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venerdì 16 novembre 2012

✿ Naturopatia ツ - Yoga, saluto al sole




Yoga e Saluto al Sole, Più energia e meno stress ogni giorno


Lo stress è una componente essenziale nella vita di un essere umano. E' la risposta fisiologica dell'organismo alle sollecitazioni cui siamo sottoposti ogni giorno, a livello personale, lavorativo, relazionale.


Questo adattamento agli stimoli esterni si traduce in reazioni neuropsichiche, fisico-locomotorie, ormonali, emotive, grazie 
alle quali è possibile modificare o l'ambiente circostante, o il proprio modo di porsi di fronte ad esso.


Nella società contemporanea risulta difficile la gestione dello stress e non esserne sopraffatti. E' quasi impossibile data la gigantesca mole di input che ci urtano ogni istante: luci, neon, rumori, suoni ad alto volume, ordini, compiti da eseguire, relazioni non sempre ideali.


L'importanza di possedere degli strumenti efficaci nella gestione dello stress


Lo Yoga ci offre una pratica molto antica e allo stesso tempo molto efface, per riscaldare, allenare e sciogliere tutti i muscoli del corpo. 


Il Saluto al sole ( in sanscrito Surya Namaskara) è una pratica completa che scioglie la colonna vertebrale, allunga le membra e rafforza tutto il corpo. E' inoltre praticabile a qualunque età, donando a chiunque calma e interna e vigore a chiunque lo pratichi con costanza.


Si compone di una serie di movimenti in sequenza combinati con la respirazione. E' un esercizio che riempie il corpo di energia ed aiuta a controllare il respiro, perchè a ogni movimento sono abbinate un'inspirazione e un'espirazione.


Benefici del Saluto al Sole


Il Saluto al Sole è una pratica molto utile nella gestione dello stress perchè agisce su molti livelli:


Sistema nervoso

La colonna vertebrale viene allungata e compressa, stimolando la circolazione in tutto il midollo spinale e in tutti i plessi nervosi. Vengono inoltre tonificati i flussi nervosi che vanno a stimolare gli organi interni.


Sistema Respiratorio

La respirazione quotidiana dell'uomo di oggi appare più simile all'apnea che a una generosa immissione di ossigeno nei polmoni che diventano pieni di depositi stagnanti di aria viziata, di biossido di carbonio e di gas tossici.


La respirazione profonda, ritmica e sincronizzata del Surya Namaskara vuota completamente i polmoni e li riempie di aria fresca, pulita ed ossigenata. Malattie respiratorie ed eccesso di muco possono essere eliminati.


Sistema circolatorio

Surya Namaskara migliora la circolazione cardiaca, ma senza sforzo come negli esercizi di ginnastica. Ne risulta un migliore flusso sanguigno che accelera l’eliminazione dei materiali di rifiuto e introduce ossigeno fresco e nutrimento per tutte le cellule.


I muscoli cardiaci vengono rinforzati e i vasi sanguigni del cuore, le arterie coronarie, vengono stimolate a moltiplicarsi, migliorando la circolazione e riducendo la possibilità di un attacco di cuore.


Sistema digestivo

L'allungamento e la compressione dell'intestino tonificano il sistema digestivo massaggiando e stimolando completamente tutti gli organi addominali. L'assimilazione del cibo sarà più rapida


Sistema urinario

Con Surya Namaskara la colonna vertebrale ed i muscoli del dorso vengono mossi in modo tale da premere e massaggiare gentilmente i reni, stimolandon
e la funzione ed aumentando il flusso di sangue che li attraversa.


Il saluto al Sole: praticamente


POSIZIONE 1- Partiamo eretti con i piedi paralleli leggermente divaricati. Le mani sono giunte davanti allo sterno

POSIZIONE 2- Inspirando apriamo le braccia lateralmente e le portiamo su unendo i palmi delle mani, lo sguardo in direzione dei pollici 


POSIZIONE 3- Espirando flettiamo il busto e portiamo le mani al pavimento o alle caviglie


POSIZIONE 4- Tenendo entrambe le mani ferme accanto ai piedi, piegando il ginocchio sinistro si estende indietro la gamba destra. Le dita del piede destro e il ginocchio toccano il pavimento. Portando il bacino in avanti si inarca la colonna guardando in alto. Le mani mantengono l’equilibrio del corpo mentre inspirando si solleva il torace in avanti e verso l’alto


POSIZIONE 5-Portando il piede sinistro accanto al destro, si sollevano i glutei e la testa si trova fra le braccia in modo che il corpo assuma la forma di un triangolo rispetto al pavimento. Si Espira completamente ed in apnea si passa alla posizione successiva

POSIZIONE 6- Si mantiene l’apnea e piegando le ginocchia sul pavimento si portano il torace e il mento al pavimento, tenendo il bacino sollevato da terra. Le mani, il mento, il torace, le ginocchia e le dita dei piedi toccano il pavimento e la colonna vertebrale è arcuata

POSIZIONE 7- espirando e mantenendo le braccia e le gambe distese, si fa leva sulle spalle sollevando il bacino ed i glutei, si abbassa la testa e si riprende la posizione n. 5


POSIZIONE 8- inspirando si porta la gamba sinistra in avanti collocando il piede fra le mani, contemporaneamente si porta il ginocchio destro giù al pavimento spingendo il bacino in avanti. Inarcando la colonna vertebrale si guarda in alto per poi riprendere la posizione n. 4


POSIZIONE 9- Espirando si porta il piede destro accanto al sinistro.


POSIZIONE 10- Allungando le gambe ci si flette in avanti sollevando i glutei avvicinando la fronte alle ginocchia. Le mani rimangono sul pavimento accanto ai piedi. Questa è come la posizione n. 3

POSIZIONE 11- Inspirando si solleva il tronco allungando le braccia sopra la testa inarcando la schiena come nella posizione n. 2.


POSIZIONE 12- Espirando si raddrizza tutto il corpo e ritrovando la posizione di equilibrio iniziale si portano le mani giunte al petto


Note: questo costituisce mezzo ciclo del surya namaskar. Per completare l’altra metà , vengono eseguiti gli stessi movimenti, la sola variazione è che la gamba sinistra viene portata indietro nella posizione n. 4 e la gamba destra viene portata in avanti nella posizione n. 9. Così un ciclo completo consiste di 24 movimenti, due serie di dodici, dando equilibrio ad ogni lato del corpo in ogni mezzo ciclo.


Non sforzatevi di eseguire perfettamente le posizioni: ogni movimento dovrà essere rilassato e ritmato, concentrandosi sull'armonia e la fluidità della sequenza di movimento in accordo con il ritmo del respiro (inspirazione/espirazione).


I benefici saranno proporzionali alla costanza con cui ci si applica! 





✿ Naturopatia ツ - Ayurveda



Ayurveda: arte di vivere, arte di guarire





A quei tempi i guru hanno insegnato che se la scienza viene seguita solo per fini economici è una perdita di tempo. La ricchezza guadagnata attraverso la medicina è sempre contaminata poichè proviene dalla sofferenza degli altri. Quindi deve essere praticata con compassione ed umiltà. Senza avidità ed egoismo. Per questo i guru esaminano la mente e la natura degli studenti prima di accettarli come discepoli.

Tratto dal documentario Ayurveda: arte di vivere, arte di guarire




L'ayurveda (in sanscrito: आयुर्वेद) è la medicina tradizionale utilizzata in India fin dall'antichità, diffusa ancora oggi nel sub-continente più della medicina occidentale. Ayurveda è una parola composta da ayur, durata della vita o longevità e veda conoscenza rivelata. Molti traducono erroneamente l'ayurveda come scienza della vita. In realtà è un sistema medico molto vasto e complesso comprende
nte aspetti di prevenzione, oltre che di cura, che permetterebbero, se applicati rigorosamente, di vivere più a lungo, migliorare la propria salute e rispettare il proprio corpo. Viene citata per la prima volta nel Caraka Samhita, un trattato di 500 principi medicinali compilato durante il regno dell'imperatore Kanishka
È attualmente annoverata dall'Unione Europea e dalla maggior parte degli Stati membri tra le medicine non convenzionali la cui erogazione è consentita da parte di medici qualificati.
Antico e complesso sistema, si è sviluppato nella sua forma attuale attraverso millenni di ricerche e sforzi innovativi. L'ayurveda si occupa da tutti i punti di vista del benessere dell'uomo, nel suo aspetto fisico, psichico e spirituale e si occupa delle patologie tanto quanto dello stato di salute normale. Lo scopo è quello di aiutare i malati a curarsi, e le persone sane a mantenere il proprio benessere e prevenire le malattie.
I principi medicinali utilizzati sono, in genere, minerali, metalli purificati e combinati con acidi fulvici ed erbe, in forma di polveri, pastiglie, infusi ecc. La maggior parte è di natura fitoterapica, come l'Amalaki (emblica officinalis), il Trikatu, un composto di tre erbe, zenzero, pepe e pippali (piper longum), Haridra (curcuma), Brahmi (Bacopa Monnieri), Tulasi (Ocimum sanctum), Erand (Ricinus communis), Guduchi (Tinospora cordifolia), Kumari (aloe), Gokshur (tribulus terrestris). Ogni medicinale ha una specifica modalità di utilizzo, perché agisca alla sua massima efficacia.

Origini mitologiche

Le origini dell'ayurveda sono intrise della ricca mitologia indiana. Si ritiene infatti che l'ayurveda, la "scienza della vita", risalga a Brahma, creatore dell'universo. Costui fece dono del sistema ayurvedico a Daksa Prajapati e da questi agli Asvin, ed infine da loro ad Indra, signore degli dei vedici. Da Indra infine l'ultimo passaggio ai suoi 4 discepoli, Bharadvaja, Atreya, Kasyapa e Dhanvantari. Nella Caraka Samhita, nei primi capitoli, è narrata la storia dell'origine mitica dell'ayurveda.

Origini storiche

Le origini storiche dell'ayurveda si perdono indietro nei secoli, addirittura in un'epoca precedente al ritrovamento di documenti scritti che certifichino la sua esistenza. Si tende a datare infatti le origini storiche dell'ayurveda a ritroso fino a 6000 anni fa, sebbene le prime versioni scritte dei Veda, alla base dell'ayurveda, risalgano a circa 1500 anni fa. È opinione condivisa infatti che come per molte altre tradizione ed opere, anche per l'ayurveda e per i Veda, ci sia stata una capillare diffusione orale prima della sistemizzazione in forma scritta.

I dosha

Secondo l'Ayurveda il corpo fisico è pervaso da tre dosha (energie vitali) in proporzioni diverse. Questi determinano tramite il loro stato di equilibrio o squilibrio rispetto alla costituzione individuale (prakriti) lo stato di benessere o malattia dell'individuo. Ogni dosha è composto da due elementi (panca-mahabhutani) ed ha determinate qualità (guna) che li caratterizzano.

I tre dosha sono:

Vata
composto da spazio (akasha) e aria (vayu), è il principio del movimento, legato a tutto ciò che è movimento nel corpo (sistema nervoso, respirazione, circolazione sanguigna..). Le sue qualità sono: freddezza, secchezza, leggerezza, sottigliezza, mobilità, nitidezza, durezza, ruvidezza e fluidità. La sua sede principale è il colon ed i suoi 5 sub-dosha sono: Prana, Udana, Samana, Apana e Vyana.

Pitta
composto da fuoco (tejas) e acqua (jala), è il dosha legato alla trasformazione, alla digestione intesa sia a livello fisico (stomaco, fuoco digestivo detto anche agni) che mentale (elaborazione delle emozioni). Le sue qualità sono: caldo, untuoso, leggerezza, sottigliezza, mobilità, nitidezza, morbidezza, levigatezza, chiarezza e fluidità. La sua sede principale è l'intestino tenue ed i suoi 5 sub-dosha sono: Pacaka, Ranjaka, Sadhaka, Alochaka e Bhrajaka.

Kapha
composto da acqua (jala) e terra (prithvi), è il dosha legato alla coesione, al tener unito, è proprio dei fluidi corporei, lubrifica e mantiene il corpo solido ed uniforme. Le sue qualità sono: freddezza, umidità, pesantezza, grossolanità, stabilità, opacità, morbidezza, levigatezza e densità. I suoi cinque sub-dosha sono: Kledaka, Avalambaka, Bodhaka, Tarpaka e Slesaka.
I dosha consentono di classificare le tendenze psico-fisiche presenti nel corpo e le disfunzioni che ne possono derivare. Secondo l'ayurveda le patologie nascono quando si vengono a creare degli squilibri nei dosha (vikriti); l'individuazione degli squilibri in un dosha, corrispondente alla diagnosi, conducono a trovare i rimedi per ristabilirne lo stato di equilibrio individuale (prakriti) e quindi la guarigione. Le principali cause di squilibrio dei dosha sono tre:
il prajna-aparadha, ovvero l'errore dell'intelletto che si concretizza nel ripetere azioni, tenere atteggiamenti che, pur sapendo intrinsecamente sbagliati, vengono perpetuati in nome di desideri o pulsioni materiali;
il kala-parinama, ovvero le oscillazioni dei dosha all'interno del giorno, delle stagioni e della vita;
l'asatmyendriyartha-samyoga, ovvero l'errato uso dei sensi, intendendo con questo un uso improprio in eccesso o difetto dei sensi.

Terapie ayurvediche

Per terapie ayurvediche si intendono tutte quelle tecniche volte a riequilibrare l'equilibrio dei dosha, lavorando quindi sullo stato di vikriti al fine di ripristinare la prakriti dell'individuo. Alle diverse sostanze da assumere, l'ayurveda affianca esercizi differenti secondo lo stato di salute, tipicamente posizioni yoga e tecniche di respirazione profonda.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.





L'Ayurveda - Come si pratica, la storia e le origini



Già nel IV millenio a.C. l’Ayurveda è utilizzata come medicina tradizionale in India ed è diffusa più della medicina occidentale. Il termine Ayurveda è composto da “ayu” traducibile come “vita” ossia una combinazione di quattro elementi: il corpo, gli organi dei sensi, la mente e l’anima; e “veda” che significa “conoscenza”. Il tutto esprimibil
e come “scienza della vita”. Compare per la prima volta nel Charaka Samhita, un trattato risalente al 1000 a.C. circa scritto sotto il regno dell'imperatore Kanishka in cui sono riportati 500 principi medicinali. La definizione completa viene esposta così: "Si definisce Ayurveda la scienza che descrive gli stati della vita vantaggiosi e quelli sfavorevoli, insieme a ciò che è buono e ciò che è nocivo per la vita, che tratta della lunghezza della vita e della vita stessa”. Nel Charaka Samhita viene decritta l’origine di questa scienza e si narra che quando sulla terra comparvero le malattie a rendere difficile il corso della vita di ogni essere vivente.


Così un gruppo di saggi provenienti da ogni angolo della terra, mossi da compassione per tutte le creature, si riunirono in un luogo propizio ai piedi della catena himalayana per studiare un rimedio. Insieme entrarono in meditazione e ricevettero l’aiuto di Indra, il Signore degli Dei, che li avrebbe lasciato la conoscenza per poter contrastare le malattie. Tutti decisero di inviare Bharadvaja, al cospetto di Indra per imparare l’Ayurveda. Al suo ritorno Bharadvaja tramandò il suo sapere sull’Ayurveda ad Atreya il quale ebbe sei discepoli. Ognuno di essi scrisse un trattato di Ayurveda. La maggior parte di quei trattati è andata perduta. Solo una parte dell’opera di Agnivesa giunse fino ai giorni nostri sotto il nome di “Charaka Samhita”. Attualmente è inserita, dall’Unione Europea e dalla maggior parte degli Stati membri, tra le medicine non convenzionali la cui somministrazione è consentita previa autorizzazione da parte di medici qualificati. L’Ayurveda è una scienza che si prefigge di raggiungere il benessere psicofisico spirituale globale. Quindi curare chi è malato e cercare di mantenere in salute le persone normali. I principali elementi su cui sui basa l’Ayurveda sono, in genere: minerali, metalli purificati e combinati con acidi fulvici ed erbe, in forma di polveri, pastiglie, infusi etc. Ogni medicinale ha delle specifiche modalità di utilizzo, affiché possa agire con la massima efficacia. L’Ayurveda sostiene che il corpo fisico è pervaso da tre “dosha” o energie vitali in varie proporzioni. Questi possono determinare sia uno stato di benessere che di malattia dell'individuo derivante dal loro stato di equilibrio o squilibrio rispetto alla costituzione individuale definita con la parola “prakriti”. Ogni dosha è costituito da due elementi chiamati “panca-mahabhutani” ed ha determinate qualità le cosidette “guna” che li caratterizzano. Individuare tali squilibri, ovvero effettuare la “diagnosi”, aiuta a trovare i rimedi per ristabilire lo stato di salute più equilibrato che conduce infine alla guarigione. Insieme alle diverse sostanze da assumere, l’Ayurveda si appogia, a secondo dei differenti stati di salute, ad altri esercizi, come le tipiche posizioni yoga coadiuvate da tecniche di respirazione profonda.