriano, comune soprattutto nella baia di San Francisco, completa di torretta, finestre a golfo e di colonnine che adornano la porta d’ingresso. Il tutto in soli due metri di lunghezza per sei di altezza.
In molti considererebbero uno spazio così ridotto invivibile, ma per alcune persone l’opera di Kloehn rappresenta molto più di una semplice opera d’arte. È il luogo in cui, grazie alla generosità di questo artista, chi non ha dimora può finalmente sentirsi a casa.
Dopo aver presentato le sue costruzioni alla mostra Refuge in Refuse presso il centro culturale Somarts di San Francisco, Kloehn ha donato la sua mini-casa vittoriana a una coppia di giovani statunitensi.
Dee e Brian hanno entrambi meno di trent’anni e sono residenti nella città di Oakland, in California. Prima che l’artista offrisse loro un posto dove vivere, stavano affrontando la prospettiva di una gravidanza senza un tetto sopra la testa.
Quando alla ragazza è stata persino diagnosticata la leucemia - in seguito a problemi nella coagulazione del sangue emersi durante il parto - Brian ha deciso di trasferire la famiglia altrove, nella speranza di trovare per sé e per la propria compagna una casa adeguata.
Dovendo però lasciare la casa che era precedentemente stata donata loro, la coppia ha scelto di cederla a un clochard che, insieme a circa altri 130mila senzatetto, vagava tra le strade di San Francisco e che ora, grazie al loro gesto, ha l’opportunità di vivere la sua fetta di normalità.
“Tutto accade per un motivo, e noi non avremmo potuto incontrare Greg in un momento di maggiore difficoltà”, ha commentato Dee commossa.
L'artista Greg Kloehn ha iniziato a cimentarsi nella progettazione delle case in miniatura nel 2009 quando, traendo ispirazione dall’idea stessa di sopravvivenza legata alla vita di un senzatetto, ha cominciato a chiedersi come progettare strutture in grado di adattarsi a un’esistenza così precaria.
“Non ho potuto fare a meno di rimanere colpito dallo stile di vita dei senzatetto: in che modo vengono trattati, come fanno ad andare avanti e quali sono i luoghi che considerano casa”, ha spiegato ad Al Jazeera America.
Oltre a Dee e Brian, sono state molte altre le famiglie a ricevere in dono una “casa Kloehn”: tra questi c’è Sheila Williams, nativa americana di 54 anni, di cui 35 vissuti senza una fissa dimora.
Sapendo dell’impegno dell’artista a favore dei senzatetto, gli chiese aiuto per trovare un rifugio qualunque, anche una tenda, per lei e suo marito Oscar. Il giorno seguente, Greg si ripresentò con qualcosa di più di una sistemazione provvisoria, consegnando ai coniugi Williams le chiavi di un’abitazione in miniatura insieme a una bottiglia di champagne.
Da allora a Wood Street, una strada a ridosso della freeway di San Francisco, in un ambiente apparentemente desolante dove il tempo viene scandito dallo sfrecciare dei fuoristrada, Sheila e Oscar hanno trovato un luogo che possono chiamare casa.
Dopo quasi dieci anni, Sheila è considerata un punto di riferimento per tutti gli abitanti della zona, anch'essi in possesso di una casa progettata dall’artista californiano: è lei a tenere sotto controllo le condizioni igieniche dell'area e si preoccupa di mantenere buoni i rapporti con la polizia locale.
Secondo il rapporto 2014 dello US Department of Housing and Urban Development, sarebbero quasi 580mila i senzatetto presenti negli Stati Uniti, di cui solo il 20 per cento residente in California, la più alta percentuale a livello nazionale.
A fronte del numero dei gruppi di persone senza dimora, le opere di Greg Kloehn possono essere considerate un piccolo miracolo, che ha convertito una forma di espressione artistica in un vero e proprio esperimento di solidarietà sociale, offrendo una speranza concreta a chi ha sempre vissuto ai margini della società.


di Jessica Cimino