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domenica 11 novembre 2012

Vivere in 5 con 5 euro al giorno. Possibile!

Stefania Rossini vive a Pontevico. Mamma di tre bimbi e moglie di un operaio metalmeccanico, come ormai accade sempre più spesso, qualche anno fa ha perso il lavoro. Questo le ha imposto una riorganizzazione della sua vita, opera a cui si è dedicata con pratica lucidità, senza stravolgere troppo la propria esistenza.



Ha innanzitutto deciso di ripensare il suo modo di vivere in virtù del fare piuttosto che del comprare, dell’essere al posto dell’avere, e ha immaginato di confrontarsi con il modo di condurre la quotidianità dei propri nonni, certa che se sopravvivevano loro…

Così ha scovato desuete ricette e rispolverato antichi saperi per fare in casa tutto quanto possibile: detersivi, creme per viso e corpo, detergenti per la casa e la persona, vestiti, accessori. Decide di condividere queste sue nuove conoscenze e apre così,“natural-mente-stefy”, il suo blog.

Dal blog al libro il passo è stato breve e con il suo manuale tecnico-pratico Stefania ci aiuta a capire come poter “vivere in 5 con 5 euro al giorno”. L’abbiamo incontrata per capire quale sia il suo segreto.

Vivere in cinque con cinque euro al giorno. Ma come fate? Siete una famiglia extraterrestre?

Magari! No quello è il titolo che ha scelto la casa editrice e aveva lo scopo di stupire. Diciamo che questi 5 euro sono arrivati dopo un percorso di due anni. Un percorso fatto naturalmente e senza forzatura. Non era un obiettivo. Quando sono partita non avevo pensato ad una cifra precisa, ho cercato di migliorarmi ogni giorno di più. In questi due anni mi sono sforzata di imparare, di migliorare. Ho fatto l’orto, ho scovato nuove ricette per l’autoproduzione. Ad un certo punto ho deciso di fare due conti di quanto spendevo al mese e sono saltati fuori questi cinque euro. Una media giornaliera che comprende un po’ tutto come l’alimentazione, i detersivi per la casa e per l’igiene personale, il materiale scolastico e altre piccole cose. Questo è possibile perché con l’orto e con l’autoproduzione ci facciamo in casa quasi tutto quanto. Infatti, con la mia famiglia abbiamo deciso di investire per i prossimi trent’anni in una casa che avesse la possibilità di realizzare un orto. La casa ce la siamo costruita io e mio marito, invece di andare in vacanza o andare a mangiare la pizza, noi abbiamo investito nella casa.

Quindi niente di extraterrestre, ma tutto realmente umano.

Assolutamente niente di extraterrestre. Tutto umano e a misura d’uomo, certo bisogna mettersi in gioco parecchio nel senso che quanto stiamo facendo noi non è alla portata di tutti. Di sicuro uno che vive in centro a Milano o a Roma non può arrivare a questo, a parte che ha mille input di acquisto, poi comunque non ha l’orto. L’orto per noi è stato fondamentale. Non solo a livello economico ma anche a livello salutare.

Tuo marito è sicuramente un attore importante di questa tua “avventura”, ma come sei riuscita a coinvolgere i tuoi figli? In questi giorni stanno iniziando la scuola, non ti hanno chiesto la cartella o il diario griffati?

Li hanno, li hanno. E ci sono riuscita perché ho trovato tutto in baratto, oppure ho acquistato l’anno scorso dopo l’inizio della scuola. Sto infatti aspettando che inizi la scuola così posso andare al centro commerciale dove troverò zaini a 10 euro quando fino a pochi giorni fa costavano 60 euro. Abbiamo fatto così l’anno scorso con il diario, tre anni fa con la cartella: c’era una mamma che aveva una cartella usata una volta sola, era praticamente nuova, io l’ho scambiata così mio figlio ha il diario e la cartella firmati, come i quaderni che scambio in baratto oppure li acquisto quando ci sono le grosse offerte.

Riesci a sintetizzare la tua giornata tipo e poi vorrei capire se a tuo parere una persona che lavora otto ore in ufficio o in fabbrica può trovare gli spazi che riesci a trovare tu per fare tutte le cose che fai tu.

Prima ti rispondo alla seconda domanda. No, secondo me una persona che lavora otto ore al giorno purtroppo non riesce a fare tutto quello che faccio io. Però con un’ottima organizzazione, visto che si tratta di cose semplici e che richiedono poco tempo, se una persona si organizza magari non riesce a fare 100 come faccio io in un mese, magari riesce a fare 30, che per me è già tantissimo per una persona che lavora. Ad esempio, il sapore lo fa una volta all’anno, la pasta fatta in casa la prepara il sabato mattina e ne fa per una settimana e poi la congela, così come il pane.

Ovviamente chi lavora però ha un reddito che io non ho. Chi lavora ha meno tempo ed io invece ho tempo. Bisogna secondo me equilibrare le cose, nel senso che io promuovo questa “decrescita” ma questa è la “mia” decrescita, è la “mia” vita. Io cerco di dare solo degli spunti.

Poi, tornando alla giornata tipo, non ho una vera giornata tipo! Mi alzo presto al mattino verso le 6.30 – sette meno un quarto al massimo, rassetto casa finché i bambini sono a letto, ma poi dipende molto dai bambini, mi gestiscono parecchio loro la giornata. Influisce molto il tempo perché se piove, per esempio, nell’orto non ci posso andare, invece se c’è il sole magari ci posso lavorare. Dipende poi dalla giornata: se oggi mangiamo un chilo di pane domani devo fare il pane, invece se me ne mangiamo due etti domani non lo faccio. Mi gestisco molto di giorno in giorno. Mi organizzo di minuto in minuto. Non esiste una giornata tipo, questa è anche la mia forma di libertà.

Parlavi di decrescita, ma cos’è per Stefania la decrescita?

Per me la decrescita non è un “de”, cioè non è un tornare indietro se non per una riscoperta dei valori che si avevano una volta e per la qualità dei prodotti. Quindi tornare indietro semplicemente per riscoprire le cose positive e guardando al futuro perché, ad esempio, io utilizzo il web. Internet per me è stato fondamentale per imparare. Potrebbe sembrare quasi un paradosso, una contraddizione però la mia forma di decrescita sta nell’utilizzare al meglio la tecnologia ed utilizzare meglio le risorse che abbiamo. Noi abbiamo adesso tantissime risorse cosa che una volta non avevano, ma le stiamo sfruttando male. Dovremmo semplicemente essere un po’ più sobri e apprezzare quello che abbiamo.

Quindi vedi la decrescita come un modo di vivere la vita in modo più sobrio non scartando nulla a priori.

Infatti, non scarto nulla a priori. La gente non capisce che si tratta semplicemente d’avere uno stile di vita sobrio e pensa invece che “decrescita” voglia dire tornare al medioevo. Infatti molti mi criticano e mi dicono “ma sì tu vuoi tornare al medioevo”, non è così ma è difficile spiegarlo.

Anche il termine “decrescita” non aiuta sicuramente.
Ho letto il tuo libro e lo considero un ricettario contro il consumismo e lo spreco. E’ un inno all’autarchia familiare. Mi sono però chiesto da dove nascono tutte le soluzioni alle ricette che tu hai messo in questo libro.

Guarda, sul web si trova tutto. Io non ho inventato nulla, erano ricette antiche e sono ricette che trovi sul web. Alcune le ho modificate in base alle mie esigenze personali. Ogni ricetta io l’ho provata e se non mi soddisfava appieno l’ho modificata adattandola alle mie necessità. Ad esempio quando trovo una ricetta che contiene il burro, visto che sono a tendenza vegana e cerco di acquistare derivati animali il meno possibile, invece del burro ci metto l’olio e provo a vedere se è buona. Lo stesso con le creme, con i saponi, con tutto.

Parola di Stefy

di Simone Zuin

Fonte: http://decrescitafelice.it/

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