Language Translate

mercoledì 17 dicembre 2014

Tiziano Terzani, Anam il Senzanome





Questo è un concetto che la cultura occidentale ha dimenticato: tutto è uno! L'idea della dicotomia è profondamente sbagliata e niente meglio di un grande simbolo cinese, la ruota dello yin e dello yang, rappresenta la vita: l'universo è l'armonia degli opposti, perché non c'è acqua senza fuoco, non c'è femminile senza maschile, non c'è notte senza giorno, non c'è sole senza luna... non c'è bene senza male! E questo simbolo è perfetto perché il bianco e il nero si abbracciano e all'interno del nero c'è un punto del bianco e all'interno del bianco c'è un punto del nero.
Pensa ad una faccenda sulla quale non riflettiamo mai, noi che perseguiamo il piacere in ogni modo: non c'è piacere senza sofferenza e non c'è sofferenza senza piacere. Solo quando capisci questo godi del piacere e accetti la sofferenza! Noi non accettiamo che la nostra vita abbia in sé la sofferenza. Non l'accettiamo, non ci piace! E allora pasticche contro questo, iniezioni contro quell'altro, droga, gioie effimere... per nascondere la verità che è accanto al piacere: la sofferenza. [...] La cura è un'altra. Non è la cura, è la guarigione che cerco, e la guarigione è la ricostituzione dell'equilibrio.

Tiziano Terzani, Anam il senzanome

martedì 16 dicembre 2014

Ernest Hemingway sui gatti



Ai gatti riesce senza fatica ciò che resta negato all'uomo: attraversare la vita senza fare rumore.

Ernest Hemingway

Nomadi, I gatti randagi





I gatti più belli sono i gatti randagi. 
girano i quartieri di povera gente, 
amici sinceri di chi non ha niente, 
di chi tutto il giorno non fa che sognare 
di notte sui tetti. miagolando alla luna 
una carezza gli porta fortuna. 
Più felice via se ne andrà. 
più felice via se ne andrà. 

I gatti più belli sono i gatti randagi, 
questo, il bambino già l'ha capito, 
uno sguardo un sorriso, una carezza un invito 
e amici così si sarà. amici sinceri 
perché non si è niente. perché tutto il giorno 
non si fa che giocare, 
questa carezza gli porta fortuna 
più felice via se ne andrà. 

I gatti più belli sono i gatti randagi 
non hanno doveri, non hanno padroni. 
rubando a tutte quelle persone 
che sanno odiare ma non sanno amare. 
di notte sui tetti miagolando alla luna 
una carezza gli porta fortuna. 
Più felice via se ne andrà 
più felice via se ne andrà. 

Siamo un po' tutti dei gatti randagi 
ce ne andiamo coi sogni in spalla. 
siamo un po' tutti dei buoni da niente. 
siamo un po' tutti dei tira a campare. 
Noi siamo) quelli che vogliono andare 
un solo credo la voglia di amare. 
un solo sogno la libertà 
un solo sogno la libertà.

Viaggia senza fare tanto rumore



Viaggiando, non mettere radici in nessun posto e non lasciare nessuna traccia visibile del tuo passaggio. Lascia qualcosa di te solo nel cuore delle persone che incontri. 

Vittorio Zanini

lunedì 15 dicembre 2014

Alberto Moravia - Sulle sabbie del deserto come sulle acque degli oceani non è possibile soggiornare...




Sulle sabbie del deserto come sulle acque degli oceani non è possibile soggiornare, mettere radici, abitare, vivere stabilmente. Nel deserto come nell'oceano bisogna continuamente muoversi, e così lasciare che il vento, il vero padrone di queste immensità, cancelli ogni traccia del nostro passaggio, renda di nuovo le distese d'acqua o di sabbia, vergini e inviolate. 

Alberto Moravia

Il nome dei gatti



Dare un nome a un gatto serve solo a noi umani, perché così ci creiamo la vaga illusione di esserne i padroni. 

Alan Ayckbourn

Into The Wild, Eddie Vedder - Guaranteed





Inginocchiato non c'è modo di essere libero 
sollevando una tazza vuota, chiedo silenziosamente 
che tutte le mie destinazioni accettino quello che sono io 
così riesco a respirare... 

dei cerchi si espandono e ingoiano le persone per intero 
per metà delle loro vite dicono buonanotte 
a mogli che non conosceranno mai 
ho una mente piena di domande 
ed un insegnante nella mia anima, va così... 

non venire più vicino o dovrò andarmene 
i posti che tirano mi attirano come la gravità 
se mai ci fosse qualcuno per cui restare a casa 
quel qualcuno saresti tu... 

tutti quelli che incontro, in gabbie che hanno comprato 
pensano a me e al mio vagare, 
ma io non sono mai quello che pensavano 
ho la mia indignazione ma sono puro in tutti i mei pensieri 
io sono vivo... 

il vento è tra i miei capelli, mi sento parte di ogni posto 
al di sotto del mio essere c'è una strada che è scomparsa 
a notte fonda sento gli alberi, 
stanno cantando con i morti, lassù... 

lascia che sia io a trovare un modo di essere 
considerami un satellite sempre in orbita 
conoscevo tutte le regole, ma le regole non mi conoscevano 
garantito...

Osho, La bellezza del Nulla



L'occidente non ha la più pallida idea della bellezza del nulla.

Osho

Into the wild, Christopher Mccandless - C'è tanta gente infelice che tuttavia...



C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l'avventura. La gioia di vivere deriva dall'incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell'avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso... Non dobbiamo che trovare il coraggio di rivoltarci contro lo stile di vita abituale e buttarci in un'esistenza non convenzionale.

Christopher Mccandless, Into the wild

Into the Wild, Eddie Vedder - Society







Per me è un mistero 
abbiamo un'avidità con la quale 

abbiamo accettato di convivere 


pensi di dover volere 
più di quello di cui hai bisogno 
finchè non hai tutto non sarai libero 

società, sei una razza folle 
spero che tu non sia sola senza di me 

quando vuoi più di quello che hai, 
pensi di averne bisogno 
quando pensi più di quello che vuoi, 
i tuoi pensieri cominciano a sanguinare 

penso di dover trovare un posto più grande 
perchè quando hai più di quello che pensi, 
hai bisogno di più spazio 

società, sei una razza folle 
spero che tu non sia sola, senza di me 
società, pazza e profonda 
spero che tu non sia sola, senza di me 

ci sono quelli che pensano, 
più o meno, ma il meno è di più 
ma se il meno è di più, 
come fai a mantenere il punteggio? 
significa che per ogni punto che fai scendi di livello 
è un pò come cominciare dalla cima 
non puoi farlo... 

società, sei una razza folle 
spero che tu non sia sola, senza di me 
società, pazza e profonda 
spero che tu non sia sola, senza di me 

società, abbi pietà di me 
spero che tu non ti arrabbierai 
se non sono d'accordo 
società, pazza e profonda 
spero che tu non sia sola, senza di me

domenica 14 dicembre 2014

Carl Sandburg, I'm an idealist


I'm an idealist. I don't know where I'm going, but I'm on my way.

Carl Sandburg

Rousseau: «Vi piacciono i gatti?»



 Rousseau: «Vi piacciono i gatti?» 
Boswell: «No.»
Rousseau: «Ne ero sicuro. È un segno del carattere. In questo avete l'istinto umano del dispotismo. Agli uomini non piacciono i gatti perché il gatto è libero e non si adatterà mai a essere schiavo. Non fa nulla su vostro ordine, come fanno altri animali.»
Boswell: «Nemmeno una gallina, obbedisce agli ordini.»
Rousseau: «Vi obbedirebbe, se sapeste farvi capire da essa. Un gatto vi capisce benissimo, ma non vi obbedisce.»  

Jean-Jacques Rousseau e James Boswell

giovedì 7 agosto 2014

Per riuscire a volare bisogna essere leggeri


Molte persone nel corso della loro vita non fanno altro che accumulare, cose, amici, abitudini...diventando talmente pesanti da non riuscire più a muoversi. Io ogni giorno cerco di togliere qualcosa. Conservo solo quello che ritengo essenziale e cosi leggero posso spiccare il volo in ogni momento. Per riuscire a volare bisogna essere leggeri.

Vittorio Zanini


Bisogna perdere tutto per poter capire che non si ha bisogno di niente


Un po di tempo fa un'amica mi disse: "tu non hai niente, ma hai tutto!" Ecco, è proprio cosi che mi sento io. Bisogna perdere tutto per poter capire che non si ha bisogno di niente.

Vittorio Zanini


La vera casa dell'uomo è la strada


La mia casa ideale, non è una casa. La vera casa dell'uomo è la strada.

Vittorio Zanini

sabato 28 giugno 2014

Viaggio anche per combattere la noia



Viaggio anche per combattere la noia; dopo quattro o cinque giorni che sono in un posto nuovo ho già visto tutto quello che c'era da vedere, ho incontrato e conosciuto tutte le persone più interessanti, e già non sopporto più ne quei luoghi ne quelle persone. Devo scappare via, di notte, perchè gli addii li odio, e dirsi arrivederci sarebbe da ipocriti. E poi non voglio affezionarmi mai a niente e a nessuno, quando capita mi faccio sempre troppo male.

Vittorio Zanini

venerdì 21 febbraio 2014

Mercanti di liquore, Il Viaggiatore




Il viaggio non è l'emozione di attimi pericolosi 
il viaggio è la gioia del tempo 
pericolo è stare rinchiusi 

Direzione casuale, non prevede sosta 
chi viaggia detesta l'estate 
l'estate appartiene al turista 

Il viaggiatore viaggia solo 
e non lo fa per tornare contento 
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento. 


Mischiare presente e ricordi, le strade possibili fatte 
fu forse salsedine o neve 
fu forse ponente o levante 

L'amore lasciato sospeso, qualcuno ne approfitterò 
ma questo riguarda il ritorno 
remota possibilità 

Il viaggiatore viaggia solo 
e non lo fa per tornare contento 
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento. 

Se impari la strada a memoria di certo non trovi granchè 
se invece smarrisci la rotta 
il mondo è lì tutto per te 

Paese significa storia e storia significa lingua 
impara la tua direzione 
da gente che non ti somiglia 

Il viaggiatore viaggia solo 
e non lo fa per tornare contento 
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento.



Viaggiare è come respirare


Ci sono persone per le quali viaggiare è come respirare, come gli squali hanno bisogno di muoversi continuamente per sopravvivere e quando si fermano cominciano piano piano a morire.

Vittorio Zanini

domenica 2 febbraio 2014

Italiani all’estero, nessuno si chiede perché ce ne siamo andati?


Non se ne può più, ormai l’etichetta del cervello in fuga ce l’hanno (avete) appioppata e non c’è scampo. Vabbè, direte, c’è di peggio.
Beh, quel che è peggio è che nessuno si chiede realmente come mai ce ne siamo andati, si rimanda a storie personali oppure alle solite “maggiori opportunità all’estero”. Certo 68.000 soltanto nell’ultimo anno non sono pochi (come ha spiegato ad ‘Effetto notte’ condotto da Roberta Giordano su Radio 24 lunedì 27 gennaio, Enrico Tucci, ricercatore dell’ Istat per le politiche ambientali e sociali), senza contare quelli che non hanno trasferito la propria residenza ma che di fatto si incontrano regolarmente in aereo ogni venerdì sera sul Londra-Roma e ogni domenica al ritorno, chi da 10 chi addirittura da 15 anni. Molti, anzi, moltissimi i diplomati e i laureati che cosa strana, eh?

Ci chiamano cervelli eppure è mai possibile che siamo tutti così idioti da rinunciare alla compagnia degli amici, quando non all’affetto della famiglia, alle tiepide serate primaverili seduti all’aperto a mangiare una pizza o un gelato, a parlare la nostra lingua, a lavorare per la “mia gente” (che non mi si equivochi, prego: la mia gente è quella di tutto il mondo, ma quella della mia terra è un po’ più “mia“), alle piazze fra le più belle al mondo, ai mari tra i più divertenti, alle montagne senza fiato? Per stare in luoghi freddi, talvolta freddissimi, umidi talvolta umidissimi, indigesti, distaccati, dove nessuno mai mi capirà se avrò detto “la donna è mobile e io sono un mobiliere”? Ah, insuperabile Totò!

Allora ecco il mio decalogo, quello dei miei perché, ma sono quelli di tanti, tantissimi che ho incontrato e con cui ho parlato finora, tanti che hanno fatto la mia stessa scelta e che svolgono professioni diverse dalla mia
1. Perché se mi comporto onestamente sono un fesso.
2. Perché ho bisogno delle raccomandazioni per fare. Tutto, tutto quello che mi spetta di diritto e senza raccomandazione.
3. Perché se voglio lavorare bene sono visto male, perché ingolfo tutti gli altri, e se possono ti fanno da parte e se non possono cercano di eliminarti.
4. Perché negli ultimi 20 ( e dico venti) anni non sono riuscito a partecipare ad un concorso pubblico dove non si conoscesse già il vincitore. E perché nessuno si chiede come mai per alcuni posti non si facciano proprio, i concorsi.
5. Perché non si è mai tenuto conto di tutto quello che avevo fatto.
6. Perché si pensa sempre che siccome sei un professionista non hai bisogno di soldi (mai capita ‘sta cosa), e quindi ti pagano dopo sei mesi. O comunque ti pagano dopo sei mesi e se c’è qualche problema amministrativo non ti pagano affatto e danno per scontato che tu lo debba accettare.
7. Perché molti “manager” sono incompetenti piazzati da qualche loro amico politico ancora più ignorante.
8. Perché ho visto emeriti idioti ottenere ciò per cui io sto ancora faticando, solo perché conoscevano la persona giusta o hanno portato la borsa alla persona giusta, o hanno pagato la persona giusta, o hanno minacciato la persona giusta, oppure sono loro stessi la persona giusta, una volta tanto.
9. Perché molti di quelli che si lamentavano e predicavano di stare nelle tue stesse condizioni si sono rivelati essere i primi a volerti fregare.E ti hanno fregato senza un minimo di lealtà, voltandoti le spalle e prendendoti anche in giro.
10. Perché forse sono veramente un fesso ma anche riconoscere questo è stata una conquista che non devo a nessuno.

Basterebbe cambiare anche soltanto un paio di punti e immaginare quanta gente rimarrebbe in Italia.

di Massimo Sibilio, MD Consultant Ophthalmic Surgeon

Fonte: ilfattoquotidiano.it