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venerdì 16 agosto 2013

Camminare a piedi nudi per riconnettersi con la Madre Terra, tutti i benefici dell'earthing



Camminare senza scarpe salverà la nostra salute? Secondo un nuovo esercito di passeggiatori a piedi nudi, sostenuto da medici e scienziati con relativi studi, è proprio così. La scoperta è simile all’acqua calda, tanto semplice da rasentare il banale: chi non si sente bene dopo aver camminato sul bagnasciuga di una spiaggia o sull’erba fresca di rugiada? Il cosiddetto grounding, la pratica di radicamento a terra attraverso i piedi, è ben conosciuta nello yoga così come in altre discipline orientali quali il T'ai chi ch'uan e Qì Gōng. Ma recenti studi portati avanti da scienziati statunitensi come Gaetan Chevalier, James Oschman, Stephen Sinatra e Martin Zucker hanno portato questa piacevole sensazione a tutto un altro livello.


Il punto fondamentale è che lo scambio diretto tra la nostra pelle e gli elettroni che si accumulano sulla superficie terrestre serve a neutralizzare le molecole instabili nel nostro organismo, all’origine di molti danni fisici. Si tratta dei cosiddetti radicali liberi, il prodotto naturale ma tossico di alcuni processi metabolici del corpo umano. Un eccesso di queste molecole cariche positivamente è la causa di una serie di reazioni a cascata che provocano distruzione cellulare e invecchiamento. Non solo, possono indebolire il sistema immunitario e peggiorare ogni genere di infiammazione nel corpo.

Fino ad ora ci siamo difesi contro l’attacco dei radicali liberi soprattutto attraverso il cibo: mangiando verdure fresche e frutta di stagione in particolare. Ma la scienza dimostra oggi che esiste un altro sistema molto efficace e non dispendioso: basta infatti camminare per 30 minuti al giorno a piedi nudi per neutralizzare la carica positiva dei radicali liberi, tornare in sintonia con la componente energetica terrestre e in sostanza ricaricare il nostro sistema immunitario.

In alternativa ai “piedi nudi nel parco” è possibile anche dormire direttamente sul suolo, oppure connettersi a quest’ultimo attraverso materiali conduttori che si dipanano dal nostro letto fino al terreno più vicino o allo scarico a terra.

Uno studio pubblicato lo scorso febbraio 2013 dall’Università della California Irvine dimostra inoltre che praticare l’earthing, migliora la fluidità del sangue diminuendo così i rischi cardiovascolari come infarto e ictus. Anche altri effetti positivi sono stati osservati in laboratorio su persone equipaggiate di elettrodi e invitate a soggiornare o dormire su superfici di terriccio allestite appositamente. Nei soggetti in esame sono diminuiti disturbi del sonno, dolori muscolari e articolari di vario genere, artrite, diabete, asma e persino sintomi più gravi legati a insufficienza motoria e sclerosi multipla.



I benefici valgono anche per gli atleti professionisti, come assicura Jeffrey Spencer, ex olimpionico statunitense di ciclismo e attuale medico chiropratico della squadra nazionale di ciclisti d’oltreoceano che invita a tecniche di grounding quotidiano i suoi atleti, come altri clienti tra cui il team di ballo della cantante Celine Dion a Las Vegas.

È dalla seconda guerra mondiale che la gomma è comparsa sotto i nostri piedi isolandoci dalla crosta terrestre, spiegano gli autori del libro "Earthing a piedi nudi, curarsi con l’energia della terra". Prima di allora il contatto era assicurato dall’assenza di scarpe o da leggere protezioni in pellame, ancora in grado di condurre l’energia elettrica. Fino agli anni Cinquanta eravamo pertanto connessi con gli elettroni disponibili sulla superficie terrestre grazie a reazioni energetiche sotterranee e fulmini che scaricano la tensione sul suolo. Anche in età più antiche il riposo notturno era un tempo direttamente collegato al terreno: i primi letti rialzati in bronzo comparvero per la prima volta nell’Egitto dei Faraoni 3.000 anni fa, com’è riportato nel libro.

Per gli appassionati di earthing ogni strumento d’isolamento dalla crosta terrestre, e le scarpe in maniera particolare, sono una delle invenzioni più dannose dell’ultimo secolo. Insomma, forse è davvero una buona idea quella di fondare un club di passeggiatori a piedi nudi, il segreto è trovare il posto adatto in modo da evitare oggetti appuntiti, asfalto isolante, sporco eccessivo, batteri o escrementi di animali.

Camminare allena inoltre il sistema cardiocircolatorio, aiuta a perdere peso e, se portiamo l’attenzione al respiro in maniera costante, è una forma meditazione in movimento che ci permette di scaricare pensieri ed emozioni liberando la “memoria interna” del nostro cervello, proprio come quando svuotiamo il cestino del nostro computer. Aiuta a riconnetterci con la natura e rallentare il ritmo per rientrare in sintonia con quello terrestre quando ne abbiamo bisogno.

Già Ippocrate, il padre della medicina moderna vissuto 2.500 anni fa, aveva intuito i danni da disconnessione dalla natura. Diceva infatti “che nessuna malattia arriva all’improvviso, ma è sviluppata attraverso una serie di peccati quotidiani contro la natura. Quando ne accumuliamo un numero abbastanza grande la malattia appare”. Allo stesso modo, un adagio tradizionale dei nativi americana recita: “I Piedi sani possono ascoltare il vero cuore di Madre Terra”. L’obiettivo degli appassionati di earthing è riconnettere l’intera popolazione mondiale al pianeta. 

di Paola Richard 

Fonte: huffingtonpost.it


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